Sblocca-reti: nominati i commissari. Buone notizie per le rinnovabili o per il nucleare?

Il Governo ha nominato i commissari per le infrastrutture energetiche

Come previsto dal decreto-legge n. 78 del 1° luglio 2009, il cosiddetto decreto "sblocca-reti" che tanto aveva fatto arrabbiare il Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, il Governo ha nominato i commissari straordinari per le infrastrutture energetiche. Sono cinque in totale, come riporta l'agenzia giornalistica Asca:

Francesco Vetro' (professore di Diritto dell'Energia all'Universita' del Salento, gia' membro del Gruppo esperti nucleare presso il Ministero dello Sviluppo Economico) per le infrastrutture gas; Anna Maria Cancellieri (Prefetto di Genova) per le stazioni elettriche in Veneto e Calabria; Carlo De Stefano (Prefetto e Direttore centrale della Polizia di Prevenzione) per le stazioni elettriche correlate alle fonti rinnovabili in Lazio, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia; Paolo Calvo (Prefetto e Vice Capo della Polizia) per i nuovi elettrodotti in Campania e Puglia; Ermanno De Francisco (Consigliere di Stato e componente della struttura tecnico giuridica del Sottosegretario Letta) per il potenziamento di elettrodotti in Campania, Puglia e Calabria.



L'importanza della qualità delle reti di trasporto è ormai un tema condiviso da tutti. Quel che rimane da chiarire, però, è a cosa dovranno servire le nuove reti. Sicuramente a migliorare quelle esistenti che, a causa di notevoli vincoli strutturali, causano un notevole spreco di energia: nelle zone più congestionate del sud Italia si arriva anche all'irragionevole cifra del 20% di energia elettrica dissipata a causa del solo trasporto. Poi ci sarà da veicolare tutta la nuova energia prodotta in Italia, sia essa da fonti rinnovabili che da nucleare, se il Governo riuscirà a portare a termine il suo piano di ritorno all'atomo. Di pochi giorni fa la notizia dell'inizio della sperimentazione delle smart grids anche nel nostro paese. Le reti sbloccate dal decreto, invece, saranno tutte di tipo "tradizionale" e poco "smart": grandi dorsali ad alta e altissima tensione per veicolare l'energia prodotta da grandi centrali. Come quelle nucleari? Forse.

Certamente anche quelle eoliche che, pur non essendo in grado di produrre i 1.600 Mw di una centrale atomica Epr, già oggi soffrono enormemente dei limiti della rete esistente. Vi siete mai chiesti perchè spesso le torri eoliche sono ferme anche in condizioni di buon vento? Semplice: la linea è sovraccarica e si impone il distacco per evitare che la produzione eolica mandi in tilt la rete elettrica. Non per niente Alessandro Ortis, presidente dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas durante un seminario alla Camera dei Deputati sulla qualità delle reti tecnologiche ha affermato che proprio le reti sono la grande sfida del futuro e un presupposto imprescindibile per lo sviluppo delle rinnovabili. Con i commissari, adesso, questa sfida dovrebbe essere finalmente affrontata per garantire lo sviluppo delle fonti rinnovabili, come l'eolico. O forse del nucleare?

Via | AGI
Foto | Flickr

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