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Le rinnovabili ai tempi di Facebook

Pubblicato: 22 feb 2010 da Peppe Croce

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Moncada Energy cerca affari su Facebook

Il vulcanico imprenditore agrigentino Salvatore Moncada, titolare della ormai notissima Moncada Energy e meglio noto come il re siciliano dell’eolico, torna agli onori della cronaca. Dopo aver dato il via alla filiera siciliana del fotovoltaico, inaugurando una fabbrica di pannelli solari in provincia di Caltanissetta, ora Moncada scopre i social network e intravede un’opportunità di business in Facebook.

E’ appena nato, infatti, il gruppo “Moncada Energy Group si attiva per i giovani che vogliono fare impresa“. L’iniziativa è singolare ma non unica. Il noto social network, infatti, pullula di gruppi di acquisto solidali finalizzati alla realizzazione di impianti fotovoltaici o eolici ma, in questo caso, si tratta di qualcosa di più. La proposta di Moncada, infatti, è molto più “aziendale” e promette di “sistemare” 1.000 agrigentini offrendo un reddito di circa 1.500 euro netti mensili per 20 anni. Manco a dirlo, gli iscritti al gruppo sono già quasi 1.000… Ma come funziona la proposta di Moncada?

Innanzitutto per partecipare non bisogna avere più di 35 anni e avere a disposizione un ettaro di terreno agricolo senza vincoli. Tutti gli aspiranti verranno riuniti in gruppi di 51 membri e per ogni gruppo si farà una società che vedrà l’imprenditore agrigentino come socio al 49% e avrà il compito di realizzare 51 impianti fotovoltaici da 200 Kw ciascuno.

A questo punto Moncada ci mette i soldi (36 milioni di euro), i pannelli e tutta la trafila burocratica. Che non sarà eccessiva perchè gli impianti fino a 200 Kw non hanno bisogno di autorizzazioni. I giovani volenterosi, invece, dovranno metterci il tempo libero e garantire una visita quotidiana al mini parco fotovoltaico, la pulizia dei pannelli e la pulizia del terreno dalle erbacce mentre la manutenzione elettrica sarà a carico di Moncada.

Che dire, quanto meno l’idea è originale e da tutti poteva venire tranne che da un’azienda, la Moncada energy, che vuol fare business con Facebook ma che non ha neanche una pagina su Facebook. Il titolare Salvatore Moncada, invece, ha un suo profilo, ma dal numero di amici che ha intuisco che lo usi solo per scopi personali o poco più. L’idea, ovviamente, ha i suoi pro e i suoi contro. Tra i primi mi sembra interessante il dialogo diretto tra azienda e proprietario del terreno che permette di saltare l’anello critico della catena: lo “sviluppatore”, cioè quella “figura professionale”, così abbondante in Sicilia, che tanto ricorda il sensale.

Tra i lati negativi, invece, c’è di sicuro la complessità di mettere insieme 51 persone che non si sono mai viste, riunirle in una sola azienda e farle collaborare per vent’anni. I conti economici, invece, li lascio ai nostri lettori che sono sempre molto attenti a questo argomento…

Via | Facebook
Foto | Flickr

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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di zero1

    zero1

    22 feb 2010 - 18:04 - #1
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    ma non ci deve essere deserto sotto i pannelli solari (”togliere le erbacce”)
    devono fare gli impianti sollevati dal terreno e lasciare che la natura si sviluppi sotto, certo che non crescano alberi…

  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    22 feb 2010 - 18:59 - #2
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    Assistenzialismo per figli di possidenti….. questa idea non porterà moltissima acqua al mulino del fotovoltaico quando si decideranno gli incentivi del conto energia 2011. Cattivo tempismo.

  • kimako

    23 feb 2010 - 01:17 - #3
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    Mi auguro che qualcuno metta il buon senso e inoltri questa lettera al suo sindaco.
    Fino a prova contraria non ci nutriamo di energia elettrica ma dei frutti della terra almeno fino a quando ci sarà ancora terra da coltivare.

    Gentile Signor Sindaco di…………….

    Con la presente, a nome del comitato locale del Movimento nazionale per lo “Stop al Consumo di Territorio”, desidero sottoporre alla Sua attenzione ed a quella dell’intera amministrazione comunale in carica, una specifica richiesta che in questi giorni la nostra Organizzazione sta formulando ad ognuno dei Comuni italiani.

    Si tratta dell’invito a discutere e deliberare con estrema urgenza la decisione della nostra amministrazione comunale di regolamentare l’autorizzazione alla realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonte solare, escludendo rigorosamente tutti i progetti ipotizzati su suolo agricolo/libero, allo scopo di indirizzare correttamente le scelte progettuali verso una vera sostenibilità, ovvero utilizzando superfici già edificate (ad esempio tetti di abitazioni e capannoni agricoli/industriali).

    Non si tratta di una richiesta poco ponderata, ma frutto dell’esponenziale ampliarsi di un fenomeno che deve immediatamente allarmarci: in ogni angolo d’Italia si stanno moltiplicando, infatti, le richieste di poter disporre di terreni agricoli per realizzare impianti fotovoltaici, anche di grandi dimensioni.

    Nell’ambito delle energie rinnovabili, la produzione di energia di provenienza solare deve senz’altro essere considerata meritevole di considerazione, ma anche non condivisibile quando realizzata mediante impianti a terra di pannelli fotovoltaici, attività che non rientra tra le specificità contemplate nell’ambito agricolo e che pertanto risulta palesemente da subordinare ad una eventuale variante urbanistica per la modifica della destinazione d’uso dei terreni.

    In allegato, ci pregiamo sottoporLe un fac-simile di delibera che potrebbe essere adottata dall’amministrazione e che meglio specifica i dettagli della nostra proposta.

    Restando a Sua completa disposizione per ogni ulteriore delucidazione necessaria, colgo l’occasione per porgere i migliori saluti.

    http://www.stopalconsumoditerritorio.it/