La moria delle api è un problema di sempre maggiore interesse e del quale abbiamo più volte parlato su Ecoblog. A tal proposito mi sembra interessante, oltre che curioso, raccontare dell’iniziativa della Francia per porre fine alla riduzione di questa specie di insetti.
Lo Stato transalpino ha legiferato affinché si distribuiscano lungo 250 km di strade delle piante millifere entro primavera. Motivo? Offrire alle api nuove risorse floreali per la loro alimentazione. L’obiettivo è quello di proteggere questi insetti decimati dalle malattie in modo da aiutarli a fronteggiare il problema della diminuzione delle risorse di polline.
Questo esperimento, che è stato illustrato dal segretario di Stato ai Trasporti, Dominique Bussereau, avrà durata di tre anni, dopo i quali (in caso di successo naturalmente) si provvederà ad estendere sull’intera rete stradale nazionale che non rientrerà nel sistema delle concessioni. Bussereau ha sottolineato come l’obiettivo, oltre che ridurre gli impatti ambientali nelle infrastrutture, garantirà allo Stato francese un ruolo attuativo in materia di biodiversità.
Iniziativa curiosa, no? Il piano francese, a mio modo di vedere, è degno di grande ammirazione non soltanto per quanto sino ad ora descritto, ma anche perché rientra in un programma ben più ampio del governo locale in materia. In Francia infatti, già qualche anno fa, come anche su Ecoblog abbiamo segnalato in passato, si è voluto vietare l’uso dei pesticidi nicotinoidi.
Questa decisione, che non trova applicazione in Italia, è stata presa dopo che si è scoperto come queste sostanze davano un effetto tossico altamente distruttivo a questi insetti, al punto da causargli prima la perdita dell’olfatto e dell’orientamento e poi la morte.
Via | Developpement-durable.gouv.fr
Foto | Flickr
Mauriziosat,9
21 gen 2010 - 19:53 - #1ancora con questa storia delle api ?
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NON MUOIONO LE API IN GENERALE…….MUOIONO LE API DI ALLEVAMENTO .
e per una ragione semplicissima.
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grandi concentrazioni di arnie provoca lo scoppiare di epidemie ….NORMALI E NATURALI , ma che in grossi assembramenti di arnie ….trova facile sviluppo.
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SI SONO GIA’ INDIVIDUATE LE CAUSE e l’adozione di un adeguato antibiotico ha risolto in problema …per lo meno in California.
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il problema affligge qualunque tipo di allevamento intensivo ….le api non fanno nessuna eccezione.
SOLO CHE HA FATTO COMODO AGLI ESALTATI ECOTONTI inventarsi un’APOCALISSE in modo da accusare le solite multinazionali e BUSH , anche di questa tragedia.
tragedia NOTEVOLMENTE GONFIATA per specularci un po su
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un po come la pandemia annualmente paventata.
stre
24 gen 2010 - 10:20 - #2Le api di allevamento si incontrano anche con le api “selvatiche” in quanto questi insetti coprono un area fino a 3 km di raggio dal proprio alveare.
Le ultime malattie mortali delle api, peste americana (batterio) e varroa (acaro) sono state causate dall’uomo che ha provato a incrociare varie razza ma qui sarebbe lungo a raccontare. sta di fatto che appunto gli antibiotici che dicevi sono il motivo principale perchè la peste americana ancora c’è, infatti suddetto batterio è sporigeno e l’antibiotico nulla può se non il perdurare della malattia. l’unico metodo è quello della selezione naturale, distruggendo le famiglie malate, ma questo comporterebbe danni a livello economico soprattutto ai grossi apicolturi anche se molti già lo fanno; si pensa che se tutti quanti facessero senza antibiotici nel giro di qualche anno la peste americana scomparirebbe. Altra storia per la varroa ma questa è un’altra storia.
Il problema non è vero che affligge solo agli allevamenti intensivi ma anche a quelli piccolissimi ( la maggior parte).
Non è una tragedia gonfiata ma un serio problema per le api.