
Vi siete mai chiesti come mai le aziende italiane non investano molto nelle coperture fotovoltaiche per i propri magazzini, stabilimenti e capannoni? Semplice: perchè a fronte di una spesa ancora impegnativa l’incentivo statale per i pannelli fotovoltaici non completamente integrati nella struttura del capannone è relativamente basso. Così, a parte grandi accordi specifici come quello recente tra Enel Green Power e il Gruppo Marcegaglia, le aziende italiane continuano a snobbare il fotovoltaico.
Ma le cose, a breve, potrebbero cambiare: un’azienda siciliana, per la precisione di Ragusa, che per anni si è sviluppata nel settore dell’alluminio ha da poco brevettato un pannello fotovoltaico totalmente integrato e specifico per i capannoni industriali e i magazzini. L’azienda in questione è la Cappello Alluminio, mentre il sistema brevettato è formato da profilati di alluminio applicabile sulle travi dei capannoni industriali, civili e artigianali, che consente di integrare totalmente i pannelli fotovoltaici che, in questo modo, possono godere degli incentivi statali più ricchi. Si tratta, per l’azienda ragusana, del primo passo nel settore delle rinnovabili ma non dell’ultimo visto che sta per inaugurare un intero reparto di produzione di pannelli fotovoltaici.
Si tratta, quindi, della terza azienda siciliana in pochi mesi a lanciarsi dentro la filiera dell’energia verde, dopo gli annunci del gruppo Moncada Enel e di Enel-Sharp. Curioso, anche per questo motivo, l’atteggiamento dichiaratamente contrario all’energia rinnovabile mostrato da alcuni esponenti politici in Sicilia tra i quali il più noto è Vittorio Sgarbi che ha persino portato Striscia la Notizia proprio a Ragusa per perorare la sua battaglia contro il fotovoltaico. Ancora più curioso è che in questa Sicilia, che ancora non ha capito se nell’economia verde ci vuole entrare o no, sia bastata una puntata di Striscia la Notizia per ritirare l’autorizzazione ad un parco fotovoltaico da 4 Mw precedentemente autorizzato e già costruito.
gbettanini
04 feb 2010 - 08:32 - #1@ Peppe Croce
La sua valutazione è sbagliata.
Le aziende non investono in forovoltaico perchè il FV garantisce un TIR al massimo intorno al 10-15% (in Sicilia). Un’azienda mediamente sana riesce a far fruttare il capitale proprio o quello della banca ben più del 10-15% investendolo nel suo core-business.
Quindi solo aziende municipalizzate, aziende decotte o società di scopo hanno una qualche convenienza ad investire nel tetto fotovoltaico.
alter_ego
04 feb 2010 - 09:22 - #2Quello che capisco da questo articolo e’ che le aziende non investono nel FV perche’ non conviene. Ed e’ cosi’ antieconomico che le cose non vanno nemmeno pagando le aziende per mettere il FV.
Quindi, di fronte ad un prodotto che costa piu’ di quello che rende (leggasi:fonte di spreco, che non fa rima con sostenibilita’), che si fa? Si chiede di incentivarlo di piu’!
Bisognerebbe capire che i soldi (prelevati dalle tasche di tutti) usati per incentivare non sono soldi investiti in attivita’ economiche, ma sono soldi SOTTRATTI alle suddette. E piu’ se ne sottraggono oggi, meno ce ne saranno domani. E tutto andra’ a catafascio, senza nessun beneficio per l’ambiente.
Invece che e’ successo con Striscia?
mio an
04 feb 2010 - 09:59 - #3Non riesco a capire come possano essere spacciate come notizie delle accozaglie di promozioni aziendali mischiate con gossip.
Sul fatto del rendimento economico e delle aziende, beh signori mie il 60% delle PMI ha gi già valutato il il fotovoltaico come investimento per il propriio tetto, e il 30% lo ha già fatto.
Gli altri lo faranno entro il 2010 .
Che non lo facciano in Sicilia è un altro discorso.
Dove ci sono IRR del 20% , cifre da sogno per un azienda cari IGNORANTONI.
Ecoblog, dovreste limitarvi a pubblicare le foto delle sedie in cartone e delle maschere di lana, compost in giardino.
NOn mischiate la prmozione con gli sponsor con le notizie di tecnica economica che non sapete gestire.
Ceacate consulenza in assosolare magari .
finti giornaliststi dell’oratorio.
caiofabricius
04 feb 2010 - 11:09 - #4PARCO ??? what’ s mean “Parco” in Banania?
Eppure l’articolo -sponsor tutto sommato era partito anche bene.
METTETELI SUI TETTI GIA’ ESISTENTI (E PURE TROPPI).
Non sia ennesimo alibi per massacro IRREVERSIBILE del territorio agricolo.
Tra qualche anno l’”inutile terreno agrario” potrà essere utile per fra MANGIARE i nostri figli, Guarda un pò!
Parco, ma va a c.
La parte interessante
04 feb 2010 - 12:11 - #5La parte interessante di questa notizia:
Un pannello FV “specifico per i capannoni industriali e i magazzini. ” potrebbe avere costi di installazione minori soprattutto se utilizzato in fase di costruzione del capannone stesso.
E’ normale che un intervento successivo sia più costoso e generalizzare come fa gbettanini è una pessima idea.
gbettanini
04 feb 2010 - 12:19 - #6@ La parte interessante
Io faccio semplicemente notare che per aziende che operano con un TIR superiore al 15% il fotovoltaico non conviene.
E’una semplice considerazione di convenienza economica.