
Spesso vi ho parlato dei prodotti biologici. Io li preferisco per la differenza di sapore che noto rispetto ai prodotti derivanti dall’agricoltura tradizionale. Anche la GDO ha ripreso a credere in questo segmento e sugli scaffali ci sono molte linee di prodotto dedicate da Carreforu a Auchan a Coop. Personalmente ho testato i prodotti scelgobio distribuiti da Carrefour e la scelta è piuttosto ampia: cacao, cioccolato, pasta, passate di pomodoro, fette biscottate, pelati, té, succhi di frutta in bottiglia e brick, latte a lunga conservazione anche parzialmente scremato, merendine, miele, marmellate, biscotti, zucchero e nel fresco, frutta, ortaggi e pollo. I prezzi sono allineati con i prodotti, diciamo così tradizionali. La passata di pomodoro l’ho pagata 75 centesimi, mentre il barattolo di pelati 50 centesimi. Prezzi in linea anche per i succhi di frutta, latte, uova e pollo. Un tantino più cari il pane e gli ortaggi.
Anche Auchan ha la sua linea chiamata proprio Bio; Coop presenta 304 prodotti biologici con marchio Vivi Bio rappresentati per la maggior parte dal segmento freschissimo, per lo più ortaggi, frutta e carni; bioCrai ha 29 prodotti certificati biologico; Esselunga bio conta, invece, 250 prodotti tra cui pane fresco, crakers, surgelati, e una ampia scelta di ortaggi e frutta di stagione; Conad Il biologico offre invece prodotti conservati tra cui olio extravergine d’oliva, per il fresco c’è lo yogurt; Despar con Bio Logico offre moltissimi prodotti tra cui legumi, ortaggi e frutta di stagione, burro e insalate pronte.
Magari se si riducessero gli imballaggi, sarebbero perfetti.
Aggiornamento.
Ne approfitto per rispondere a Marta7 che mi fa notare che sia preferibile acquistare prodotti bio locali. Ebbene per saperlo basta leggere le etichette. Dunque, ti rispondo per la passata che ho acquistato e che porta il codice CCPB: IT CPB 9803 T08000 prodotto per ScelgoBio da la Doria Spa, Via Nazionale, 320 Andri (Sa). L’organismo di controllo e certificazione è perciò il CCPB e sempre in etichetta viene certificato che i pomodori usati per la passata provengono da coltivazioni biologiche del centro-sud Italia. Dunque abitando in Campania per me sono prodotti locali. Per quanto riguarda la tollerabilità dello 0,9% agli OGM ancora per poco sarà un pericolo presente solo in teoria poiché attualmente in Italia non ci sono coltivazioni OGM.
Foto | Flickr
marta7
21 gen 2010 - 12:29 - #1io sono un po´scettica sul bio nella grande distribuzione. oltre agli imballaggi che hai gia citato, ho altre obiezioni : 1)come fanno prodotti bio a essere venduti a prezzi cosi´bassi? 2) da dove vengono questi prodotti? il bio made in china preferisco che lo mangino i cinesi, io voglio la filiera corta e il prodotto locale. se un pomodoro bio fa il giro del mondo per arrivare nel mio piatto, consumando litri di petrolio ed emettendo tonnellate di CO2, fa piu´danni di un pomodoro convenzionale dell´azienda vicino casa. o no ? 3) esistono delle enormi differenze tra il bollino bio della UE e quello di alcune associazioni di produttori: la UE consente la presenza di 0,9% contaminazioni transgeniche nei prodotti bio, e consente ai produttori bio di produrre contemporaneamente anche alimenti convenzionali; il che vuol dire che comprando questi prodotti si continua a far arricchire gente che guadagna anche col convenzionale, con l´ogm e con gli allevamenti intensivi. le associazioni di produttori bio hanno dei criteri piu´seri del bio UE, e guarda caso, i loro prodotti sono piu´cari. il bio ue, quello che si trova nella grande distribuzione, fa concorrenza sleale ai produttori piu´seri.
E allora, bio si´, ma anche prodotto locale, o comunque entro un certo raggio di km, e prezzi equi sia per il produttore che per il consumatore, ben vengano quindi i gruppi di acquisto.
Barbalbero
21 gen 2010 - 16:41 - #2Appunto. Hai la vista corta, Marina. Un pomodoro convenzionale a chilometri zero e a 1,5 euro al chilo è meglio di un pomodoro bio venuto da chissà dove che costa 80 centesimi al chilo. Ti sei mai chiesta come fanno a star dentro a quei prezzi?
Ps Sono fan del bio, ma Quando ce vo’, ce vo’
Barbalbero
21 gen 2010 - 16:44 - #3Ho visto solo ora l’aggiornamento. togli pure “venuto da chissà dove”, ma il resto non cambia: come fanno a rispettare i diritti dei lavoratori e a praticare quei prezzi?
filoverde
21 gen 2010 - 17:51 - #4@Barbalbero
Di grazia e in base a quali geniali calcoli stabilisci che l’agricoltura convenzionale è più conveniente dell’agricoltura biologica? Il Km zero non è sempre conveniente specie in agricoltura convenzionale se pensi che pesticidi e fitofarmaci devono essere trasportati da chissà dove! Il biologico è sottoposto a severi controlli anche dal punto di vista dei lavoratori e il fatto che paghi 75 centesimi una passata di pomodori biologici da 750 gr. vuol dire solo una cosa: che sono stati ridotti i costi di trasporto e produzione grazie ad accordi con aziende terze che provvedono alla trasformazione secondo i criteri del biologico e che è falso che il biologico per essere tale debba costare una cifra, quella è solo speculazione!
A proposito di rispetto dei lavoratori delle aziende biologiche: http://www.ecoblog.it/post/9600/aiab-e-il-marchio-di-garanzia-qualita-lavoro-la-nostra-etichetta-etica-nel-biologico/
Vittorio Rapisarda
03 mar 2010 - 11:48 - #5Importante la scelta di cibi biologici, non dimentichiamoci però che spesso biologico e sinonimo di freschezza. Se allaraghiamo la visuale, biologico non è solo ciò che è prodotto attraverso sistemi ecosostenibili e naturali ma soprattutto ciò che si presenta fersco e salutare. Pertanto io darei preferenza ai cibi di stagione rispetto agli scatolati. Un San Marzano fresco spesso è comunque meglio di un pomodoro inscatolato.