
Ammontano a 20 milioni di euro gli stanziamenti previsti dal bando appena emanato dal Ministero per le Politiche agricole alimentari e forestali che incentiva la costruzione di impianti di produzione di energia da biomassa e biogas. Il bando sarà gestito dall’Enama, l’ente nazionale per la meccanizzazione agricola, e si rivolge a imprese agricole, consorzi agricoli e imprese forestali.
Leggendo il bando si scopre che verranno preferiti gli impianti piccoli: sotto il megawatt nel caso si produca solo energia elettrica, sotto i due se si recupera almeno il 30% del calore prodotto. In ogni caso, però, non potrà essere finanziato più del 40% dell’impianto e non si potrà cumulare il finanziamento con altri già ricevuti. Servono, quindi, un bel po’ di soldi per partecipare al bando. A meno che non si voglia fare un impianto molto piccolo, collegato all’azienda agricola o forestale, per recuperare energia dagli scarti della produzione.
Se si vorrà costruire da zero una piccola centrale a bomassa, o un impianto di produzione di biogas, invece, l’azienda dovrà avere già un solido bilancio economico. L’importo massimo erogato, infatti, non potrà superare in nessun caso il mezzo milione di euro. Sarà interessante, per avere una fotografia del settore in Italia, andare a vedere quali tipi di impianti riusciranno a rientrare nei finanziamenti.
vac
18 feb 2010 - 14:34 - #1Io VIETEREI la costruzione di impianti che non prevedano il recupero termico.
ix
18 feb 2010 - 15:27 - #2forse i nostri politici si sono finalmente accorti del peak-oil?? meglio tardi che mai. purchè in questi impianti a biomassa non si bruci la monnezza, nella tradizione italiana delle “fonti assimilabili”……
Gengis Khan
18 feb 2010 - 16:50 - #3La legna usata in questo modo è pura follia… Anche perchè il costo del trasporto del legname e del materiale da “bio”-valorizzare in un paese senza vie di trasporto passive fluviali come l’Italia è fallimentare in partenza. Sopravviverà solo se finanziato pesantemente, ovvero chi usufruirà di quella energia finale, l’avrà pagata 3-4 volte più cara rispetto ad esempio all’idroelettrico.
zero1
18 feb 2010 - 17:20 - #4mi pare che nessuno abbia parlato di cippato e legno vergine
si tratta di scarti dell’agricoltura, non di produzione ad hoc, la legna è preziosa per il riscaldaemento domestico
zero1
19 feb 2010 - 11:50 - #5leggete: impianto da 1MW che brucia le potature di ulivi nel salento, biomassa disponibile nel raggio di 10km oggi sprecata
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Economia%20e%20Lavoro/risparmio-energetico/business/ulivo-calimera-biomasse.shtml?uuid=6aa85490-1cb5-11df-b3cb-2ae1f2a090b3&DocRulesView=Libero