
L’Unione Europea bacchetta l’Italia. Questa volta a Bruxelles sono sotto la lente di ingrandimento gli incentivi Cip6 e i costi del decommissioning delle centrali nucleari italiane pre-referendum.
La cosa, tra l’altro, sarebbe anche abbastanza seria perchè, come riporta Reuters, c’è già una procedura di messa in mora avviata e notificata al nostro paese con una lettera di fine gennaio. La cosa è tecnica, ma è molto interessante perchè potrebbe avere ripercussioni assai serie sulle velleità italiane di ritorno al nucleare. Ma prima del nucleare, affrontiamo la questione Cip6.
Di Cip6 l’Europa si è occupata più volte, arrivando persino ad ascoltare quanto aveva da dire in merito Beppe grillo. Questa volta, però, la posizione è assai dura e decisa: gli incentivi Cip6 sono una distorsione, oltre che del concetto di rinnovabili, anche delle regole del mercato.
Tali contributi, infatti, sono pagati da tutti i cittadini in bolletta ed erogati sotto forma di “acquisti garantiti di elettricità da parte dello Stato ad un prezzo superiore a quello di mercato”. Cosa che favorisce largamente le aziende che ne usufruiscono perchè non si troveranno mai nella condizione di produrre e non vendere: al contrario, producono, vendono e guadagnano molto più del normale.
La Ue, tra l’altro, intrinsecamente torna a criticare il concetto di “assimilate alle rinnovabili”. La messa in mora, infatti, vale solo per l’energia incentivata con il Cip6 e non per quella realmente rinnovabile che, anch’essa, avendo priorità di dispacciamento sulla rete elettrica viene favorita dallo Stato. Le “assimilate”, invece, non avendo alcun motivo di essere preferite non hanno nemmeno il diritto al superincentivo.
Per quanto riguarda il decommissioning, invece, l’Europa riconosce il diritto al rimborso statale per le aziende che, a cavallo del referendum, avevano centrali ancora in costruzione. Secondo Bruxelles, però, tale rimborso (che viene pagato sempre in bolletta dagli italiani) sarebbe eccessivo perchè “una parte dei costi inerenti alla gestione dei rifiuti avrebbe dovuto essere sostenuta dagli operatori nucleari prima della chiusura definitiva degli impianti”. Questo, in altri termini, si traduce nella famosa massima che chi inquina paga e, di conseguenza, i costi di decommissioning e smaltimento dei rifiuti devono essere addossati al privato che costruisce l’impianto e non allo Stato.
Ribadire questo concetto, proprio quando in Italia si progetta il ritorno al nucleare, non è cosa da poco. La procedura europea di messa in mora, infatti, spazza via ogni dubbio sulle possibilità che lo Stato italiano possa prendersi carico dei costi di smaltimento e stoccaggio dei rifiuti o di costruzione delle centrali. E se per caso qualcuno a Roma avesse già pensato a girare la frittata pagando l’energia nucleare con gli incentivi Cip6 (d’altronde tra le assimilate c’è di tutto, perchè non metterci anche l’uranio?) adesso dovrà trovare altre soluzioni per promuovere anche economicamente questa tipo di energia.
Via | Reuters
Foto | Unione europea
gbettanini
11 feb 2010 - 19:36 - #1@Peppe
“qualcuno a Roma […] adesso dovrà trovare altre soluzioni per promuovere anche economicamente questa tipo di energia.”
Quello economico è un non-problema checchè ne dicano Grillo, Greenpeace, Legambiente, radicali e compagnia cantante. Il nucleare ripaga tranquillamente i propri costi e fornisce un notevole utile.
Per quanto riguarda il decommissioning delle future centrali verrà istituito un fondo gestito dallo Stato nel quale ogni centrale dal secondo anno di esercizio verserà il denaro necessario per il decommissioning.
Per quanto riguarda Cip6 e il vecchio nucleare in Italia si è fatta una gran confusione e nel torbido qualcuno ci ha marciato….. e mangiato. Comunque dubito che questo provvedimento UE abbia effetti significativi.
_Giacomo_
11 feb 2010 - 19:54 - #2L’unione europea ha chiesto l’aiuto di chi? Di questo?
http://www.youtube.com/watch?v=mFt641xTwZU
AHAHAHAHAHAHAHAHA
fabio1979
11 feb 2010 - 21:47 - #3Qualcuno a Roma dovrebbe avere idea di dove sta andando questo paese,
dal punto di vista industriale e del lavoro in generale.
