I segreti del Kamut®

Il kamut non è il grano dei faraoni

Mi sono imbattuta, sugli scaffali di un negozio di prodotti naturali, nel Kamut® di cui mi sono state narrate dal venditore doti incredibili. Mi spiegava che era un grano antichissimo, molto nutriente, ricco di vitamine, con poco glutine e indicato nelle diete vegetariane. Ho scoperto però che le doti di questo grano sono anche di tipo commerciale tanto che è coltivato e venduto in regime di monopolio. A fare una disamina sulle virtù del Kamut®, nome commerciale, o Khorasan o QK-77, la sigla con cui è registrato negli Usa, è Massimo Angelini del Consorzio della Quarantina.

Leggenda vuole che il Kamut® sia un grano antichissimo, rinvenuto nelle tombe dei faraoni e riportato in vita. In realtà spiega Angelini nel suo articolo:

Il frumento prodotto e venduto con il marchio Kamut® è coltivato negli Stati Uniti (Montana) e nel Canada (Alberta e Saskatchewan), sotto lo stretto controllo della famiglia Quinn, proprietaria della società K.Int.; in Italia è importato solo da aziende autorizzate e può essere macinato solo da mulini autorizzati. Tutti i prodotti che portano il marchio sono preparati e venduti sotto licenza della K.Int. e sotto il controllo della Kamut Enterprises of Europe.

Dunque la leggenda non ha fondamenti e neanche il fatto che passi irresponsabilmente il messaggio che nel Kamut® non ci sia glutine. Spiega Angelini:

Bisogna, infine, chiarire che, come ogni frumento, il Khorasan è inadatto per l’alimentazione dei celiaci, perché contiene glutine (e non ne è né privo, né povero, come, poco responsabilmente, una certa comunicazione pubblicitaria afferma o lascia intendere) e ne contiene in misura superiore a quella dei frumenti teneri e a numerose varietà di frumento duro.


Infine anche in Italia disponiamo di alcune varietà di Khorasan, dice Angelini:

senza contare che un tipo di Khorasan era (e, marginalmente ancora è) coltivato anche tra Lucania, Sannio e Abruzzo: è la Saragolla, da non confondere con una omonima varietà migliorata di frumento duro ottenuta da incrocio e registrata nel 2004 dalla Società Produttori Sementi di Bologna.

Infine, qualche effetto collaterale del frumento in oggetto? Costa troppo a causa del monopolio e va trasportato per troppi chilometri. Meglio affidarsi allora ai grani biologici attualmente in commercio e possibilmente prodotti in zona.

Via | Cornale
Foto | Flickr

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