Anev e Legambiente: "Eolico è bello"

Legambiente e Anev promuovono la bellezza dell\'eolico

Ieri a Roma in un convegno voluto da Anev e Legambiente, dall'emblematico titolo "Il vento fa bene all'Italia", si è discusso di paesaggistica e di impianti eolici. Sono note le posizioni di alcuni sindaci che reggono il fronte del no agli impianti eolici, accusati di deturpare il paesaggio. Molto no sono rivolti anche agli impianti eolici off-shore.

L'occasione, invece, è stata usata per proporre una nuova immagine degli impianti eolici visti con gli occhi di due fotografi, Pablo Balbontin e Luca Marinelli che hanno presentato il loro libro fotografico intitolato "Smisurati giganti?" (Casa Editrice Alinea di Firenze) evidente omaggio a Don Chisciotte, che riprende in 30 scatti la "la modernità dell'eolico nel paesaggio italiano".

I dati presentati al convegno da Legambiente parlano chiaro:

In Europa solo nel 2009 sono stati complessivamente installati ben 10.163 MW, mentre nessun’altra fonte energetica ha avuto una performance paragonabile. Secondo i dati Ewea, in Germania lo scorso anno sono stati 1.917 i MW installati e la capacità totale installata da fonte eolica ha raggiunto 25.777 MW. In Spagna si è arrivati a fine 2009 a 19.149 MW installati con un record di 2.459 MW installati quest’anno, in Francia a 4.492 con 1.088 MW installati nel 2009, stesse performance nel Regno Unito (4.051 MW totali e 1.077 lo scorso anno). Il GWEC – Global Wind Energy Association ha annunciato che il Potenziale Eolico Mondiale è cresciuto del 31% nel 2009 con il primato di USA, Cina e India.


A complicare, però una strutturazione organica delle pale eoliche sul territorio italiano l'assenza delle Linee guida. Spiega Edoardo Zanchini reponsabile Energia di Legambiente:

Occorre finalmente introdurre regole chiare e mettere al centro il tema dell’integrazione nel paesaggio dell’eolico. Una responsabilità che spetta in primo luogo al Governo, da cui si attendono le Linee Guida, a cui però devono far seguito precise indicazioni da parte delle Regioni per uno sviluppo adeguato e pianificato dell’eolico. Ciò vuol dire indicare con chiarezza le aree in cui vietare la costruzione degli impianti per motivi naturalistici e storico-archeologici, e insieme fissare le attenzioni e le procedure più trasparenti per svilupparlo nelle aree più idonee in cui il vento lo consente. La sfida consiste nel trovare la sintesi più efficace tra l’immagine di modernità dell’eolico e i caratteri tipici dei diversi paesaggi italiani.

Foto | Flickr

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