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Il Dipartimento per l'Energia degli Stati Uniti finanzia una maxi centrale termodinamica

Pubblicato: martedì 23 febbraio 2010 da Peppe Croce

la centrale a energia solare termodinamica

Non solo nucleare nel futuro energetico statunitense: il Dipartimento dell’Energia (Doe) ha dato l’ok al prestito da 1,37 miliardi di dollari a BrightSource Energy per la costruzione della centrale solare termodinamica di Ivanpah nel deserto della California. Il progetto è faraonico: 400 MW di energia prodotta esclusivamente con il sole. La tecnologia che verrà utilizzata, però, è tutto sommato molto semplice se paragonata, ad esempio, al progetto Archimede del premio Nobel italiano Carlo Rubbia che, ad oggi, deve ancora vedere la luce.

BrightSource utilizzerà la propria tecnologia Luz Power Tower (LPT) che consiste in una classica torre di tubi contenenti acqua dolce che viene riscaldata dal calore del sole, concentrato grazie all’utilizzo di migliaia di specchi che ruotano su due assi tramite un adattatore. L’acqua, grazie al calore del sole, arriva a temperatura di ebollizione, si trasforma in vapore e va direttamente in turbina per produrre energia elettrica.

Detto fatto, niente di più semplice. Quasi banale rispetto al complesso scambio termico di Rubbia, basato sulla circolazione di sale fuso all’interno di tubi metallici. L’idea americana, rispetto a quella italiana, ha tutti i vantaggi e gli svantaggi della semplicità. Tra i vantaggi ci sono di sicuro i tempi di realizzazione dell’impianto, molto più brevi (al netto della burocrazia) visto che (secondo vantaggio) non c’è alcun bisogno di collegare la centrale termodinamica ad una termoelettrica.

La centrale termodinamica ideata da Rubbia, invece, nasce per essere collegata alla centrale a ciclo combinato Enel Archimede di Priolo Gargallo. Ciò le consentirà, a differenza di quella statunitense, di produrre energia elettrica anche di notte, seppur in quantità inferiori. Ivanpah, invece, sarà molto sensibile agli sbalzi di temperatura e alle perturbazioni: niente sole niente energia. Ma, d’altronde, nel deserto il sole non manca…

Via | BrightSource Energy
Foto | BrightSource Energy

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10 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di zero1

    zero1

    23 feb 2010 - 17:34 - #1
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    Archimede NON “HA BISOGNO” del termoelettrico di fianco, hanno deciso così per ragioni di costi e opportunità, e funziona H24 perchè i sali fusi a temperatura elevata garantiscono l’inerzia termica maggiore della temperatura di ebollizione dell’acqua per produrre anche senza sole

  • Peppe Croce

    23 feb 2010 - 17:49 - #2
    1 punto
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    In teoria nessun ciclo termodinamico ha bisogno di una centrale termoelettrica, tanto è vero che questa non ce l’ha…
    Archimede è stato pensato con il termoelettrico a fianco perchè siamo in Europa e, economicamente, con le caratteristiche metereologiche che abbiamo è più utile abbinare le due tecnologie.
    La scelta dei sali fusi deriva proprio da quello: allungare e stabilizzare il contributo del solare termodinamico.
    In mezzo al deserto, come già detto, il sole non manca quasi mai e la cosa è diversa.
    Ho paragonato le due tecnologie solo per dare maggiori informazioni al lettore. Altrimenti sarebbe fin troppo semplice credere che sia possibile e utile un “copia e incolla” della tecnologia americana.

  • TXCP

    23 feb 2010 - 19:26 - #3
    -1 punto
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    Ottimo articolo, ben scritto.

  • Profilo di sandro-kensan

    sandro-kensan

    23 feb 2010 - 22:24 - #4
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    Però il progetto archimede è anche più semplice in quanto gli specchi parabolici hanno bisogno di inseguire il sole solo su un asse mentre quelli a torre su due assi. In pratica quelli di Rubbia hanno un perno che fatto ruotare segue il sole.

