Il Governo ha appena licenziato il decreto per l’individuazione dei siti nucleari ma Legambiente è già passata al contrattacco. E se è stato lo stesso Ministro Claudio Scajola a tranquillizzare i presidenti delle Regioni affermando che il loro parere sarà fondamentale per decidere dove impiantare ogni centrale nucleare, l’associazione ambientalista ribatte mettendo in fila, uno per uno, tutti i candidati alle presidenze delle Regioni che hanno già affermato la propria indisponibilità a qualsiasi tipo di ritorno all’atomo.
Legambiente, infatti, ha sottoposto agli aspiranti governatori una semplicissima domanda: “una centrale nella mia Regione sì o no?”. In 23, sia di centro destra che di centro sinistra, hanno risposto con un secco “no” e solo sei governatori hanno accettato il nucleare e, tra loro, ci sono dei distinguo interessantissimi.Uno su tutti quello del lombardo Formigoni che si mostra favorevole agli impianti nucleari ma non sul proprio territorio.
Secondo il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza
Sul nucleare il Governo ha deciso, ma come farà ora a convincere la popolazione se non ha convinto nemmeno i candidati della maggioranza alle regionali?
Una domanda molto interessante che, da una parte, lascia presagire forti conflitti e continui appelli alla Corte Costituzionale mentre, dall’altra, aggiunge un’altra big dell’antinuclearismo italiano tra i soggetti che invitano i cittadini a recarsi alle urne, il 28 e 29 marzo, e scegliere i candidati contrari al nucleare. La stessa strategia è stata presa, pochi giorni fa, da Greenpeace.
Via | Legambiente
Foto | Legambiente
_Giacomo_
10 feb 2010 - 17:47 - #1Replichiamo con i numeri:
Sapete invece a quanto ammontano i soldi sprecati per le cosiddette energie rinnovabili e prelevate dalle tasche dei “Pantalone” italiani direttamente dalle bollette elettriche nella casella A3?
2008 1,6 Miliardi di Euri
Nel 2010 si prevedono 3 Miliardi di Euri
Nel 2015 si prevedono 5 Miliardi di Euri
nel 2020 si prevedono 7 Miliardi di Euri
Lo dice l’Autorità per l’energia e il gas ing. Ortis dall’articolo riportato sul Corriere della Sera del 20 Gennaio 2010 a pagina 15.
2008 1,6
2009 2
2010 3
2011 3
2012 3
2013 3
2014 3
2015 5
2016 5
2017 5
2018 5
2019 5
2020 7
________
Totale speso per cazzate 50,6 Miliardi di Euri dal 2008 al 2020.
Siccome questi incentivi sono previsti per venti anni mancano ancora i costi degli incentivi dal 2021 al 2027 pari a circa 49 Miliardi di Euri.
Questa stupidaggine frutto dei governi di cdx e di csx costeranno di più alle famiglie più numerose ed in totale dal 2008 al 2027 circa
100 Miliardi di Euri
a tutti i Pantaloni d’Italia.
A fronte di quanta energia cara legambiente?
Secondo punto:
Non volete il nucleare bensi’ il federalismo energetico?Bene ma lo facciamo per tutto…pure per le spese di rinnovabile e termoelettrico presenti e future.
Cosi’ anziche’ fare i paladini della giustizia con i soldi degli altri,offrite ai vostri elettori CIO’ CHE HANNO VOLUTO E CHE AVETE SCELTO.
Vediamo se impariamo il significato della RESPONSABILITA’.
critico
10 feb 2010 - 18:05 - #2Cosa troviamo scritto sulla petizione di Legambiente?
“I sottoscritti cittadini chiedono al Governo di cambiare immediatamente politica e impegnarsi per: un modello energetico moderno, pulito e sicuro, senza nucleare e nuove centrali a carbone, basato su innovazione, miglioramento dell’efficienza, sviluppo delle rinnovabili e sul gas come fonte fossile di transizione, che permetta all’Italia di avvicinarsi agli obiettivi di Kyoto per il 2012 e il rispetto della scadenza europea del 2020 [….]”
