Angela Merkel, cancelliere tedesco, sembra aver deciso di procrastinare l’uscita dal nucleare. La mossa della Merkel viene presentata ufficialmente come un buon compromesso per finanziare le energie rinnovabili. L’accordo tra il governo tedesco e la lobby del nucleare sarebbe sulla via della conclusione e funzionerebbe cosi: i 17 impianti esistenti che si sarebbero dovuti gradualmente dismettere fino al 2022 lavoreranno ancora e saranno dismessi gradualmente entro entro il 2050. Dunque anni di vita e guadagni in più per le società che li gestiscono. Ma la contropartita è questa: il 75% degli introiti derivanti dalla vendita di energia elettrica prodotta dal nucleare dovrebbe andare al Governo tedesco, che sembra li userà per finanziare energia rinnovabile. Però, poi non si spiega, allora, perché lo stesso Governo abbia deciso per un taglio degli incentivi al fotovoltaico.
Wulf Bernotat amministratore delegato di E.on ha ha detto:
L’industria è pienamente consapevole del fatto che c’è un prezzo politico che deve essere pagato per l’estensione.
Sul piatto anche la sopravvivenza di due vecchi impianti: A Biblis e Neckarwestheim 1. Ma su questi la Merkel non si è espressa, anche se sembra che continueranno a lavorare.
La notizia,comunque, non giunge improvvisa. E’ almeno dallo scorso giungo, mese in cui con le elezioni fu riconfermata la Merkel, che si parla di un prolungamento della vita delle centrali nucleari anche se il 66% dei tedeschi non le vuole, in quanto nel Paese è molto sentito il problema delle scorie nucleari.
Via | Affari Italiani, Der Spiegel
Foto | Flickr
gbettanini
25 gen 2010 - 18:22 - #1Allungare la vita operative delle centrali tedesche a 60 anni può portare un maggior guadagno compreso tra gli 80 ed i 340 miliardi di € (e sottolineo MILIARDI!) dipendentemente da che prezzo di mercato avrà l’energia elettrica.
Ovvero ogni centrale mediamente può rendere ancora tra i 4 ed i 20 miliardi di €… mamma mia quanto fuori mercato che è il nucleare!….. fortuna che noi italiani non corriamo questi rischi.
kasparov
25 gen 2010 - 18:24 - #2Ma come, il nucleare non lo stavano abbandonando tutti, a cominciare proprio dalla Germania?
gbettanini
25 gen 2010 - 19:03 - #3E per quanto riguarda il sondaggio… i risultati pare siano stati interpretati “a capocchia” leggendo qui pare che il 34% dei tedeschi non li voglia:
http://www.bild.de/BTO/news/2007/01/14/umfrage-atomausstieg/atom-ausstieg-umfrage.html
L'Eco della Terra
25 gen 2010 - 19:15 - #4Questi sono i risultati di scellerate scelte come quelle dell’Italia di riguardare al nucleare. Ovvio che gli altri si muovono di conseguenza, in maniera cinica e stupida, perchè questa nuova rincorsa al nucleare non farà altro che aumentare il prezzo dell’uranio che va importato, e siccome India e Cina non faranno passi indietro sui loro reattori, rischiamo ripercussione ereazioni pessanti in futuro.
Immagino che i pro-nucleare saranno contenti. Vorrò vedere che faccia faranno tra 30 anni se continuiamo così. Sperando che nel frattempo non sarò morto di inquinamento, ovviamente.
_Giacomo_
25 gen 2010 - 19:18 - #5Mamma quante capriole concettuali per non dire sostanzialmente che:
1) Il nucleare e’ indispensabile e quindi non si chiude un bel niente.
2) Ci si prepara a fare impianti nuovi.
Il resto e’ solo gran fuffa.
_Giacomo_
25 gen 2010 - 19:25 - #6@L’Eco della Terra
Commento che,se avessi approfondito anche da solo la questione dell’uranio,avresti risparmiato.
