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Lo Yasuni National Park al primo posto per la biodiversità

Pubblicato: mercoledì 03 febbraio 2010 da alessandra

Immaginate il rumore dell’acqua, non tanto lontano. La sensazione di calda umidità sulla pelle. Accecati da circa un migliaio di specie diverse di alberi. Poi, alzate la testa e vedete il cielo quasi oscurato dal passaggio delle seicento specie diverse di uccelli, il rumore dello loro ali, i loro colori. I suoni. A terra, sui rami. Ovunque. Il silenzioso popolo degli oltre centomila insetti… E’ lo Yasuni National Park, in Ecuador, nuovamente classificato come l’area a maggiore diversità biologica di tutto il Sud America e forse del mondo. A darne notizia, l’associazione no profit Finding Species in collaborazione con molte università del Vecchio e del Nuovo Mondo.

Lo studio ha evidenziato che un solo ettaro di foresta, qui, ospita “in media” 655 specie di alberi. Spostandosi a nord, invece, nella stazione della biodiversità di Tiputini, 650 ettari, sono state contate 247 specie tra anfibi e rettili, 550 di uccelli e 200 di mammiferi. Una spettacolare miniera per la conservazione e lo studio della vita. Il problema, come al solito, è che al suo enorme capitale naturale ne corrisponde uno d’altro tipo, ambitissimo, e “petrolifero”…

Lo studio,nato come si è detto dalla sinergia di diversi enti, si configura come un monito internazionale per sensibilizzare e indurre nuove e più efficaci misure di protezione dell’area. L’Ecuador, infatti, sotto il silenzio dei media, si è già trovato, in più di un’occasione nel mirino delle grosse multinazionali del petrolio costretto a dover barattare la lussureggiante gioia delle proprie foreste e dei popoli indigeni che vi abitano con asettiche basi per le trivellazioni.. Simili vicende, purtroppo, non sono rare in America Latina. Eppure, non preservare lo Yasumi National Park sarebbe un delitto, e non solo biologico. Matt Finer dell’associazione Save America’s Forests, rivela l’enorme capacità di quest’area di auto conservarsi anche a fronte dell’aumento delle temperature causato dai cambiamenti climatici. A patto che non si proceda con le trivellazioni. Il governo dell’Ecuador, in passato si è già fatto promotore di iniziative volte a impedire lo sfruttamento petrolifero delle foreste. Ma nessun impegno finanziario concreto, ad oggi, è stato portato avanti…

Via | plosone.org
Foto | Flickr

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