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Aree protette: occasione persa in Calabria

Pubblicato: 25 feb 2010 da Peppe Croce

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Il Consiglio Regionale calabrese rimanda la decisione su tre aree protette

Il Consiglio Regionale della Calabria rimanda l’approvazione di tre nuove aree protette. La proposta di istituire il Parco di Monte Caloria - Catena Costiera, in provincia di Cosenza, quello del Massiccio del Reventino, in provincia di Catanzaro e della riserva naturale del Patire a Rossano era stata già approvata dalla Giunta Regionale e aspettava solo il voto del Consiglio. Che non è arrivato, e non arriverà.

A decidere, infatti, sarà il nuovo parlamento regionale che verrà eletto dai cittadini calabresi il 28 marzo prossimo. L’attuale, infatti, come legge prevede non si riunirà più per permettere la campagna elettorale. A dare la triste notizia è l’associazione Amici della Terra Italia che molto ha lavorato per l’istituzione dei due parchi e della riserva naturale e che, ora, non nasconde la rabbia:

Quanto accaduto è vergognoso ed offensivo per una regione che detiene una ricca biodiversità e una straordinaria naturalità, che dovrebbe rappresentare il valore aggiunto per il rilancio di quel turismo di cui tanto si parla.

Ma cosa è stato a bloccare l’istituzione delle tre nuove aree protette dopo che tutti sembravano d’acordo? Amici della Terra riporta un’interpretazione dell’assessore regionale all’Ambiente Silvio Greco, che ha addebitato tale decisione del Consiglio Regionale “all’egoismo di quei gruppi di interesse che rispondono alle aspettative del mondo della caccia”. Se lo dice l’assessore probabilmente c’è da crederci.

Altra regione, problemi simili ma con motivazioni differenti: in Sicilia, a cavallo tra le province di Ragusa, Siracusa e Catania, dovrebbe nascere il Parco degli Iblei. A volerlo è il Ministro Prestigiacomo in persona, siracusana di nascita, che aspira anche a farlo in fretta. Ma non è così semplice perchè già molti amministratori locali, in particolare i sindaci di Ragusa e Santa Croce Camerina, hanno messo le mani avanti.

Il problema, dicono, è che dove arriva il parco si ferma l’economia. Agricola, nel caso di Santa Croce, immobiliare e turistica nel caso di Ragusa che si è appena fatta un porto da 55 milioni di euro in project financing. Il problema, però, è che ancora non esiste nessuna “zonizzazione” del Parco: non si sa neanche dove dovrà arrivare, cosa sarà area “A”, cosa “B” e così via fino alla “Z” di Zps, passando dalla “S” di Sic. Con queste premesse, però, è scontato che bisognerà trattare parecchio. Fino all’ultima lettera…

Via | Amici della Terra Italia
Foto | Amici della Terra Italia

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1 commento

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  • Profilo di zero1

    zero1

    25 feb 2010 - 10:59 - #1
    0 punti
    Up Down

    per autorizzare strade e cemento si sarebbero trovati senz’altro