Il GAS??? Allora mi sono chiesto? Vuoi vedere che il cagnetto a sei zampe si è fatto dei nuovi amici? Ed infatti……..
se andiamo a vedere il bilancio eni 2008
http://www.eni.com/attachments/documentazione/bilanci-rapporti/rapporti-2009/bilancio-2008.pdf
Nel 2008 Eni ha avviato una collaborazione con Legambiente, sostenendo il Progetto “Il futuro del Pianeta, gli scenari dell’Energia” che promuove la conoscenza delle problematiche ambientali ed energetiche globali, con un’attenzione particolare alle fonti non convenzionali.
Bisogna solo capire chi porta al guinzaglio chi.
fabio1979
10 feb 2010 - 19:10 - #3Il CIP6 per le assimilate e’ costato 30 miliardi,
il nucleare e’ in crisi e gli unici investimenti seri vengono fatti sul gas.
Da qui al 2013 vedremo quanti posti di lavoro la crisi ci avra’ fatto perdere e quanta energia servira’ a questo paese.
ix
10 feb 2010 - 21:02 - #4il nucleare in italia…..ah ah ah!
posso capire (senza condividere) se paesi come la cina o l’india pensano a come incrementare la produzione di energia richiesta dalla loro rapidissima crescita economica, ma un paese in piena de-industrializzazione come l’italia….. proprio no. produrre più energia per chi? le fabbriche stanno tutte chiudendo o delocalizzando, i disoccupati aumentano sempre di più…..produrre energia per chi non può pagarla è un controsenso, a meno che l’enel non voglia fare beneficenza.
maurossi
10 feb 2010 - 21:44 - #5Quando tutti i paesi industrializzati pensano a eliminare il nucleare e portare le centrali alla dismissione e investire nelle fonti rinnovabili , l’Italia dello psiconano cosa fa? Il nucleare , grande furbata e fa pure credere a quei creduloni dei suoi elettori che costa poco a farla , non sapendo che il costo per ogni singola centrale non solo e’ esorbitante , ma quello della costruzione non e’ niente in confronto alla manutenzione e all’eliminazione delle scorie radioattive , ma gia’ quello sara’ a costo zero , verranno messi in bidoni e poi seppelliti dalla mafia nelle campagne e in fondo al mare.
Ha dimenticavo ma cosa pretendiamo da uno che si e’ messo in testa di fare il ponte sullo stretto di messina e radere al suolo un paio di montagne e un paese per realizzarlo.
alessio9
10 feb 2010 - 21:46 - #6#5 tutto falso
_Giacomo_
10 feb 2010 - 23:08 - #7@fabio1979
Il nucleare e’ in crisi?? ahahahahaha
Lo vai a chiedere ad Obama cosi’ ti vergogni per la panzana che hai appena partorito?!
_Giacomo_
10 feb 2010 - 23:10 - #8@fabio1979
I soldi seppure tanti hanno un senso se sono un investimento.3 miliardi nel 2010 per avere lo zeovirgola di energia?!
Ma per carita’ non e’ mica politca!
inscape
11 feb 2010 - 02:07 - #9@maurossi
Mi scusi ma che il nucleare sta scomparendo in favore delle rinnovabile è un’affermazione falsa, persino la Germania ha prorogato la chiusura delle sue centrali e non mi meraviglierei se decidesse di costruire qualche nuovo reattore. Le consiglio di dare un’occhiata al panorama mondiale perchè quello a cui si sta assistendo è una nuova rincorsa e ripresa delle attività nucleari…
fabio1979
11 feb 2010 - 21:21 - #10Chi ha il carbone usa il carbone, chi ha il nucleare usa il nucleare, ed ognuno cerca di sfruttare al meglio quello che già ha.
Nessun presidente di regione è disposto a fare le centrali sul suo territorio come mai?