Bomba
11 feb 2010 - 21:47 - #4Domanda: l’energia nucleare crea processi irreversibili, ovvero oltre a produrre energia produce scorie radioattive per centinaia di anni. Se il livello di tecnologia si abbassa, se ritorniamo a periodi non consumistici ma di sussistenza chi gestisce le scorie e le centrali? Se avverranno guerre (come 60 anni fa) sarà pericoloso? Un territorio contaminato lo sarà per sempre? Le generazioni future avranno il denaro e la conoscenza sufficiente per gestire gli impianti di stoccaggio?
_Giacomo_
11 feb 2010 - 21:58 - #5@fabio1979
Bravo fabio,gli operai dell’alcoa ti ringraziano!
E l’ignoranza di non ammettere da dove arriva il 38% di costi in piu’ per l’energia elettrica
Altroche’ il rinnovabile!
SVEGLIA!
_GhostRider_
11 feb 2010 - 22:59 - #6Ora nemmeno piu’ il coraggio di firmarti con il tuo bellissimo nick?
ix
12 feb 2010 - 01:38 - #7per un attimo credevo fosse una buona notizia. invece leggendo su reuters, ho visto che alla ue non frega un fico secco dell’abuso di soldi pubblici buttati in idiozie, ma solo del fatto che questi incentivi “costituiscono una penalizzazione per le produzioni estere”….andiamo proprio bene.
amlet 2
12 feb 2010 - 12:21 - #8bomba
se il livello di tecnologia si abbassa e torna a livelli pre industriali vedremo la popolazione non piu’ sostenuta dalla petroagricoltura decimarsi,milioni di persone che moriranno di fame,ricompariranno analfabetismo,miseria,schiavitu’,pestilenze…
e i depositi delle scorie saranno l’ultimo dei problemi….
bisogna’ sostituire la piu’ grande risorsa energetica dell’ umanita in tempi brevi,con ogni mezzo a nostra disposizione.E’ la sfida del nostro tempo e non possiamo permetterci di perderla….
ciao
Bomba
12 feb 2010 - 13:11 - #9@amlet 2- Ma questo rischierebbe di creare una contaminazione diffusa che impedirebbe un possibile risollevamento e miglioramento della civiltà. Al contrario il petrolio (per quanto inquinante e a meno che non si riducano le emissioni) concede una reversibilità. Il nucleare può essere associato ad un concetto nichilista dell’essere. L’irreversibilità non produce futuro. Non è forse meglio puntare la ricerca su tecnologie rinnovabile e che non creano problemi di gestione per l’umanità intera? Non è forse meglio puntare sulla riduzione del consumo energetico e sulla razionazizzazione? Sulle invenzioni che permettono di avere le stesso servizio consumando 1 invece che 100?
alessio9
12 feb 2010 - 13:12 - #10”. Se il livello di tecnologia si abbassa, se ritorniamo a periodi non consumistici ma di sussistenza chi gestisce le scorie e le centrali?”
ti sbagli l’ umanita e su un ponte ma prima o poi raggiungera la terra ferma e allora a voi ambientalisti vi buttera nel burrone.
Sento solo...
12 feb 2010 - 13:25 - #11Sento solo il rumore delle unghie dei soliti pro-nucleare che si aggrappano invano agli specchi.
Ripeto quindi la solita vecchia domanda: E’ mai stata costruita una centrale N. da un azienda privata (= senza aiuti dal governo) ?
(Che sappia io no)
Quante nazioni al mondo producono + del 50% di energia elettrica dal nucleare?
(che sappia io solo 1: la Francia.)
_GhostRider_
12 feb 2010 - 14:20 - #12Doh.. mauriziello.. non sapevo che sul libro di fisica spiegassero come pagare una centrale.
@Quasimodo.E
12 feb 2010 - 14:27 - #13Se è vero… (!?)
Allora che vengano sti privati a fare centrali anche in Italia! (con i loro soldi)
Io non son contrario alla costruzione delle centrali….
Io non voglio trovarmi in bolletta altri “cip” !!
Troppo poco urani
12 feb 2010 - 14:47 - #14http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2006/09/problemi-del-nucleare-4-1.html
Europa: Lento abbandono del nucleare
12 feb 2010 - 14:49 - #15http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2008/03/il-picco-delle-centrali-nucleari.html
-
P.S. Ho sentito dire che “Nessuna centrale è entrata in servizio dopo il 2000.”
