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Greenpeace contro le "bufale" nucleari. Insieme alle regioni parte la controffensiva all'atomo

Pubblicato: mercoledì 20 gennaio 2010 da alessandra

Se la folle corsa al nucleare nel nostro paese pare inarrestabile, specialmente dopo l’approvazione del “ddl sviluppo” e del decreto siti c’è, però, qualcuno che tenta di fermarla, smascherando le “bufale” della vicenda: Greenpeace. E non è la sola. A opporsi al progetto, infatti, ci sono anche le molte regioni italiane che hanno firmato il ricorso, presentato il 30 settembre scorso alla Corte costituzionale, contro una legge -quella sul nucleare, appunto - che di fatto scavalca le competenze regionali in materia di energia. Ma se neppure questo servisse a porre un argine ai folli intenti del governo, maggior fortuna potrebbero forse avere le riflessioni sulla tanto decantata “opportunità economica” dell’energia nucleare.

Sono enormi le difficoltà finanziarie legate alla costruzione e alla messa in funzione di ben 4 centrali EPR di nuova generazione. E i vantaggi, stando alle più recenti comunicazioni di Greenpeace, potrebbero essere tutti per la francese EDF, lasciando quasi all’asciutto le aziende italiane che potrebbero prendere parte all’affare attraverso una partecipazione alla costruzione di parti “non convenzionali - ossia non relativi alla parte nucleare -” degli impianti.

Secondo un recente rapporto di Greenpeace, infatti, i dati emessi da Enel in proposito, risulterebbero palesemente differenti rispetto a quelli mostrati dalla francese EDF. Più in dettaglio, Enel ha promesso oltre 12 miliardi di euro di commesse alle imprese italiane che parteciperanno alla costruzione e alla messa in funzione dei nuovi impianti, secondo una proiezione che vorrebbe vedere coperto, in questo modo, il 70% dell’investimento totale. Secondo EDF, invece, almeno il 60% degli investimenti sarà necessario per costruire il cuore del reattore, realizzato dall’Areva che ne ha il brevetto esclusivo consegnando, di fatto, ai cugini transalpini, la parte più cospicua degli appalti. Per le imprese italiane, quindi, non rimarrebbe che da spartirsi il restante 40%. Ma c’è di più, secondo i portavoce di Greenpeace che, tra l’altro, non hanno esitato questa mattina a gridare le loro ragioni dall’alto del Colosseo quadrato, a Roma, con la loro ennesima e ben riuscita, manifestazione. L’Enel, infatti, non avrebbe a disposizione la somma di 12 miliardi promessa alle imprese nostrane ma, solo, poco più della metà…

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    20 gen 2010 - 09:13 - #1
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    Sulle ‘bufale nucleari’ l’intervento di Greenpeace pare quanto meno ‘omeopatico’….
    A parte il discorso bufale nucleari, che comunque non vengono evidenziate nell’articolo, è giustissimo che GP faccia le pulci ai processi di finanziamento delle future centrali nucleari italiane. Speriamo quindi (come avevo già detto) che GP si proponga ad Enel ed al governo come controllore super partes in modo da poter avere accesso a buona parte della documentazione ed evitare troppe ‘alchimie finanziarie’…. e speriamo che nel frattempo riesca a racimolare nel suo organico le competenze necessarie a questo oneroso lavoro.
    Va comunque sottolineato che manovre finanziarie ‘grigie’ si sono viste per l’autorizzazione e la costruzione delle grandi centrali elettriche a ciclo combinato (a metano) che sono nate per la felicità del cagnetto a sei zampe e che smuovono (e rendono) capitali dello stesso ordine di grandezza dei miliardi di € nucleari…. e che sarebbe il caso di sottoporre a verifica con la stessa attenzione con cui si analizzano le meccaniche finanziarie del nucleare.

  • Profilo di alter_ego

    alter_ego

    20 gen 2010 - 10:02 - #2
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    @ Gbettanini
    Benvengano le revisioni contabili, che in ambiti energetici scoprirebbero certo oscuri magheggi… ma GP “super partes” proprio no! :)

  • _Giacomo_

    20 gen 2010 - 16:37 - #3
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    “….non hanno esitato questa mattina a gridare le loro ragioni dall’alto del Colosseo quadrato, a Roma, con la loro ennesima e ben riuscita, manifestazione….”

    Ah come la figura di cacca che hanno fatto a Fusina qualche mese fa,dove venivano invitati dai lavoratori a tornarsene a casa perche’ proprio non avevano ragioni di che lamentarsi?

    Se dovrebbero esser questi gli interlocutori seri ed affidabili…..mai visto tanto immondezzaio ideologico….

  • _Giacomo_

    20 gen 2010 - 17:05 - #4
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    scusate lo strafalcione grammaticale:

    “Se dovessero esser questi gli interlocutori seri ed affidabili…..mai visto tanto immondezzaio ideologico….”

    Non avevo riletto e quindi non me ne sono accorto in tempo.

  • Profilo di hesperius

    hesperius

    21 gen 2010 - 11:12 - #5
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    .

  • Profilo di domenicobasa

    domenicobasa

    22 gen 2010 - 11:15 - #6
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    informatissimo giacomo! peccato che le “proteste” degli operai, a fusina come altrove, siano organizzate dall’enel. peccato che l’ufficio stampa dell’azienda telefoni ai giornalisti e spedisca mail per piazzare la notizia. peccato che ai sindacati dei lavoratori elettrici non risulti che si tratti dei propri lavoratori. poi, certo, ci sono i lavoratori e aziende che hanno in appalto la costruzione e/o l’estensione delle centrali, soggetti deboli e facilmente ricattabili… ma questo è troppo sottile per chi rovista negli immondezzai…

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