_Giacomo_
11 feb 2010 - 21:32 - #11Chicco Testa: «Cara sinistra, sostieni il nucleare. Come Obama»
di Luca Salvioli
Chicco Testa, oggi, è favorevole al ritorno dell’Italia al nucleare. Non solo, alle sue tesi ha dedicato un libro nel 2008, diversi articoli di giornale e un blog che si chiama “newclear”. Un’autentica conversione. Di nucleare, si occupava già nel 1987. Solo che sosteneva il referendum abrogativo. Tra il prima e il dopo è stato segretario, poi presidente, di Legambiente, presidente di Enel e deputato nelle file nel Pci. Oggi è managing director della banca di investimento Rothschild Italia, presidente di Telit e di Energie Valsabbia, start up nata tre anni fa attiva nel fotovoltaico. Il resto del tempo lo dedica al blog («controllo gli accessi ogni sera») e all’energia, «autentica passione». La fede politica, però, è sempre la stessa. Testa è ancora un uomo di sinistra, solo che non sopporta il dibattito «da tifo calcistico» e l’approccio «fantascientifico» di alcuni suoi esponenti. Tanto da sposare la politica energetica del centrodestra. Lo incontriamo a margine del Green technologies investment forum (Gtif), organizzato dall’Associazione Iban (Italian Business Angels Network) a Milano.
Con il decreto siglato ieri il governo ha aperto la strada del ritorno al nucleare. Le amministrazioni regionali di centrodestra hanno subito detto «sì, ma altrove». Quello di centro-sinistra semplicemente «no». Dopo le elezioni il clima cambierà?
Certo, le elezioni accentuano i toni e la sindrome nimby. Però stiamo vivendo la peggiore delle situazioni: poteva essere un’occasionie per fare un dibattito serio sulle nostre politiche energetiche, invece è diventato un tema di scontro politico. Si riconduce a una inutile questione di principio ricadendo in vecchi stereotipi. La raccolta differenziata è di sinistra, i termocombustori di destra. I treni di sinistra, le strade di destra. E così il nucleare è di destra. E’ una enorme stupidaggine.
Altrove le cose stanno diversamente?
L’altro giorno Obama, durante il discorso dello stato dell’Unione, ha parlato della green economy con riferimenti specifici al nucleare. Lo stesso Obama che la sinistra italiana ha eretto a paladino della rivoluzione energetica. Benissimo, ma allora bisogna vedere i contenuti di quanto dice, e cioè: “Stiamo investendo un sacco sulle energie rinnovabili, ma non basta”. Per ridurre dipendenza dal petrolio e impatto sull’effetto serra occorrono anche le centrali nucleari.
Per il 2020 il governo prevede il primo chilowattora di orgine nucleare. E’ un’ipotesi plausibile?
La Svezia è tornata all’atomo, l’Inghilterra ha programmato dieci nuove centrali, la Spagna e la Germania non credo lo abbandoneranno. Non parliamo della Francia. Poi ci sono Cina, India, Stati Uniti, Giappone, Corea, Dubai e Canada. Rimaremmo gli unici?
Dunque nel 1987 è stato un errore abbandonare l’atomo…
Sì. Oggi dico sì. Soprattutto spegnere quelle che funzionavano.
Cosa le ha fatto cambiare idea?
Innanzitutto c’è stato un progresso tecnologico importante. Poi l’andamento del prezzo del petrolio e il nostro mix energetico troppo sbilanciato sul gas che importiamo. E non dimentichiamoci l’effetto serra.
La politica energetica del governo punta al 25% di nucleare e 25% di rinnovabili. E’ d’accordo?
Sì, direi di sì.
Scusi, ma lei è ancora di sinistra?
Sì (ride).
Bersani, in un’intervista al nostro quotidiano, ha detto che il nucleare è stato lanciato «in modo scomposto e inattuale» sollevando il tema dello «smaltimento delle scorie» e le «tecnologie vecchie», per giunta straniere, previste.
