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Potature selvagge in città: danni a clima e avifauna

Pubblicato: sabato 23 gennaio 2010 da alessandra

Le potature selvagge effettuate, a volte, in maniera del tutto ingiustifacata a danni di molti alberi nelle nostre città producono danni anche all’avifauna che li abita. E’ l’allarme lanciato dalla LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) in un dossier eloquente in cui, tra foto e dati, viene mostrato lo scempio che spesso queste pratiche, quando effettuate senza il necessario criterio, producono sull’ambiente circostante.

… La potatura non serve ad allungare la vita vegetativa della pianta, né a migliorarne lo stato vegetazionale anzi, se fatta senza competenza e spinta agli estremi, può portarla a morte. Ed anche quando le piante non risentono apparentemente di danni immediati, cessano per alcuni anni di esplicare la funzione per la quale sono state messe a dimora: fare ombra, rendere più salubre l’ambiente e ingentilire il paesaggio.

Il nostro Paese si è aggiudicato la maglia nera in Europa su queste tematiche. In particolare è interessante il raffronto tra quanto accade da noi e a Berlino dove, per decidere sulla potatura di ogni singolo ramo, è necessario non solo adire l’autorità responsabile per la protezione della natura ma anche fornire un’adeguata giustificazione all’atto (ad esempio pericolosità per il traffico o i pedoni).

Foto | Flickr

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11 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di nekomonogatari

    nekomonogatari

    23 gen 2010 - 15:33 - #1
    2 punti
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    Da noi gli alberi sono visti solo come un ingombro che leva spazio alle auto.
    Il punto è: siamo diventati così stupidi per mancanza di ossigeno o lo eravamo già di nostro?

  • Profilo di dodgechallengersrt-8

    dodgechallengersrt-8

    23 gen 2010 - 19:13 - #2
    -1 punto
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    ma almeno una volta all anno devono essere potati.

  • Xavalbero

    23 gen 2010 - 20:17 - #3
    0 punti
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    Le alberature stradali non andrebbero MAI potate…
    Questo per il fatto che le alberature andrebbero fatte bene in fase di progettazione.
    Partendo dal presupposto che un albero è esteticamente più bello (e più sano) con la sua forma originaria, e senza aver subito potature; in fase progettuale gli alberi andrebbero scelti della grandezza adatta; su una via piccola di certo non pianterò tigli, ma aceri campestri o alberi di giuda.
    Ma poichè soprattutto i primi anni gli alberi stentano a crescere e sono decisamente piccoli andrebbero pianatati abbastanza vicini, e lasciar scritto in progetto che dopo 10 anni circa eliminare un albero ogni due, in modo tale che gli altri crescano bene senza dovere subire potature.
    Mi spiego: si piantano alberi pront’effetto di pochi anni su un viale facendo bagolaro (A) e albero di giuda (B)

    A B A B A B A B

    dopo alcuni anni quando i bagolari stanno crescendo si tagliamo quelli di giuda in modo da avere:

    A A A A

    Cossichè si abbiano alberi belli.
    Spesso però gruppi di gente senza “arte” si lementano per il taglio di B, occorre spiegargli le scelte progettuali; ma speeso dopo 10 anni si dimenticano le indicazioni progettuali e si tengono entrambi potandoli drasticamente.

  • Xavalbero

    23 gen 2010 - 20:18 - #4
    0 punti
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    Il post ha tolto degli spazi, le A sarebbero più distanti e sotto le altre

    A_B_A_B_A_B_A

    A___A___A___A

  • Profilo di nekomonogatari

    nekomonogatari

    24 gen 2010 - 11:36 - #5
    0 punti
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    Cioè risolviamo il problema tagliando del tutto gli alberi anzichè potarli?

  • Xavalbero

    24 gen 2010 - 13:57 - #6
    0 punti
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    @ Neko.

    Si, se si partisse con un progetto di questo tipo (più difficile ma con una resa decisamente migliore) l’albero B sarebbe tagliato.
    Datto così sembra una cosa bruta, e ai non addetti ai lavori può sembrare una cosa un po’ forte; ma fidati che avere l’albero A senza avergli mai fatto una potatura e con la sua forma orginaria è la soluzione migliore.
    Avere PIU’ alberi per poi averle esteticamente e fitosanitariamente messo peggio non è un un buona cosa.
    Soprattutto perchè le potature posso essere canali d’ingresso di patogeni, malattie etc. etc.

    Reipeto che capisco che per i non addetti è difficile da assimilare, ma il risultato è ottimo!
    Fidati ;-) !

  • caiofabricius

    24 gen 2010 - 16:18 - #7
    2 punti
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    Ma le potature sono un appalto come un altro: vedi come si sono scatenati a Roma, e se ne vantano pure, i Bananas !!

