Nel Salento il cemento minaccia gli ulivi secolari

Una nuova norma comunale minaccia gli uliveti di Nard�²

Gli ulivi secolari sono probabilmente il simbolo più conosciuto e diffuso delle bellezze del paesaggio salentino. Si potrebbe addirittura dire che buona parte del recente sviluppo turistico di questa splendida parte della Puglia derivi proprio dalla notorietà conquistata dagli ulivi del Salento e dallo splendido paesaggio in cui sono inseriti.

Ora, però, questi capolavori della natura sono in pericolo. Almeno in alcuni comuni. Uno su tutti, Nardò dove la locale amministrazione comunale vorrebbe approvare un regolamento che dimezza, da 10.000 a 5.000, i metri quadrati di terreno necessari per accatastare un caseggiato come agricolo. Basterebbe, così, un piccolo fazzoletto di terra per costruire una casa in campagna da abitare o da vendere al miglior offerente.

L'intenzione dell'amministrazione di Nardò, molto probabilmente, è quella di "mettere a frutto" un paesaggio così bello che indubbiamente è molto attrattivo per chi ama la campagna ed ha il gusto e il piacere di viverci. Edilizia per pochi, magari, di quella fatta bene e venduta cara. L'idea, per un certo verso, potrebbe anche essere apprezzabile: una buona valorizzazione (anche economica) delle campagne potrebbe aiutare a tutelare la campagna stessa.

Il rischio serio, però, è quello di colonizzare un territorio splendido di villette di campagna e, in un secondo tempo, strade e stradine di collegamento. In altri termini: cementificazione. Sarebbe veramente un peccato, sarebbe l'opposto della valorizzazione. Senza alcuna intenzione polemica, e considerando che di splendidi angoli di campagna tutta l'Italia è piena, è lecito chiedersi: dove si trova il limite invalicabile tra ripopolamento e invasione delle campagne? Quando la valorizzazione stravolge gli intenti di tutela?

Via | Il Paese nuovo
Foto | Flickr

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