Pochi giorni fa Raffaele Lombardo, il vulcanico governatore della Regione Siciliana, ha posato la prima pietra di una centrale a biomassa a Enna, nella valle del Dittaino. Si tratta del primo impianto del genere in Sicilia e l’apertura del cantiere è stata ampiamente pubblicizzata dall’ufficio stampa della Regione.
Non si tratta di un impianto piccolissimo: l’autorizzazione parla di 18,7 Mw di potenza elettrica e di 60 Mw di potenza termica che brucerà cippato di legno di eucalipto proveniente da 9.000 ettari di boschi della forestale di Enna e Caltanissetta.
A costruire la centrale sarà la Sper, ex Biomassa Sicilia, azienda del gruppo Infrastrutture e Gestioni Spa (Ig). Ig, famosa anche per aver costruito l’inceneritore di Ravenna gestito da Hera, fa parte del gruppo francese Technip a sua volta molto attivo in tutto il settore dell’energia, dal petrolio al fotovoltaico.
La presenza di Raffaele Lombardo al cantiere della multinazionale francese mi incuriosisce ma non mi stupisce affatto. Perchè, ormai, le idee di Lombardo in fatto di energia, specialmente rinnovabile, mi sono chiarissime. Chi non le conosce le trova perfettamente sintetizzate nel video che lo stesso staff del presidente ha pubblicato su YouTube e che qui riporto. In sintesi: no ai grandi impianti eolici e fotovoltaici, ben vengano, invece, i piccoli impianti sui tetti, sui capannoni, nelle aziende agricole e così via. Tutto questo per evitare la colonizzazione-distruzione da parte dello straniero del fantastico paesaggio siciliano e, soprattutto, per fare restare gli utili in Sicilia. Peccato, però, che i grandi impianti servano alla grande industria dell’energia che, di fatto, è l’unica che produce brevetti e che ha la capacità economica e tecnica di far progredire le ancora giovani tecnologie delle rinnovabili. E peccato anche che la Sicilia, cioè la Regione pià assolata d’Europa che ha persino lembi di territorio più a sud di Tunisi, sarebbe un ottimo banco prova per le migliori innovazioni come l’ormai quasi antico progetto Archimede di Rubbia dimostra in maniera lampante.
Tuttavia la visione di Lombardo seppur miope, se fosse realmente quella propagandata potrebbe anche essere condivisibile o, quanto meno, comprensibile. Ma, in realtà, è abbastanza diversa da come la raccontano. Già il fatto che Lombardo inauguri una centrale francese, dalle dimensioni non proprio “domestiche”, ad Enna dovrebbe lasciarlo intuire. Ma, allora, per quale motivo tutto questo entusiasmo per la centrale a eucalipto ennese? Semplice, perchè l’eucalipto lo tagliano gli operai della forestale, i famosi “cinquantunisti”, “centunisti” e “centocinquantunisti”. Cioè i precari regionali dell’Azienda Regionale Foreste Demaniali che lavorano, rispettivamente, 51, 101 e 151 giorni l’anno. Quanti sono questi precari? Oltre ventimila. Un vero e proprio esercito. Ora, a pensar male si fa peccato ma solitamente ci si azzecca e quindi la domanda nasce spontanea: bastano ventimila precari per potare gli eucalipti ennesi e nisseni? Direi che avanzano, non potranno di certo lavorare tutti. Chi lavorerà per alimentare la centrale a biomassa della multinazionale francese? Lo deciderà la Regione, ovviamente. Quella stessa Regione che gradisce le rinnovabili solo e soltanto se portano lavoro, persino quello precario. Ma Sicilia, a quanto pare, anche il precariato è rinnovabile…
Via | Regione Sicilia
Video | YouTube
gbettanini
10 feb 2010 - 11:50 - #1Una centrale a biomasse da 18,7 MW ha perfettamente senso dal punto di vista economico. Ogni MWh di energia elettrica prodotto viene incentivato per 15 anni con i certificati verdi, per la precisione con 1,8 CV per ogni MWh prodotto. E’ come dire che 1 MWh prodotto vale complessivamente circa 300 €, circa 4 volte il valore di mercato.
Ha senso invece dal punto di vista ambientale? Non molto, l’energia necessaria alla raccolta del legname, alla sua cippatura ed al suo trasporto causa tantissime emissioni oltre a quelle causate dalla combustione del legname.
Ovviamente un impianto simile dopo 15 anni verrà chiuso perchè non sarà più sostenibile la spesa della raccolta del legname, l’enetropia della fonte primaria è troppo elevata.