_Giacomo_
12 feb 2010 - 17:45 - #16Bah continuate a sfogarvi nei blog che tanto vi piacciono…tanto le cose vanno avanti con o senza di voi.
alexandroz
12 feb 2010 - 19:08 - #17la democrazia funziona così (come ben tu sai e te ne sei riempito la bocca più volte) la maggioranza in parlamento, che dovrebbe rappresentare la maggioranza del popolo prende delle decisioni tenendo conto di tutto il popolo non solo di chi rappresenta. Dunque siccome hanno l’avvallo della maggioranza del popolo come mai non lo dicono prima delle regionali dove le metteranno (perchè possiamo prenderci in giro quanto volgiamo ma lo sanno già dove le andranno a mettere) e se non sono sicuri perchè non fanno un bel referendum?
Ultima e solita domanda alla quale NESSUNO SA O VUOLE RISPONDERE, perchè nessuno società di assicurazioni al mondo assicura una centrale nucleare?
Condannare tanto chi rema contro (come chi nomini solitamente) è esattamente fare la stessa cosa, per cui sei proprio come loro ma non te ne accorgi..patetico.
alessio9
12 feb 2010 - 21:14 - #18#17 il ritorno al nucleare era nel programma del PDL e lga che hanno avuto quasi il 50% dei consensi.
q0w0e0
12 feb 2010 - 23:53 - #19Perché nessuna assicurazione assicura?
Risposta facile: In caso di danni da radiazioni è molto facile capire da dove vengono. Quindi l’assicurazione dovrebbe PAGARE.
Se invece ti viene un cancro ai polmoni per la centrale a carbone che hai a 20km da casa (vedi è IMPOSSIBILE dimostrare che l’assicurazione della centrale deve pagare i danni. Quindi come sempre è una questione di definizione delle responsabilità, cioé di denaro.
Peccato che i malati e i morti causati dalle emissioni delle centrali a carbone, in 1 ANNO, sono pari al numero di morti e malati di chernobyl…in 20 anni! Ma quelli tanto non vedranno mai un euro.
mastroAndrea http://www.siciliainvilla.it
13 feb 2010 - 01:07 - #20@alessio9
mi sa che ti 6 risposto da solo. Per un referendum ci vuole il 50% + 1 dei consensi, non QUASI il 50%. In ogni caso i referendum non scadono, quindi E’ ANCORA IN VIGORE quello dell’87!!
Ilaria68
13 feb 2010 - 01:19 - #21guarda , forse è meglio se IMPARI A LEGGERE e ti vai a spulciare i quesiti referendari del 1987 .
PERCHE’ MAI E POI MAI E’ STATO CHIESTO AGLI ITALIANI SE VOLEVANO ABBANDONARE IL NUCLEARE.
i referendum abrogavano solo le facilitazioni e gli indennizzi ai territori.
alter_ego
13 feb 2010 - 03:04 - #22@ bomba
Il regresso tecnologico e’ piu’ probabile con un adesione completa al rinnovabile, che e’ intrinsecamente inaffidabile e quindi prevede l’imposizione di una riduzione dei consumi radicale. E quindi un peggioramento delle condizioni di vita da te descritto.
.
Invece un’adesione parziale al rinnovabile prevede un mantenimento delle attuali condizioni di vita o rallentamento del miglioramento. Questo perche’ si manterrebbe comuqneu il sistema basato sugli idrocarburi.
Sarebbe infatti impossibile (o possibile ma suicida) smantellare le centrali e tutti i processi logistici ad esse collegati o comunque regolarli in funzione dell’intermittenza delle rinnovabili.
Si avrebbero quindi solo spreco di risorse (da qui il rallentamento del miglioramento delle codizioni di vita) per la costruzione di cattedrali nel deserto, senza nessuna riduzione dell’inuquinamento.
.
Il nucleare non fa altro che rallentare il miglioramento (costa comunque piu’ del carbone) ma con il grosso vantaggio che gli scarti non “stoccati” sparandoli in atmosfera come avverrebbe con il sistema rinnovabili+idrocarburi.
boio
13 feb 2010 - 03:09 - #23Grazie all’ignoranza mondiale la gente ha sempre temuto il nucleare. Un tempo alcuni famosi ingegneri chimici dissero che il nucleare sarebbe stato la via del futuro se fossimo riusciti a sviluppare la fusione in quanto avremmo garantito elevata quantità di energia per generazioni a basso consumo ( Edward Teller, Stanislaw Ulam e Leo Szilard).
Una frase detta dal precedente premio Nobel per la chimica fu una delle più belle mai sentite e più o meno disse questo ” la popolazione teme la nostra materia per ignoranza; se dovesse conoscere profondamente questo campo capirebbe perchè alcune scelte sono necessarie anche se non condivise”.
Lo scorso premio nobel per la fisica invece disse ” il nucleare è una manna per l’umanità e la via di fuga alla nostra necessità di energia. sarebbe stupido non sfruttarlo”.