    In ogni caso caro Xavalbero oggi che la Terra ha perso la sua sacralità di Bene primario fonte di cibo, acqua, equilibrio idrogeologico, paesaggio identitario, NON SERVONO PIU’ AGRONOMI PREPARATI E CONSAPEVOLI, ma orendi arraffoni mediasetticemici che fanno “fruttare” in cemento-asfalto, capannone, seconda casa, aeroporto, tangenzaile, parkiiing, centrocommerciale, discarica…QUELL”INUTILE” SPAZIO VUOTO.

  • Profilo di nekomonogatari

    nekomonogatari

    24 gen 2010 - 18:46 - #8
    1 punto
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    @Xavalbero: il punto è che si continuano a trattare gli alberi come semplici ornamenti da mettere qua e là e da togliere quando danno fastidio o non servono più.
    In realtà andrebbe riscoperto un principio fondamentale che insegnano (credo…) nelle scuole elementari e che troppi ignorano o dimenticano: albero=ossigeno.

  • Xavalbero

    25 gen 2010 - 00:29 - #9
    0 punti
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    @Caio: il mio era un discorso prettamente tecnico! e diciamo pure teorico. E concordo in pieno quello che hai scritto, corregendoti: agronomi e FORESTALI. :-)

    @Neko: hia scritto “il punto è che si continuano a trattare gli alberi come semplici ornamenti da mettere qua e là e da togliere quando danno fastidio o non servono più.” questo è vero, il verde urbano è verde ORNAMENTALE, nella maggioranza dei casi ha una funzione estetica e basta. Ovvio che poi IN CITTA’ possono esserci alberi che possono avere anche valore storico o culturale (tipo alberi storici, secolari, o ad es l’olmo di anna frank)

    Ovvio che albero=ossigeno e legno=co2 catturata, ma questo non è un discorso valido: se in città hai un albero danneggiato lo elimini e lo sostituisci, stessa cosa se è malato, o se crea situazioni di pericolo, o se il progetto dice così (ovviamente esclusi quelli di valore storico/culturale)
    Sei in città non in una riserva naturale integrale.

  • Profilo di nekomonogatari

    nekomonogatari

    25 gen 2010 - 11:12 - #10
    0 punti
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    @Xavalbero: appunto che siamo in città dobbiamo fare qualcosa per la qualità dell’aria.
    Se tieni un alberello in mezzo al centro urbano è logico che muoia, allora perchè non metterne 10?
    Semplice: danno fastidio (se la trovo ti riporto la notizia del taglio degli alberi per la visita del Papa a Genova per motivi di “visuale”) perchè sono grossi e ingombranti.

    Non parliamo poi della mania di importare palme (perchè fa esotico) a discapito di alberi mediterranei che, quelli sì, fanno ombra e assicurano più ossigeno.

    Per ultimo, il progetto A___A___A___A mi andrebbe anche bene (al limite), se solo fosse nativo oppure se gli alberi B__B__B__B venissero poi piantati altrove anzichè abbattuti e basta.

  • caiofabricius

    25 gen 2010 - 12:55 - #11
    0 punti
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    Ogni specie vivente ha diritto alla vita, prescindendo a quale “regno” appartenga, ma dietro questa forse banale dichiarazione di principio, ci deve essere un concreto confronto con la realtà.
    Molti discutono in buona fede ed anche infervorandosi sulla giustezza dell’essere vegetariani, ma poi senza lo stesso rigore ritengono ovvio strappare alla “vita” qualsiasi pianta, che pure ha tanti meccanismi biologici e cellulari simili alle cellule animali.
    Difficile trovare la giusta linea di demarcazione senza sconfinare nel misticismo e nel religioso.
    Forse di estrema coerenza sarebbe il mangiare solo frutti, in natura dedicati proprio ad essere appetibili per favorire un’ampia disseminazione. Ma mi sembra obiettivamente raro trovare in giro tanta fermezza nelle personali e quotidiane scelte di vita.
    E allora se si mangia serenamente un cespo di insalata (MI PERMETTO DI COMMENTARE: e meno male) non si capisce perchè l’allevamento della lattuga debba essere approvato senza neanche pensarci troppo e invece quello dell’abete rosso di natale o del faggio da rimboschimento o del bagolaro da ornamento debba essere una sorta di offesa alla vita, cui dare indispettita reprimenda. Insomma coltivatori buoni se la specie è erbacea, ma cattivi se arborea?
    E’ vero un albero ha un retroterra culturale superiore e di lunga durata rispetto alla povera lattuga ma biologicamente sono veramente mooolto simili e non è difficile intuire che entrambi siano molto legati alla (propria) vita.
    Non mi piace il governo dei tecnici, ma, una volta deciso di fare un utile e bel rimboschimento montano o un bel parco suburbano bisognerebbe aver umiltà e fiducia di affidarsi a tecnici competenti e consapevoli per le successive scelte operative.

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