Avrebbe più senso costruire impianti eolici o fotovoltaici? Dal punto di vista della regione NO. Un impianto a biomassa può produrre energia per 7000 ore all’anno con continuità. un impianto eolico e fotovoltaicoproducono per 1500 ore equivalenti ma sono intermittenti e non programmabili, nell’ottica di un piano energetico regionale è come se non esistessero.
alessio9
10 feb 2010 - 13:32 - #2#1 si ma la puglia produce molto con l’ energia solare ed eolica.
Bio-masse
10 feb 2010 - 14:29 - #3Una centrale a Biomassa ha senso solo se brucia scarti provenienti da zone linitrofe.
Per alimentare una centrale di quelle dimensioni ci vorranno parecchi camion che girino su è giù per portare la “biomassa” …Che essendo trasportata con il gasolio non sarà più “bio”.
Paolo Marani
10 feb 2010 - 16:59 - #4Lombardo non mi sta affatto simpatico, ma non trovo scorretto quello che sta sostenendo, cioè che sarebbe preferenziale finanziare i piccoli impianti domestici e aziendali che sfruttino aree urbane o già urbanificate, piuttosto che grandi insediamenti che utilizzano terra vergine e produttiva. Poi se dice una cosa ma alla fin fine ne fa un altra, questo è un altro discorso. Vorrei qualcuno mi spiegasse perchè queste idee siano considerate “strane”.
Peppe Croce
10 feb 2010 - 17:33 - #5@ Paolo Marani
Non sono strane: sono in gran parte false.
Nel senso che Lombardo, in meno di tre anni, ha cambiato idea sulle rinnovabili una decina di volte e ha cambiato assessore all’Energia per ben tre volte.
Ha prima concesso le autorizzazioni a un campo fotovoltaico da 4 MW a Ragusa e, dopo nemmeno un anno, le ha ritirate.
Ha pubblicato un piano energetico regionale (firmato dal primo dei tre assessori all’Energia, Pippo gianni, e tra l’altro già impugnato da 70 aziende al Tar) in cui di rinnovabili non si parla quasi per nulla e, al contrario, si “sana” buona parte dell’industria petrolchimica inserendo il solo obbligo di mettersi d’accordo con i comuni per le compensazioni ambientali.
Sulla centrale a biomassa di Enna, infine, ben venga perchè è sostanzialmente basata sulla riforestazione a ciclo breve e prechè gli alberi sono quasi tutti della zona.
Spiace, però, che Lombardo inauguri e ponga prime pietre solamente dove ha convenienza politica diretta. In questo caso derivante dal far lavorare in maniera precaria qualche centinaio di operai della forestale.
Il problema, prima ancora di capire cosa si fa, è chiarire perchè lo si fa. Altrimenti si tratta solo di strumentalizzazione politica.
alessio9
10 feb 2010 - 22:30 - #6Sul canale YouTube di Raffaele Lombardo c’è il video del governatore siciliano sulle rinnovabili. Un sacco di balle…
Delle peripezie nucleari di Raffaele Lombardo vi ho già parlato in un altro post. Oggi, invece, voglio parlarvi delle peripezie rinnovabili del presidente, che non sono da meno.
Il video che vedete è stato caricato su YouTube nelle settimane scorse dallo staff di Lombardo. Lo stesso staff che gestisce, in maniera devo dire esemplare, il tecnicamente ottimo blog del governatore. Bene, in quel video che dura poco più di quattro minuti e mezzo c’è tutta la visione di Lombardo sulle rinnovabili.
Molto comodo, il tempo di una sigaretta e sai cosa pensa il presidente della Regione Sicilia su un tema così complesso e spinoso.
Su un altro blog ho già messo in luce come e quanto Raffaele Lombardo ami le rinnovabili se, e solo se, portano lavoro agli operai della forestale siciliani. Lavoro precario, ovviamente. Qui, invece, voglio approfondire descrivendo le idee del governatore su eolico e fotovoltaico.
Lombardo afferma che i “macro impianti” eolici e fotovoltaici devastano il paesaggio e non portano una lira in saccoccia ai poveri siciliani. Lombardo, poi, afferma che gli impianti eolici fanno troppo rumore per essere tollerati da persone e, persino, animali.