Guardi quella del leader del Pd, come quella di altri, come Emma Bonino, è una tesi della quale si può discutere. Il problema è quando sento Nichi Vendola che si dice contrario «alle masserie fosforescenti». Dovrei portarlo a vedere le centrali francesi. Sono convinto che il 70% dei dirigenti del Pd la pensa in maniera diversa da come afferma in pubblico.
Torniamo alle scorie…
Mi sembra un falso problema. Ci sono Paesi dove vengono fatte gare pubbliche tra i comuni per aggiudicarsi le scorie. Vengono mantenute in sicurezza con impianti d’avanguardia. Dal ‘45 a oggi non ricordo problemi sollevati dalle scorie.
Le tecnologie?
Dimentichiamoci che l’Italia possa realizzare una sua tecnologia: non è più possibile. Si possono però fare accordi con produttori esistenti, come fa Finmeccanica con Westinghouse e Enel con Edf. Non faremo il cuore del reattore, ma ci sono gli acciai speciali, le caldaie e altro che può essere fatto qui.
La conferenza del clima di Copenhagen è stata un fallimento?
Direi di sì e questo è un male sia per le rinnovabili che per il nucleare. Sarà difficile riportare l’ambiente alla centralità politica internazionale. Le faccio un esempio. Uno si prepara per tre anni per scalare l’Everest, poi arriva al campo base e mancano le attrezzature. Decide di salire lo stesso. C’è brutto tempo ed è solo. Torna a casa. Con che animo riproverà l’impresa?
11 febbraio 2010
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Economia%20e%20Lavoro/risparmio-energetico/business/chicco-testa-nucleare.shtml?uuid=ceadfa5e-1732-11df-972b-87f1cf8f94fe&DocRulesView=Libero
maurossi
11 feb 2010 - 21:37 - #12Il futuro e’ il rinnovabile , la Spagna con il solo eolico , seppur per sole 5 ore , ha raggiunto il 53% della produzione totale di energia , per paragone ci volevano 10 centrali nucleari per fare quell’energia , paragonate i costi e fate voi !
Non si puo’ pensare per il futuro di riempire la terra di scorie radioattive , che lo restano per centinaia di anni , dove le stiviamo ? In Italia lo sappiamo , ma all’estero ? Il vento e’ gratis , il sole ci sara’ fino a che esisteremo noi umani sulla terra , non producono inquinamento , il fotovoltaico e’ anche bello architettonicamente , i parchi eolici creano dei panorami suggestivi , comunque sempre meglio dei ripetitori dei telefonini , e come ho detto i paesi industrializzati pensano sempre piu’ alle fonti rinnovabili e non a costruire nuove centrali nucleari , la Francia poco tempo fa aveva quasi la meta’ delle sue centrali nucleari ferme e acquistava energia da altri paesi , figuriamoci da noi in Italia come funzionerebbe , lo psiconano le farebbe costruire ai suoi amiconi , si intascherebbe un bel po’ di milioni che dirottera’ alle Cayman , che poi fara’ rientrare con il condono fiscale , un momento , allora e’ vero che la storia si ripete.
_Giacomo_
11 feb 2010 - 21:39 - #13@maurorossi
Il futuro ci sara’ quando la smetterete di porre inutili veti.Punto.
fabio1979
12 feb 2010 - 10:41 - #14@Giacomo
puoi continuare a sponsorizzare il nucleare per quanto tempo ti pare, non ci casco e non mi farai cambiare idea.
Nel 2020 quanto Uranio avremo a disposizione?
Le centrali le dovranno fare vicino al mare perche’ in Italia non c’e’ piu’ nessun fiume in grado di garantirti acqua a sufficienza durante tutto l’arco dell’anno.
mastroAndrea http://www.siciliainvilla.it
13 feb 2010 - 02:52 - #15@_Giacomo_
E tu lo condividi? Dal 45 ad ora nessun problema con le scorie. VERO è, ma per i prossimi 100.000 anni, chi lo garantisce? Tu? Lui? Il nano? Nessuno!!!
