Primates in Peril: le 25 specie più a rischio

E' stato presentato oggi allo zoo di Bristol il documento "Primates in Peril: The World's 25 Most Endangered Primates, 2008-2010". I risultati emersi, purtroppo, sono tristemente sconfortanti: quasi la metà di tutte le specie di primati, oggi, sono in pericolo di estinzione. Tra le cause principali, sono da annoverare in primis la distruzione delle foreste tropicali, seguita dal commercio illegale di animali selvatici e la caccia, sia essa legale o illegale...

Per alcune di queste specie la situazione è davvero disperata: è il caso del Presbite dalla testa bianca (Trachypithecus p. poliocephalus), che si trova solo nell'isola di Cat Ba nel Golfo del Tonchino, a nord-est del Vietnam, dove restano solo 60 - 70 individui. Ma, del resto, il quadro è luttuoso anche per il Lepilemure settentrionale (Lepilemur septentrionalis), appena 100 esemplari in Madagascar, e per il Gibbone di Hainan nel nord-est del Vietnam -solo 110 individui..-. Inoltre, delle 25 specie di primati più as rischio, 11 sono asiatiche, 5 si trovano in Madagascar, 6 in Africa e 3 nell'America centro-meridionale.

L’obiettivo di questa "Top 25" è evidenziare i primati più a rischio, sensibilizzando l’opinione pubblica e incoraggiando i governi a impegnarsi nell’introduzione e nell’incremento di misure a protezione delle specie. Eppure, nonostante la situazione per alcune specie sia disperata, non mancano esempi di successo di recupero di specie simbolo come quello della scimmia leonina nera (chrysopygus Leontopithecus) del Brasile che è uscita dalla lista degli animali in pericolo critico o della scimmia leonina dorata (Leontopithecus Rosalia) che pare fuori pericolo dal 2003.

ha fatto sapere, in un'intervista rilasciata all'Independent, Russel Mittermeier, il presidente della Commissione primati della Iucn. Insomma, se i governi si impegneranno, entro breve, potremmo essere ancora in tempo..

Via | Primates in peril
Foto | Flickr

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