Per esperienza personale posso affermare che le pale eoliche disturbano non gli animali ma gli uomini e, tra l’altro, il problema non è affatto il rumore…
Per quanto riguarda il fotovoltaico, invece, il buon Raffaele cita il caso emblematico dei muretti a secco di Ragusa che, secondo lui, sarebbero stati “devastati da qualche grande impianto autorizzato prima“.
Tutto ciò è assolutamente falso perché l’autorizzazione all’ormai famoso impianto ragusano, quello criticato da Sgarbi e Striscia, è stata data il 10 febbraio 2009. A firmarla, quindi, è stato un uomo di Lombardo…
Per quanto riguarda i muretti, invece, sono stati ricostruiti come prevedeva proprio l’autorizzazione firmata dall’uomo di Lombardo di cui sopra.
Va da sé che anche le affermazioni pronunciate da Lombardo sul fatto che si è soliti colare il cemento o la ghiaia sotto i pannelli fotovoltaici per evitare che vi cresca l’erba è una di dimensioni olimpiche: l’erba è ben voluta e spesso addirittura piantata perché tiene bassa la polvere che sporcherebbe i pannelli, facendo produrre meno energia.
Altrettanto una è la cifra dei 500 ettari di impianto fotovoltaico: per fare un megawatt con l’energia solare servono tra i 3 e i 5 ettari (tre se i pannelli sono fissi a terra, cinque se sono sugli inseguitori). Con 500 ettari, quindi, si farebbe un impianto tra i 100 e i 166 megawatt di potenza.
Voglio ricordare al presidente della Regione siciliana, che evidentemente in un campo fotovoltaico non ha messo mai piede in vita sua, che il più grande impianto italiano (quello Enel di Montalto di Castro) è da 6 Mw. Il più grande in costruzione in Italia è da 26 Mw (a Roma, Sun Ray Renewable Energy) e il più grande al mondo è da 60 Mw (Olmedilla de Alarcón in Spagna).
Caro Raffaele, sta scritto pure su Wikipedia…
Di contro, secondo i tetti fotovoltaici o gli impianti di mini eolico (che lo stesso Lombardo ammette di non sapere neanche quanto siano alti…) porterebbero ai siciliani soldi e felicità: cosa anche possibile, ma se lo dice Lombardo comincio a non crederci più…
P.S. Avete notato che nel video Lombardo non parla di rifiuti e termovalorizzatori?
zero1
10 feb 2010 - 23:22 - #7per le biomasse secondo me è più semplice creare qualche società che si occupi della logistica e spedisca la biomassa secca alle varie termoelettriche a carbone, si fa una valutazione della resa energetica della biomassa spedita e si destinano i certificati verdi per la frazione interessata
Antonio Giambrone
11 feb 2010 - 02:51 - #8Mi chiedo se le centrali a biomassa in Italia esistono e se sono funzionali. Devo dire che sull’argomento ne so molto poco. Però ho notato nei contenuti dei commenti che in qualche caso ci si fa guidare dai preconcetti. Ad esempio ho la sensazione che per qualcuno la centrale a biomassa sia “sconveniente” sol perchè non ama i forestali siciliani, eppure dar lavoro a delle persone potrebbe essere messo nel piatto della bilancia delle convenienze insieme al risparmio energetico e ad altri vantaggi, se ce ne sono a costruire questo tipo di centrali, naturalmente. A volte nel fare i calcoli delle convenienze si sbaglia perchè non si riescono a quantificare (perchè credo sia difficile) tutti i vantaggi diretti ed indiretti. E’ evidente, a volte, che alcuni investimenti sembrano “sconvenienti” se esaminati solo da pochi punti di vista, come, magari, solo da quello economico del ritorno dell’investimento. Mi chiedo, quanto vale ad esempio un ambiente meno inquinato, quanto vale l’aver creato un circolo in cui tante famiglie hanno possibilità di spesa (mi riferisco all’ipotesi improbabile dei forestali) che, se fosse vera la tesi, si potrebbero permettere una spesa maggiore a tutto vantaggio di artigiani, imprese edili, ecc. Quanto vale essere meno legati all’energia estera, non dobbiamo pensare che le cose vadano sempre così bene potrebbero venire tempi più duri, ricordo che qualche inverno fa, la Russia voleva ridurre il quantitativo di gas da inviare anche in Italia. Amministrare è sicuramente una cosa difficile anche in buona fede, io non so se il Presidente Lombardo lo sia o meno, personalmente vorrei che ci si spogliasse dei preconcetti e si avessero, nel valutare le cose, visioni più ampie in grado di cogliere molteplici aspetti positivi di determinate azioni.