Comunque per tua informazione non esistono i pro nucleare: Esistono quelli contro (per ideologia) e tutto il resto.Se ti sfugge questo piccolo fondamentale particolare meglio che lasci perdere.
inscape
25 gen 2010 - 20:06 - #7Notizia assolutamente prevedibile, non mi stupisce per nulla, anzi basta aspettare qualche anno e la Germania darà il via alla costruzioni di nuovi reattori sul territorio…
alessio9
25 gen 2010 - 21:13 - #8la germania ha tagliato gli ecoincentivi perche c’ è stata una bolla speculativa da parte di aziende c’ è un articolo propio su ecoblog.
gbettanini
25 gen 2010 - 21:44 - #9Ecco il pdf con l’esito completo del sondaggio 2009…. il 66% dei tedeschi è per il mantenimento o per l’accorciamento dei tempi di uscita dall’atomo dati sostanzialmente uguali a quelli del sondaggio 2007.
http://www.bmu.de/files/pdfs/allgemein/application/pdf/forsa_atomenergie_april2009.pdf
alessio9
25 gen 2010 - 23:20 - #10#9 la turchia vuole il nucleare l’ arabia saudita pure reattori sono di 3+ generazione.
hesperius
26 gen 2010 - 11:43 - #11.
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@NUCLEARISTI
26 gen 2010 - 13:52 - #12Vecchie centrali insicure vengono mantenute in vita perché costruirne di nuove costa troppo
Questa è solo la prova che i soldi sono + importanti della sicurezza.
inscape
26 gen 2010 - 13:55 - #13Le centrali nucleari rappresentano il settore industriale con i piu alti standard di sicurezza al mondo… Chi sostiene il contrario o non conosce l’argomento o è in malafede.
@inscape
26 gen 2010 - 14:39 - #14Non ho detto “tutte le centrali sono insicure”
Ma è evidente che se una centrale è vecchia può diventare insicura oppure puo’ essere stata costruita in un epoca in cui gli standard di sicurezza erano inferiori.
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Non ho dubbi sul fatto che le centrali tedesche siano + serie delle nostre… Ma dimmi quale impianto rimane sicuro ed affidabile per 60 anni!
_Giacomo_
26 gen 2010 - 15:45 - #15@ @inscape
Te di industria non ne capisci una mazza.A tal punto che non sai nemmeno il significato della parola MANUTENZIONE.
Mi chiedo,ma con quale stomaco commentate quando mancate di conoscenze elementari?!
vitosolar
26 gen 2010 - 15:47 - #16Il nucleare è fuori mercato solo da nuovi impianti. Le centrali tedesche come la maggior parte di quelle installate nei paesi occidentali anno il costo di costruzione già ammortizzato e quindi per questo che risultala molto conveniente prolungarne la vita.
Il problema del nucleare è l’enorme capitale da investire tutto e subito che rende costosa questa tecnologia. In cina e in india i governi danni soldi senza interessi per fare le centrali e quindi diventa conveniente. L’uranio diventerà presto un problema. Bisogna sapere che adesso una parte consistente del combustibile nucleare viene prelevato da scorte militari e armi in smantellamento. Quasi tutte le miniere hanno la produzione in calo questo con la fine delle scorte militari porterà il combustibile nucleare a costi troppo alti per potere ammortizzare nuove centrali in tempi ragionevoli (30-35anni) mentre per le centrali in esercizio rimarrà conveniente perchè nel frattempo le altre forme di energia saranno aumentate di prezzo.
inscape
26 gen 2010 - 16:40 - #17Vitosolar quello che dici è errato, di uranio ce ne è molto sulla terra e la sua distribuzione è molto pio omogenea rispetto agli altri combustibili fossili, quello di cui si parla oggi è “uranio conveniente”. Il discorso è molto complesso, se ti fai un giro sui vecchi topic l’argomento è stato affrontato più e più volte, soprattutto considerando la tecnologia dei reattori autofertilizzanti veloci. L’esauribilità dell’uranio non costituisce un problema, anche perchè il costo del combustibile influisce marginalmente sul costo complessivo dell’impianto cosa che non accade invece con gli impianti convenzionali.
gbettanini
26 gen 2010 - 18:11 - #18@ vitosolar
Che il nucleare sia fuori mercato non è propriamente vero. E’ vero che oggi per un’azienda privata costruire centrali che utilizzano gas naturale o carbone per produrre energia elettrica è certamente più conveniente che costruire una centrale nucleare, ma in vista di un aumento di prezzo del petrolio (e quindi del gas naturale) o della comparsa delle famigerate ‘carbon tax’ sulle emissioni di anidride carbonica il prezzo del kWh nucleare diventa competitivo. Costruire impianti nucleari oggi in Italia ha quindi principalmente un significato strategico e quindi il nuovo nucleare che nascerà nei prossimi anni sarà molto probabilmente aiutato dallo Stato.
