Gela, al via la bonifica dei rifiuti radioattivi

Dopo quasi vent'anni inizia la bonifica della discarica di fosfogessi a Gela

Ci sono voluti quasi vent'anni ma forse è la volta buona. Eni sta per iniziare i lavori di bonifica della discarica di fosfogessi adiacente l'ex impianto Enichem che, fino al 1992, produceva fertilizzanti all'interno del polo petrolchimico. La bonifica costerà circa 70 milioni di euro e verrà eseguita dalla Syndial, l'azienda del gruppo Eni che è subentrata all'Enichem.

Il fosfogesso è un rifiuto dell'industria dei fertilizzanti e dell'acido fosforico ed è molto pericoloso poichè potrebbe essere fonte di contaminazione radiologica per la popolazione. Come spiega l'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) nell'annuario Apat:

L’impatto radiologico dell’industria dei fertilizzanti è connesso con l’elevata concentrazione di U-238 nelle
fosforiti (minerali di partenza costituiti da fosfati di calcio) e nei loro derivati. In passato erano presenti in Italia diversi impianti che producevano acido fosforico attraverso il processo a umido, con la formazione di fosfogesso come sottoprodotto; impianti che hanno cessato l’attività. Sono comunque presenti alcune aree in cui sono stoccati e smaltiti i rifiuti (fosfogessi o altri residui) che possono rappresentare una potenziale sorgente di esposizione della popolazione.



Il più grande deposito di questi materiali è proprio quello di Gela che contiene ben sei milioni di metri cubi di fosfogessi. La cosa interessante, oltre alla rimozione del pericolo per la salute dei cittadini derivante dalla bonifica del sito, è anche il fatto che al posto della discarica Eni metterà una centrale fotovoltaica.

L'area in questione è ampia circa 50 ettari, quindi lo spazio da utilizzare non manca di certo. Sul tavolo, oltre ai 70 milioni per la bonifica, altri 30 previsti esclusivamente per il parco fotovoltaico che dovrebbe avere una potenza di almeno 5 MW. In totale il pacchetto di bonifiche che complessivamente Eni dovrà nel tempo eseguire nella zona di Piana del Signore a Gela, cioè dove sorge l'enorme polo petrolchimico, ammonta a circa 500 milioni di euro.

Via | Live Sicilia, Ispra-Apat
Foto | Flickr

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