
La multiutility lombarda A2A ha le idee chiare e cambia strategia. O meglio: la affina e si concentra sui settori più redditizi. Nel nuovo piano industriale dell’azienda, infatti, il settore energetico lascia spazio a quello della gestione dei rifiuti e della termovalorizzazione. Questo perchè, ammette la stessa A2A, con la crisi di energia ne serve sempre meno ma quello dell’incenerimento dei rifiuti resta sempre un affare interessante.
A2A ha già esperienza nel campo in quanto gestisce i due inceneritori più famosi d’Italia: quello di Brescia e quello di Acerra. Il primo, secondo la Columbia University di New York è “il miglior termovalorizzatore al mondo“. Peccato, però, che chi abita vicino a questo gioiellino di tecnologia che piace tanto agli americani non la pensi esattamente nello stesso modo. Il secondo, quello di Acerra, è stato inaugurato in pompa magna da Berlusconi in persona. Poi, appena Berlusconi se ne è andato, ha iniziato a sforare i limiti di emissioni. Ma, si disse, lo stavano rodando…
Fatto sta che A2A preferisce l’inceneritore alla centrale elettrica e, parlando di vil denaro, non gli si può certo dare torto visto che questi impianti godono ancora, e godranno ancora per molto visto che senza vanno presto in perdita, dei fantasmagorici incentivi Cip6.
fabio-p
05 feb 2010 - 12:14 - #1Messaggio promozional-letterario: “Ecoballe” di Paolo Rabitti.
http://www.ibs.it/code/9788874243631/rabitti-paolo/ecoballe.html
è un libretto (nel senso che è corto e sintetico) che si legge in poco tempo e fa capire tante cose sull’emergenza rifiuti campana (tutt’altro che emergenza, piuttosto disagio programmato) e con l’occasione permette apprendere varie cose riguardo alla gestione dei rifiuti, CDR, FOS, discariche, impianti di trattamento ecc.
FedericoV
05 feb 2010 - 12:19 - #2Che scandalo… ancora pagare questi inceneritori con il 7% della bolletta elettrica è scandaloso.
Una raccolta firme nazionale è in corso per il recupero dei fondi illecitamente sottratti alle rinnovabili verso gli inceneritori. Che come se non bastasse hanno una ricaduta sanitaria e ambientale inaccettabile.
Sembra troppo una politica di seria riduzione e differenziazione dei rifiuti….