Una valutazione ragionevole del costo di produzione del kWh nucleare costruito in Italia è di 0,05-0,08 € (compresi decommissioning e stoccaggio definitivo delle scorie). Per fare un paragone il costo del kWh da solare fotovoltaico è di circa 0,15-0,20 €.
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L’esaurimento dell’U235 ‘facile’ non è invece un problema così immediato come dici…. a meno che non ci sia un fortissimo impulso verso la costruzione di nuove centrali di U235 ce n’è per un centinaio d’anni.
Quando l’U235 scarseggerà davvero ci sarà comunque l’U238 che può garantirci tutta l’energia di cui abbiamo bisogno per un migliaio d’anni… ma nel giro di un centinaio d’anni dovremmo avere a disposizione reattori commerciali a fusione che ci forniranno energia (più o meno) pulita.
alessio9
26 gen 2010 - 19:33 - #19#18 scusami fra 10 o 20 anni avremo le centrali nucleari di 4 generazione e fra 30-40 anni la fusione nucleare che può produrre elettricita per 1000 anni.
gbettanini
26 gen 2010 - 19:42 - #20@ alessio
A mio parere sei troppo ottimista con i tempi…. comunque la fusione potrà potenzialmente produrre elettricità per milioni di anni.
alessio9
26 gen 2010 - 20:29 - #21gbettanini
perche tu quanto tempo pensi che dovra passare?
alter_ego
26 gen 2010 - 20:52 - #22@gbettanini
Il problema della carbontax e’ anche politico…
Qui in Australia stanno meditando di sbattersene, continuare ad estrarre carbone per bruciarlo e venderlo, cosi’ come l’uranio.
E se anche tutto il mondo adottasse la Carbon Tax, mi chiedo come reagirebbero i paesi produttori di carbone. Immagino che possano fare come l’OPEC, giocando col rubinetto per regolare il prezzo come vogliono.
Speculando, forse sarebbe meglio comprare U solo da paesi che non esportano anche carbone. Suppongo che esportare U sia molto meno redditizio, ma non saprei.
inscape
26 gen 2010 - 21:03 - #23Alessio diciamo che tra 30 40 anni avremo la gen IV e che a fine secolo probabilmente avremo la fusione…
gbettanini
27 gen 2010 - 09:18 - #24@ alessio
“perche tu quanto tempo pensi che dovra passare?”
In uno scenario ‘business as usual’ come quello attuale, dove checchè se ne dica non ci sono chissà quali emergenze energetiche i tempi sono vicini a quelli indicati da Inscape.
Nel caso in cui ci fosse davvero bisogno del nucleare di IV gen o della fusione e venisse messo in moto una specie di ‘Progetto Manhattan’ ovvero si cercasse di raggiungere l’obiettivo senza limiti di spesa e di risorse umane i tempi potrebbero essere dimezzati o ridotti ad un terzo. Ad esempio se si dimostrasse davvero che la CO2 causa gli effetti nefasti descritti dall’IPCC un progetto simile potrebbe essere messo in moto. Nella realtà si sa bene che le previsioni IPCC sono poco o per nulla affidabili.
Basti pensare per il progetto ITER quanto è stato difficile racimolare i 10 G€ necessari… e si sono dovute anche ridurre le dimensioni della macchina. Ed è un progetto internazionale a cui partecipano praticamente tutti i paesi più industrializzati e la Cina…. le stesse nazioni che vorrebbero un ‘carbon trading’ del valore di 2000 G€ all’anno non tirano fuori tra tutti più di 10 G€ in 10 anni per la fusione. No comment.
alessio9
27 gen 2010 - 13:31 - #25#24 quindi l’ energia verde e solo una questione di prodursi energia a soli senza dipende da quelli s.t.r.o.n.z.i tipo admadinegad?
gbettanini
27 gen 2010 - 18:14 - #26@ alessio
NO. L’energia verde è per adesso un provvedimento ‘alla Tafazzi’.
Le cose cambieranno quando (tra almeno 20 anni) il FV avrà un costo competitivo. L’eolico non sono sicuro se in Italia potrà mai avere un costo di produzione competitivo, nel nord Europa sicuramente sì e anche nel giro di poco tempo.