Liveblogging: Citroën presenta l'auto elettrica C-Zero, l'ibrido Revolt-e e Berlingo Venturi

C-Zero, l’ibrido Revolt-e e Berlingo Venturi

Sono a Roma per il liveblogging e Jean Philippe Imparato direttore della filiale italiana chiede aiuto ai presenti, tra giornalisti e blogger una sessantina, per conoscere quali siano le necessità dei clienti che sceglieranno un auto elettrica. In pratica stamattina sono presentate C-Zero, veicolo elettrico, Berlingo Venturi veicolo da trasporto sempre elettrico con un autonomia di 100km e REVOLTe, ibrida de luxe destinata al mercato femminile, con cui Citroën spera di bissare il clamoroso successo che fu della 2CV.

Ha preso la parola Peter il responsabile della mobilità sostenibile. Il primo obiettivo è la riduzione delle emissioni e la sicurezza. Il gruppo si definisce un passo avanti nella soluzione di mobilità per il futuro. L'obiettivo è diventare più globali e nei prossimi 10 anni l'85% della crescita automobilistica proverrà dai mercati asiatici e America latina. Una delle ambizioni è lo sviluppo responsabile abbinato a un comportamento etico e morale. Alla base la questione del cambiamento climatico ma la mobilità delle auto sono una delle chiavi per lo sviluppo. Ma sappiamo anche che le auto inquinano e dunque la strategia è mettere sui mercati auto che non inquinano. Ci sono attività di ricerca sia sulla diminuzione delle emissioni sia sui veicoli elettrici. Le auto usano circa il 20% di materiali riciclati, biopolimeri o fibre. L'uso di questi materiali consente di incrementare l'industria del riciclo e di alleggerire il peso dell'auto contribuendo a ridurre le emissioni di CO2.
C-Zero, l’ibrido Revolt-e e Berlingo Venturi

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Citroën afferma che l'impegno è rivolto anche alle aziende che seguono un programma di riduzione dei consumi e di non spreco delle risorse. In totale nel mondo nelle aziende Citroën lavorano 180mila persone, dunque viene sottolineato il patto etico sul piano delle condizioni lavorative. Infine, viene sottolineato che molti studi si stanno concentrando sul come sarà la mobilità del futuro, anticipando le richieste del cliente del futuro pensando a prodotti e servizi post-petrolio.

Prende la parola Tibo Demesmet, direzione strategia dei progetti che tratterà l'ibrido e lo stop and start. Citroën entro il 2011 uscirà con un motore a 3 cilindri con emissioni di 90 grammi di CO2. Per fare un passo in più è necessario un veicolo micro ibrido con uno starter-alternatore: il motore viene spento quando c'è una decelerazione e il motore viene attivato quando c'è un accelerazione. L'elettronica sarà integrata nel motore per la riduzione del consumo di combustibile del 10-15%.

Il micro ibrido risulta meno costoso. C'è una soluzione con medio ibrido adottata negli Usa ma 4 volte più cara e il risparmio è il doppio e hanno deciso di concentrarsi sulla soluzione ibrida totale con motore piccolo a benzina, una batteria di 300 volt e alimentazione attraverso il motore elettrico posto sull'asse posteriore. Soluzione preferita perché c'è anche la possibilità di avere trazione integrale. Questo sistema verrà lanciato con la Citroën DS5, motore elettrico di 27 kW e 200 hp e avrà la potenza di una V6 e le emissioni di una 3 cilindri, ma l'autonomia elettrica è di 5 Km. Non funziona come motore elettrico in senso più ampio. In Francia l'80% della popolazione guida per meno di 60 Km e con un autonomia di 5km si può usare ogni giorno. Il principale problema dei veicoli elettrici è la batteria.

Natalia Arnmengol presenta la strategia Citroën che dall'89 ha iniziato a vendere veicoli elettrici. Oggi si può scegliere di non avere una macchina e spiega che lei stessa non ha una macchina. Oggi c'è molta ricerca sulle batterie e importanti sono gli incentivi fiscali. In Italia è un po' diverso, ma in tutta Europa viene incoraggiato l'acquisto delle auto elettriche. C'è molta ricerca sulle infrastrutture delle ricariche. Il progetto europeo è lavorare assieme alla creazione delle infrastrutture. Oggi la gente non usa davvero la macchina che è parcheggiata il 90% del tempo e il problema dell'autonomia è più nella testa che nella realtà. Oggi siamo arrivati ad un autonomia di batteria a 130 Km e il prezzo dal 2020 andrà a scendere perché saranno più potenti e sarà possibile diminuire i prezzi. La proposta è avere una piccola auto elettrica per gli spostamenti brevi in città e un auto termica ibrida per gli spostamenti più lunghi. Dal 2011 arriveranno 50mila auto elettriche.

La vita della batteria oggi è di 3 anni, ma l'obiettivo è di arrivare a 5 anni e al riciclo. Il tempo di ricarica della batteria è di 6 ore e la ricarica rapida di 30 minuti arriva all'80% della batteria. Oggi si sta studiando come offrire il veicolo elettrico la cui distribuzione e servizi non avverranno come per il veicolo termico e si pensa piuttosto a un leasing. I servizi includeranno flotte e partnership con le compagnie energetiche e sarà anche sviluppato in Italia. Ma le novità saranno presentate al Salone di Ginevra. L'obiettivo è portare i prezzi in competizione tra veicolo termico e veicolo elettrico.

L'ultimo intervento è di Philippe Holland del settore design che ha presentato idee e immagini di quella che potrebbe essere un auto del futuro, ma onestamente è sembrato piuttosto un libro dei sogni e dei disegni.

Risposte alle vostre domande.

Nel pacchetto dell'offerta ci saranno soluzioni italianizzate e dedicate al mercato con l'idea che il cliente non sarà lasciato solo sopratutto riferito alle ricariche. Il cambiamento si deve accompagnare con un pacchetto che predisponga ad accettare senza danni collaterali le nuove soluzioni.
@gbettanini
Il costo complessivo è paragonabile, con tasse, incentivi ecc. e il target con l'offerta della macchina in gamma il target del lancio all'ultimo trimestre 2010 sopratutto se non voglio avere un effetto moda.
@MastroAndrea
Per le batterie ci sono due tipologie e ci sono soluzioni per riciclarle e per crearne di nuove e dipenderà dai veicoli elettrici in commercio. Per ora ne sono poche. Seconda questione com'è prodotta l'energia: in Francia è nucleare e non c'è grande coinvolgimento di emissioni. In Germania ci sono centrali a carboni e ovviamente non sono così performanti come in Francia o Norvegia.
@Antonio Calapai
Glissata la risposta
@Tassinari Mauro
Purtroppo non hanno risposto
@alfag
Hanno genericamente risposto che sono nella preparazione delle procedure di riciclo.

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