  • Profilo di clayco

    clayco

    23 feb 2010 - 23:07 - #5
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    @ Beppe Croce

    Interessante!
    la resa con i sali però dovrebbe essere più alta o sbaglio?
    Per la corrente notturna, e con il nuvoloso, non penso che sia un problema integrare con altre fonti, il problema dei sali è che vanno tenuti fusi quindi caldi anche di notte, altrimenti sotto i 200°C si cristallizzano e rompono i tubi, giusto?
    Quindi acqua, e perchè non a olio?

  • Attilone1

    23 feb 2010 - 23:48 - #6
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    1.3 miliardi di dollari per 400 MW sono una cifra spropositata, sul sito parlano di 2600 MW ma non si capisce bene cosa siano, probabilmente la potenza di picco, in ogni caso se i 2600 MW di picco sono esatti utilizzando un fattore di carico del 20% equivalgono a oltre 500 MW di potenza media, non male ma 1.3 miliardi son sempre 1.3 miliardi.

    Solar One costo’ 260 milioni di dollari per una produzione media di 15 MW quindi in proporzione un Solar One da 500 MW sarebbe costato 7.8 miliardi di dollari.

    Se tutto cio’ e’ vero hanno ridotto i costi di costruzione di 6 volte rispetto ai tempi di solar One, vabbe’ comunque Solar One era un’altra tecnologia :D .

  • Gengis Khan

    24 feb 2010 - 10:16 - #7
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    Bah… Molto più risparmioso sarebbe dotare ogni quartiere di un sistema del genere per scaldare l’acqua e rifornirci le abitazioni, senza trasformare il tutto in energia elettrica, della quale si potrebbe fare anche a meno senza problemi (di acqua calda ne abbiam bisogno e ne produciamo da almeno 100mila anni, l’elettricità è una novità e in trent’anni nonostante gli sforzi la disponibilità di energia elettrica pro-capite al mondo è più che dimezzata). Invece si sceglie comunque il progetto tra i più costosi per far girare le turbine ed anche le casse, private e pubbliche. Bah. Gli scenziati e gli “utenti” dovrebbero dettare legge, non la finanza, non i politici.

  • Profilo di tassinarimauro

    tassinarimauro

    24 feb 2010 - 13:57 - #8
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    @Gengis Khan
    Non solo si risparmia la (pessima) conversione Energia termica -> E.Elettrica
    Diventa + semplice anche lo stoccaggio: accumulare energia elettrica richiede batterie o impianti di pompaggio, per stoccare acqua calda è sufficiente un boiler!!

  • vitosolar

    25 feb 2010 - 10:11 - #9
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    Il sistema è più complesso da gestire perchè bisogna ogni giorno,per massimizzare la resa, programmare il movimento degli eliostati e non è una cosa da poco. Nelle centrali paraboliche si fa un programma in base alla localizzzazione del sito ed è sempre valido. La centralle di rubbia a 2 aspetti migliorativi che sono la possibilità di stoccare energia su un ciclo settimanale(di più e troppo costoso) e mnigliora l’eficenza di captazione perchè i sali estraggono più calore rispetto agli oli mineli solitamente usati. Lo stoccaggio con i sali viene sfruttato in spagna da una centrale a torre da 20 Mw con circa 4 ore di autonomia in assenza di imput solare.

  • vitosolar

    25 feb 2010 - 10:12 - #10
    0 punti
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    Il sistema è più complesso da gestire perchè bisogna ogni giorno,per massimizzare la resa, programmare il movimento degli eliostati e non è una cosa da poco. Nelle centrali paraboliche si fa un programma in base alla localizzzazione del sito ed è sempre valido. La centralle di rubbia a 2 aspetti migliorativi che sono la possibilità di stoccare energia su un ciclo settimanale(di più e troppo costoso) e mnigliora l’eficenza di captazione perchè i sali estraggono più calore rispetto agli oli mineli solitamente usati. Lo stoccaggio con i sali viene sfruttato in spagna da una centrale a torre da 20 Mw con circa 4 ore di autonomia in assenza di imput solare. Il vantaggio di accumulare anche solo poche ore di produzione lo si ha nella gestione della rete elettrica che soffre all’umentare dell’instabilità della produzione.

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