
Il Ministero dell’Ambiente non ha deciso: per la centrale termoelettrica a carbone di Saline Joniche, in Calabria, è necessario un supplemento d’istruttoria e la Valutazione di Impatto Ambientale slitta a Marzo. La decisione doveva essere presa giovedì scorso, ma nulla è trapelato in merito per giorni fino alla notizia del rinvio della decisione. Quel poco che trapela, però, è molto interessante.
Secondo la stampa locale calabrese, infatti, a pesare come un macigno sulla scelta della Commissione Via del Ministero è un precedente molto importante. Si tratta di un’altra Via per una centrale a carbone: quella del luglio 2009 che approvò la conversione della centrale termoelettrica Enel di Porto Tolle, in provincia di Rovigo, da olio combustibile a carbone. Per la valutazione positiva del progetto di riconversione della centrale veneta sono indagati due componenti della Commissione Via.
La magistratura ipotizzerebbe, la cautela è d’obbligo, che la concessione della Via per quella centrale fu data troppo a cuor leggero perchè i commissari indagati non avrebbero preso in considerazione la possibilità di opzioni di riconversione più ecocompatibili e meno pericolose per la salute della popolazione locale. Detta in parole semplici: se, invece del carbone, si fosse scelto un altro combustibile più pulito (come il gas naturale) l’Enel avrebbe speso di più ma si sarebbe garantito un impatto ambientale molto minore.
Il problema è che i Commissari indagati per Porto Tolle sono gli stessi che stanno giudicando la Via di Saline Joniche. Decisamente una bella gatta da pelare che rischia di scatenare un vespaio di polemiche: alle ovvie critiche da parte degli ambientalisti che non vogliono il carbone per limitare l‘impatto ambientale e sanitario della centrale, infatti, una eventuale Via positiva a Saline Joniche porterebbe anche una valanga di dubbi sui Commissari giudicanti.
fabber25
23 feb 2010 - 10:41 - #1Il solito giochino patetico del governo di Destra ….. decideranno per la costruzione dopo le elezioni regionali .
E sempre dopo le elezioni regionali piazzeranno le nuove centrale nucleari nelle regioni dove non avranno vinto , magari le costruira’ la protezione civile con il segreto di stato.
Cittadini Italiani state all’erta.
Saluti
zero1
23 feb 2010 - 17:17 - #2@1 uomodisinistra
allora fai campagna elettorale per far vincere la destra in tutte le regioni ahahhhah
magari facessero le centrali nucleari al posto del carbone, tra parentesi
l’energia più economica e più sicuro approvigionamento è proprio il carbone, non c’è da stupirsi se si va in quella direzione
Mimmod
12 mar 2010 - 01:46 - #3L’ambiente ne gioverebbe solo se Cina e Usa abbandonassero il carbone per motorizzare la propria economia. Questo è assurdo perchè entambi estraggono tutto il carbone che utilizzano…, in particolare l’economia della Cina poggia quasi esclusivamente sul proprio carbone!
Il problema rimane perchè che l’ambiente non fa differenza tra carbone importato e carbone derivante da produzione propria.
In definitiva, si rischia di non salvaguardare l’economia calabrese senza alcun motivo !
Infatti il carbone è più economico sia del nucleare che del gas, ed in più richiede il trasporto via mare incluso nel prezzo, che può dare del lavoro anche ai cantieri navali calabresi.