Bonelli dei Verdi: sciopero della fame contro la tv che non parla più di ambiente

Vedin contro la tv che non trasmette programmi sull'ambiente

La televisione italiana ha smesso di parlare d'ambiente e di clima e il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli è all'ottavo giorno di sciopero della fame, mezzo non violento di lotta, scelto per far emergere l'inquietante situazione. Bonelli è confortato nella sua scelta dai risultati di un sondaggio IPR in cui è stato rilevato che:

La maggioranza degli intervistati, senza distinzioni per appartenenza politica e con quote sempre superiori al 60% (ma tra i giovani e gli elettori di centrosinistra si raggiungono punte anche più alte) ritiene che il tema dell'ambientalismo sia sostanzialmente assente dall'agenda politica e meriti una maggiore visibilità sui media.

Il sondaggio, inoltre, ha fatto emergere che solo il 7% degli intervistati conosce l'iniziativa di Bonelli e che per ora nessuna tv ne ha ancora parlato. Ha spiegato Bonelli:

I palinsesti televisivi hanno praticamente cancellato i Verdi e le tematiche ambientali. L'Italia è diventata l'unico Paese in Europa e nel mondo dove discutere d'ambiente, di green economy, di cambiamenti climatici e delle misure di adattamento ha la stessa importanza degli sport minori. L'ecologia è un tema da relegare a una nicchia di cittadini che devono autonomamente informarsi, cercando notizie prevalentemente in Rete. Nelle nostre tv si parla di dissesto idrogeologico solo quando bisogna affrontare i danni di una catastrofe, come le numerose alluvioni e frane che abbiamo dovuto fronteggiare negli ultimi anni. Disastri che un'adeguata informazione avrebbe potuto contribuire a prevenire. Si sottovaluta totalmente il problema smog, inconsapevoli che ogni anno, solo l'inquinamento nelle nostre città causa 7.400 vittime. Si tratta di una vera e propria "omissione d'informazione". In questi mesi stiamo assistendo all'omicidio politico dei Verdi, probabilmente "responsabili" di non sapere fare gossip, ancora troppo legati a una visione della politica come servizio ai cittadini piuttosto che ai giochi di potere.


In discussione, secondo i dati emersi dal sondaggio, anche l'operato del Ministro Prestigiacomo:

critico poi il giudizio del campione anche nei riguardi del Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, criticata dai Verdi per l'emergenza smog nelle grandi città: solo 1 intervistato su 3 ritiene che il ministro stia operando bene.

Ha commentato Marco Roveda di Lifegate:

Giornali e tv sono in equilibrio tra pubblico e pubblicità ma gli interessi della gente sono mutati. L'informazione non sta aiutando lo sviluppo di una civiltà dei valori» e, se questo è da un certo punto di vista scontato perché «i media convenzionali vivono di pubblicità. La gente vuole sapere di cambiamento climatico, di inquinamento.

Concorda con l'iniziativa di Bonelli anche il Senatore PD Roberto De Seta, ex presidente di Legambiente, dice:

Le tv dovrebbero occuparsi del perché si torna su un nucleare anacronistico, del perché il Parlamento vota mozioni sul clima che sarebbero giudicate ridicole ovunque in Europa. E a mancare è, come ha sottolineato lo stesso Bonelli, l'informazione dai territori: con le due maggiori città governate dal centrodestra, occuparsi di smog significa mettere in discussione la dimensione politica.

Intanto, per chi volesse sostenere l'iniziativa di Bonelli è possibile sottoscrivere una petizione di solidarietà.

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