L’interruzione dello sviluppo della ricerca o la riduzione ha impedito che venisse sviluppata la tecnologia della fusione, tecnologia che vedrà a luce nel primo prototipo dimostrativo ( se a padova e a frascati otterremo risultati accettabili) di reattore a fusione denominato ITER solo nel 2014.
Ringraziamo i detrattori di questa disciplina per aver rallentato gli sviluppi (fortunatamente nel resto del mondo la ricerca è proseguita ma problematiche sollevate dagli ambientalisti hanno rallentato il tutto)
bettogreen
13 feb 2010 - 10:03 - #24#17 il ritorno al nucleare era nel programma del PDL e lga che hanno avuto quasi il 50% dei consensi.
mannaggia, e chissà come mai quando si tratta di passare all’atto pratico poi succede che….
Cappellacci (PDL) : no al nucleare in Sardegna
Brunetta e Zaia (PDL-Lega): si al nucleare, ma non in Veneto
Alemanno e Polverini (PDL): il Lazio non ha bisogno di nucleare
Palese (PDL): vota la legge antinucleare pugliese impugnata dal governo
Lombardo (centrodestra): in Sicilia non le voglio
I conti non tornano, probabilmente sanno di poter perdere voti alle prossime regionali, ma se cosi fosse significherebbe solo una cosa:
sanno bene che gli italiani sono ancora contrari e se gli italiani sono contrari rimane una scelta antidemocratica.
glepri
13 feb 2010 - 16:05 - #25Ragazzi, è la prima volta che commento ma vi leggo da anni.
Per favore, anche se gli argomenti talvolta portano a linguaggi da iniziati, cercate sempre di farvi capire; e solo come esempio, una volta per tutte, cercate di non scambiare più cose come i kilowatt (kw) con i kilowattora (kwh).
Ed inoltre:
- usate sempre parole semplici e scrivete in buon italiano;
- usate pure l’ironia quando serve, ma non siate troppo ermetici;
- seppur esperti non fate i saccenti, come spesso accade ad un certo MaurizioSat;
- pensate, prima di scrivere (o peggio: prima di scrivere caxxate)!
- rileggete prima di inviare.
Così potremo leggervi meglio e più volentieri, e chiunque scriva, sarà meglio capito.
Grazie
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Ho appena inserito questo messaggio su un altro post di Ecoblog.
Quanto sopra vale naturalmente anche per i redattori del blog, ai quali invio anche l’invito a vagliare ed approfondire le news prima della pubblicazione.
In aggiunta, per i commentatori di questo post: e chi si limitasse un pochino nello scadere a livello di mera polemica politica, noo? Lo so che è difficile…
Saluti a tutti.
ix
13 feb 2010 - 17:17 - #26@ boio, io sono contraria al nucleare come è adesso, ma sono favorevole alla ricerca sulla fusione, e ben venga se si riesce a farla. ed è anche per questo che è da idioti costruire adesso delle centrali a fissione di terza generazione. perchè oltre che pericolosa e costosa è anche una tecnologia obsoleta. va messa nel museo e non sul territorio.
alessio9
13 feb 2010 - 18:48 - #27#26 quindi se avresti che ne sono il reattore ITER vicino casa saresti favorevole?
ix
13 feb 2010 - 21:53 - #28scusa alessio ma io non ho molte nozioni tecniche e non so bene cosa è il reattore iter. Ma: se questo fosse un reattore sicuro, che non lascia scorie radioattive e che non spreca acqua potabile per il raffreddamento (o almeno che la ricicla usando sempre la stessa senza succhiare dalla falda o dalla sorgente), allora forse potrei anche favorevole ad averlo vicino casa. ma solo se ce ne fosse veramente bisogno sul posto (cioè, non per produrre energia che verrà consumata a centinaia di km di distanza) e a condizione che smantellino la turbogas costruita a 2 passi da casa mia contro la volontà di tutta la popolazione residente, e che si impegnino in modo vincolante a non costruire inceneritori, raffinerie e altri mostri del genere. ma tieni presente che la mia è una zona sismica, e anche questo è un rischio da non sottovalutare.
glepri
14 feb 2010 - 12:24 - #29@ ix, #28: sono d’accordo con te.
@ alessio9: se vuoi che ti si capisca meglio, tieni conto del 6° e 10° rigo del
messaggio #25!
alexandroz
14 feb 2010 - 17:06 - #30q0w0e0..ma che risposta è??? Il problema è che chi ha votato a destra o a sinistra alle scorse elezioni non si può sapere se fosse d’accordo con la totalità del programma.