E poi non abbiamo spento “le centrali” che funzionavano. 2 centrali già erano spente perchè avevano finito la loro vita, una la stava quasi per finire… L’unica centrale che è stata veramente “chiusa” è stata quella di Caorso, con solo 5 anni di vita, e pur essendo contro il nucleare affermo che quello è stato uno spreco. Ma solo una centrale!!! E cmq la gente pensa che noi potremo rivendere l’energia, ma questo non è vero perchè al massimo riusciremo a fare il 25% del nostro fabbisogno, altro che vendere…
boio
13 feb 2010 - 03:18 - #16Allora vorrei segnalare un bella notizia che forse quasi nessuno conosce…
Nell’anno dell’adesione dell’Italia al protocollo di Kyoto la firma fu fatta da una persona, non menzionerò nemmeno il nome, che spacciandosi per professore del politecnico di milano ( e si è saputo dopo) ha firmato tale documento, incaricato dal governo.
ora la politica ha sempre la voce più grossa sulle segnalazioni tecnologiche.
tale persona era un docente di un’altra università che realizzava solamente un master di economia prsso il politecnico.
Adesso vi porrò la domanda:
quanto ne può sapere un’economista di energia e cicli di produzione?
Il protocollo fu firmato da tutte le nazioni senza batter ciglio in quanto qualunque di esse avrebbe potuto rispettarlo abbassando le proprie emissioni. L’italia stupidamente lo firmò ma la fregatura è la seguente e ve la esporrò subito.
Al fine di ridurre le emissioni alle altre nazioni bastava facendo due calcoli a spanne, realizzare il 2% di rinnovabile e convertire le centrali ad olio e a carbone in centrali a gas…
L’italia tale conversione l’aveva già realizzata e quindi non può più abbassare le sue emissioni realizzando conversioni. al massimo ha potuto realizzare cicli combinati al fine di elevare l’efficienza.
Se volete una conferma basterà chiedere il parere di uno qualunque dei presidi dei dipartimenti di Chimica, ingegneria chimica, energetica e meccanica di qualunque università per sentirvi dare la stessa risposta
boio
13 feb 2010 - 03:23 - #17ridurre al secolo il tempo di decadimento è possibile tramite un bel metodo che sviluppato sulla teoria dello stato di transizione variazionale e supposto da rubbia permette di ridurre di ordini di grandezza i periodi di decadimento.
IN parole povere, anzi poverissime, le barre esauste verrebbero poste in bagno di piombo fuso e “bombardate” con un acceleratore di elettroni. in questo modo si creerebbero scissioni di neutroni nei nuclei di piombo che impatterebbero con le barre determinando ulteriori scissioni catena. Fortunatamente la terminazione è più veloce della propagazione e quindi il processo non procede a catena senza elettroni da convogliare
alfag
13 feb 2010 - 16:22 - #18ma sbaglio o una centrale nucleare in un anno produce poco più di 4 container di scorie a bassa-media radioattività (20 anni per raffreddamento e possibilità di riuso con le prossime centrali).
Sbaglio o al mondo ci sono in funzione 500 centrali nucleari?
Sbaglio o la famigerata Germania copre il suo fabbisogno energetico con 17 reattori per un 25% del totale?
Nel 2007 l’Italia ha speso per l’energia importata l’equivalente di 3 punti del PIL: 47 miliardi; Dipendiamo per l’85% dall’estero…
A me sembra sia arrivato il punto di iniziare a diventare autonomi.. Coprire un 25% con il nucleare a me sembra un buon inizio..
E’ un modo efficente e collaudato per ridurre la produzione di monossido ed altre sostanze nocive a discapito di una manciata di container all’anno.
Soluzioni valide non ce ne sono, guardiamo in faccia la realtà. Con un solo reattore copri il fabbisogno di 2 Milano, con il fotovoltaico avresti bisogno di 20000 campi da calcio, o 3000 pale da 2,5 MW pari alla lunghezza dell autostrada Rimini-Lecce (720km).
In futuro credo nel solare ma per un paio di centinaia di anni il nucleare è la soluzione più ovvia..