Aosta era una città inquinata da PM10, le temibili polveri sottili che da questo inverno attanagliano molte metropoli italiane. La crisi più preoccupante in Pianura Padana dove già per 35 volte, il massimo limite consentito, ci sono stati sforamenti. Cosa fare? I sindaci di 80 comuni hanno proposto uno stop al traffico per il 28 febbraio prossimo, che cade di domenica. L’iniziativa però non miete consensi né dall’ACI, ma d’altronde Cicero pro domo sua, né da Delio Donzel, assessore all’ambiente al Comune di Aosta che spiega a Il Giornale:
Il lunedì siamo da capo. Un giorno solo è inutile.
Donzel sa di cosa parla: a Aosta, nel passato, il limite è stato superato in un anno per 70 volte. Lo scorso anno, dopo la cura Donzel, il limite ammissibile di PM10 è stato infranto 9 volte nell’area urbana e 19 volte nell’area industriale. Quest’anno solo 2 volte. Dice Donzel che non c’è nessun segreto ma una serie di misure da prendere contemporaneamente per indurre i cittadini a cambiare mentalità. Una prima azione consiste nell’adottare le targhe alterne. Spiega Donzel:
Da ottobre 2005 a marzo 2006 abbiamo imposto le targhe alterne. È stato fondamentale per modificare la mentalità dei cittadini: lasciare l’auto nei parcheggi esterni è diventata un’abitudine. Non abbiamo più ripetuto le targhe alterne. Rimane il divieto di circolazione in centro per gli Euro zero, da novembre a fine marzo. E sono state aumentate le zone blu, per avere parcheggi liberi e non congestionare il traffico.La flotta è stata tutta trasformata a metano. Abbiamo introdotto un sistema di bus a chiamata per le zone poco frequentate, per ridurre i viaggi inutili. E poi ci sono le biciclette comunali. Abbiamo trasformato a metano il riscaldamento di tutti gli stabili comunali e a breve partiremo con la distribuzione di merci nel centro storico effettuata solo con mezzi a metano o ecologici.
Foto | Informagiovani
gbettanini
22 feb 2010 - 11:33 - #1“È stato fondamentale per modificare la mentalità dei cittadini: lasciare l’auto nei parcheggi esterni è diventata un’abitudine. ”
Si, si belle parole…… Il problema è che non vengono ben tenute in conto le ‘esternalità’ di questi provvedimenti. Ricadute economiche, psicologiche e sociali.
A mio avviso la limitazione forzata della circolazione è un attacco alle libertà personali dell’individuo, è una questione innanzitutto di principio che va combattuta con forza.
Poi si discuterà dell’inquinamento e del diritto a non essere avvelenati dai gas di scarico… cosa che per altro ognuno almeno nelle case e nei luoghi chiusi può gestire con impianti di purificazione e filtraggio dell’aria.
zero1
22 feb 2010 - 11:38 - #2ecco: metano, metano, metano e ancora metano
in tutta la pianura padana bisogna mettere al bando gli impianti a riscaldamento a gasolio negli stabili pubblici passando a metano (salvo problemi seri di allacciamento alla rete) aggiungendo gli impianti di solare termico
sostituire gli autobus con mezzi a metano
aggiungere colonnine di ricarica nei distributori di benzina
fare controlli seri ai camion in viaggio per verificare che rispettino gli standard di emissioni e di sicurezza
spingere di più sulla cogenerazione delle aziende e nell’aumento dell’efficienza
togliere auto blu inutili, tipo il 90% di quelle che abbiamo, e passare da macchinoni a macchine anche nel rispetto della povera gente
volere è potere, e con che soldi? magari con l’accisa sul terremoto di messina, sull’inondazione del vajont, su qualche guerra che è passata da 50 anni
Edoardo81
22 feb 2010 - 13:40 - #3@ #1:
Stiamo scherzando vero? Quindi il divieto di fumare nei luoghi pubblici è una violazione della libertà personale? C’è prima il diritto di fumare dove e come pare che non il dovere di non avvelenare gli altri?
No. Prima viene il diritto alla salute di tutti, poi il diritto alla mobilità, che tra l’altro non è nemmeno messa in discussione da queste misure, solo non ti è permesso circolare rendendo l’aria irrespirabile.
Ottime a mio parere le misure intraprese da Aosta.
Vivo nella “fumosa” pianura Padana, non posso che non solo chiedere ma anche pretendere di essere tutelato. Qui ormai siamo in una serra avvelenata…
@Gbettanini
22 feb 2010 - 18:01 - #4@Gbettanini
Il tuo egoismo è impressionante e’ superato solo dalla tua arroganza.
@Zero1
Prima o poi il metano finirà; ed allora saranno guai!
@Edoardo81
QUOTONE!
gbettanini
22 feb 2010 - 19:23 - #5@edoardo e @@me
Se la preoccupazione fosse la salute dei cittadini si direbbe:
-Mettete apparecchi filtranti nelle case e negli uffici;
-Fuori casa proteggetevi con mascherine UNI-EN149.
Sentito mai niente del genere nei tg?
guagnelz
22 feb 2010 - 23:33 - #6A parte che le informazioni ci sono già, ma non sono divulgate, p.e. nella mia regione:
http://www.arpa.emr.it/pubblicazioni/aria/generale_125.asp
poi i filtri in casa non servono così tanto.
Il vero problema è fuori: io ho il diritto di fare attività all’aria aperta senza che possa ammalarmi a causa dei pm. Questa è la libertà. (Devo fare ciclismo con la mascherina?)
kasparov
23 feb 2010 - 02:30 - #7Ho da poco scoperto che negli Usa i limiti EPA per il Pm10 sono di 150, il triplo che da noi. Inutile dire che anche Milano rientra ampiamente in tale limite. Se ne fregano della salute, negli Usa?
Ho idea che siamo noi a dover “educare” i politici a non fare idiozie, non il contrario..
gbettanini ovviamente ha ragione: la deriva dirigista e per certi versi totalitaria dei politici è preoccupante, così come le loro pretese moralizzatrici.
Noi viviamo la vita che pare a noi, e non quella che pare a loro, parassiti burocrati che non sono altro. Chiaro?