Taranto, per non morire di diossina arrivano le "analisi fai da te"

Non ce la fa proprio più la città di Taranto a sopportare le altissime concentrazioni di diossina emesse soprattutto dall'acciaieria Ilva, il più grande stabilimento siderurgico d'Europa che, da solo, emette oltre il 90% della diossina e del Pcb presenti nell'aria italiana. Di questo argomento Ecoblog si è già occupato nei mesi scorsi ma occorre ritornarvi perchè, a sentire le ultime novità provenienti dal territorio, a quanto pare non è cambiato molto.

Dopo l'abbattimento di centinaia e centinaia di capi di bestiame in provincia di Taranto a causa della contaminazione da diossina del latte e della carne degli animali, arrivarono una buona notizia e una cattiva. La buona fu la legge antidiossina del 2009 mentre la cattiva è stato l'ok del Ministero dell'Ambiente all'ampliamento del polo petrolchimico Eni che aggiungerà ulteriore inquinamento nell'aria di Taranto.

Il problema vero, però, che anche la buona notizia, alla fine della fiera, tanto buona non è perchè secondo i comitati locali i rilevamenti delle emissioni di diossina sarebbero insufficienti: non tutti i camini, infatti, sarebbero monitorati e di conseguenza è troppo facile per l'industria siderurgica rispettare i limiti di legge. Ecco, allora, che i tarantini si sono inventati il "fondo antidiossina".

Si tratta, in sostanza, di un fondo che raccoglie donazioni gratuite per pagare le analisi mediche ai cittadini: se non è possibile, per la gente comune, andare a vedere cosa esce dal camino, almeno è possibile andare a vedere cosa entra nel sangue. Possibile ma costoso. Ecco quindi il senso di questo fondo (che ha anche un comitato di garanti al quale partecipano un magistrato e un dirigente della Polizia di Stato) che dovrebbe servire a fare una statistica "dal basso" su quanto la popolazione di Taranto, di sicuro molto esposta a diossina e Pcb, soffra dal punto di vista medico.

Certo, la proposta è comprensibile ma lascia perplessi: un monitoraggio del genere è naturalmente esposto alle critiche di quanti vogliano minimizzare le emissioni e le loro conseguenze. Ma, allo stesso tempo, pizzica il vero nervo scoperto della questione diossina a Taranto: perchè i controlli non li fa chi dovrebbe? Perchè c'è bisogno che i cittadini si autotassino per capire quanto veleno respirano ogni giorno?

Via | Forum Ambiente e Salute, nodiossina.regione.puglia.it
Video | YouTube

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