Saline Joniche, giovedì il Minambiente deciderà sulla centrale a carbone

In Calabria, per la precisione a Montebello Jonico in provincia di Reggio Calabria, potrebbe sorgere una centrale a carbone da 1320 MW. La richiesta di autorizzazione avanzata dalla Sei (Saline Energie Ioniche) per la centrale di Saline Joniche dovrebbe essere presa in esame dal Servizio Via-Vas del Ministero dell'Ambiente giovedì. Sembra strano, in un periodo in cui si fa tanto parlare di riduzione delle emissioni di CO2, vedere che ci sono ancora progetti per nuove centrali termoelettriche a carbone.

La centrale di Saline Joniche, infatti, ancora non esiste: la Sei la vuole costruire da zero in un'area industriale dismessa. Si tratta dell'ex stabilimento Liquichimica mai entrato in funzione e, di fatto, nato morto. Approfittando dell'ampia area industriale dismessa e del molo già esistente Sei vorrebbe riconvertire tutto in una grossa centrale elettrica a polverino di carbone.

Due linee parallele da 660 MW con possibilità di bruciare anche biomassa locale fino al 5% del combustibile totale. Per biomassa Sei intende soprattutto gli scarti dell'industria dell'olio.

Questo progetto ha scatenato polemiche infinite: il sindaco di Montebello Jonico attende di capire cosa dirà il Ministero in merito e non si è ancora pronunciato chiaramente ma la Regione Calabria ha già fatto sapere che di carbone non vuole sentirne parlare. La Sei, dal canto suo, ha investito molto in comunicazione e ha prodotto anche il video che vedete e che, contemporaneamente, glorifica la centrale e sminuisce il ruolo che le rinnovabili possono avere in Calabria e non solo.

Leggendo la Sintesi non tecnica dello Studio di impatto ambientale depositata dalla Sei al Ministero dell'Ambiente, si trovano particolari interessanti come il fatto che tale centrale sarà "CO2 capture ready". Cioè nasce già predisposta all'accoglimento di un sistema di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS). Su questo particolare, però, è già arrivata la critica di Legambiente Calabria che ha fatto notare che la CCS è una tecnologia che, nei fatti, ancora non esiste e che sarà disponibile per l'applicazione su larga scala non prima del 2020. Oggi ci sono solo sperimentazioni.

In dieci anni, però, una centrale a carbone di CO2 ne emette parecchia allontanando l'Italia da qualunque proposito di riduzione delle emissioni.

Via | Montebellojonico.blogspot.com
Video | YouTube

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