Vedere un abito interamente fatto di preservativi non capita tutti i giorni, se non agli amanti dell’Upcycle e a chi frequenta sfilate e musei del riciclo in giro per il mondo, figuriamoci un’intera collezione. Eppure sto per parlarvi di un’intera linea di abiti fatti di preservativi.
Tre anni fa, quando Emma Kaywin faceva la stagista presso un’associazione per la lotta all’HIV, si accorse di quanti preservativi scaduti stessero per essere buttati via. Così chiese di poterli riutilizzare, ed ecco oggi la sua collezione di abiti fatti di preservativi scaduti.
Li indossereste mai? Pensate a quanti si girerebbero a guardare chi passa per strada indossando un abito fatto di preservativi: forse si riuscirebbe a destare più attenzione con uno di questi abiti addosso che con 100 campagne che promuovono il riciclo e la prevenzione.
via | ecouterre
claudio_
19 feb 2010 - 10:43 - #1Salvo che la cosa sia schifosa dubito molto che si possa anche solo accennare ad ecologia o riciclo ma ad uso diverso!
axe
19 feb 2010 - 11:10 - #2spero siano usati, altrimenti che senso ha buttare via centinaia di scatole di carta, cartone e cellophane per un’abito che non indosserà nessuno.
I problemi sono ben altri:
- 4 livelli di pakage x ogni preservativo, utili sono alle ditte di imballaggio;
- dopo l’uso vengono buttati nel cesso, finiscono in mare e soffocano i pesci;
- non sono un farmaco quindi non risolvono per niente al problema dell’HIV, casomai servono a contenerlo, ma in africa dove il problema è maggiore non lo vogliono usare x questione di virilità non di etica.
zero1
19 feb 2010 - 12:11 - #3di ecologico non c’è proprio nulla, pure di cattivo gusto…
zuk
19 feb 2010 - 12:28 - #4@Axe
-Non risolvo il problema dell’HIV quando ormai c’è ma lo prevengono nel senso che evitano di fartelo prendere.
- Se la gente è ignorante e li butta nel cesso non è colpa del preservativo in quante tale ma dell’ignoranza delle cose.
- Quando comperi un prodotto a cui affidi il fatto di non diventare padre è giusto che sia trasportato e stoccato in qualcosa che mi garantisca l’integrità dello stesso.
Simone82
19 feb 2010 - 12:51 - #5Per quanto riguarda l’universo “moda sostenibile”, si può leggere un interessante approfondimento nel nuovo numero del magazine online Co+Housing dedicato al Critical Fashion.
http://www.co-housing.it/editoriale4-ricicliamo-il-mondo-della-moda/
tetsuro-2
19 feb 2010 - 13:23 - #6Indossali tu missunderstanding.
zero1
19 feb 2010 - 16:31 - #7ma maurizio, la modella è nuda, quei preservativi le servono per quello, girando nuda si combina senz’altro ^^