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Taranto, per non morire di diossina arrivano le "analisi fai da te"

Pubblicato: 16 feb 2010 da Peppe Croce

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Non ce la fa proprio più la città di Taranto a sopportare le altissime concentrazioni di diossina emesse soprattutto dall’acciaieria Ilva, il più grande stabilimento siderurgico d’Europa che, da solo, emette oltre il 90% della diossina e del Pcb presenti nell’aria italiana. Di questo argomento Ecoblog si è già occupato nei mesi scorsi ma occorre ritornarvi perchè, a sentire le ultime novità provenienti dal territorio, a quanto pare non è cambiato molto.

Dopo l’abbattimento di centinaia e centinaia di capi di bestiame in provincia di Taranto a causa della contaminazione da diossina del latte e della carne degli animali, arrivarono una buona notizia e una cattiva. La buona fu la legge antidiossina del 2009 mentre la cattiva è stato l’ok del Ministero dell’Ambiente all’ampliamento del polo petrolchimico Eni che aggiungerà ulteriore inquinamento nell’aria di Taranto.

Il problema vero, però, che anche la buona notizia, alla fine della fiera, tanto buona non è perchè secondo i comitati locali i rilevamenti delle emissioni di diossina sarebbero insufficienti: non tutti i camini, infatti, sarebbero monitorati e di conseguenza è troppo facile per l’industria siderurgica rispettare i limiti di legge. Ecco, allora, che i tarantini si sono inventati il “fondo antidiossina”.

Si tratta, in sostanza, di un fondo che raccoglie donazioni gratuite per pagare le analisi mediche ai cittadini: se non è possibile, per la gente comune, andare a vedere cosa esce dal camino, almeno è possibile andare a vedere cosa entra nel sangue. Possibile ma costoso. Ecco quindi il senso di questo fondo (che ha anche un comitato di garanti al quale partecipano un magistrato e un dirigente della Polizia di Stato) che dovrebbe servire a fare una statistica “dal basso” su quanto la popolazione di Taranto, di sicuro molto esposta a diossina e Pcb, soffra dal punto di vista medico.

Certo, la proposta è comprensibile ma lascia perplessi: un monitoraggio del genere è naturalmente esposto alle critiche di quanti vogliano minimizzare le emissioni e le loro conseguenze. Ma, allo stesso tempo, pizzica il vero nervo scoperto della questione diossina a Taranto: perchè i controlli non li fa chi dovrebbe? Perchè c’è bisogno che i cittadini si autotassino per capire quanto veleno respirano ogni giorno?

Via | Forum Ambiente e Salute, nodiossina.regione.puglia.it
Video | YouTube

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3 commenti

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  • Profilo di loco_z

    loco_z

    16 feb 2010 - 16:20 - #1
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    Che senso ha fare gli esami di quanto sono malato a causa inquinamento?
    oramai siamo già stati inquinati!!! Non ci rimane che fare la fine dei capi di bestiame!!!
    Bisogna fare gli esami giusti e bene e far rispettare le leggi in modo da non inquinare (utopistico, lo so…diciamo allora INQUINARE MENO).

  • Zuzzo

    16 feb 2010 - 17:28 - #2
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    Dovrebbero mettere a ferro e fuoco la città, altro che fondo anti diossina!
    Ma si sa, le proteste serie si fanno solo quando perde la squadra del cuore :(

  • @zorro

    16 feb 2010 - 18:16 - #3
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    dovrebbero semplicemente far rispettare i limiti di emissione .
    D’ALEMA dovrebbe dir qualcosa in proposito , visto che è la sua regione , governata dal suo partito , e visto che il sindaco è suo amico ed il pool di magistrati sono stati candidati con lui …..
    invece di lagnarsi ……bisognerebbe darsi una mossa.