Coldiretti propone la dieta antismog: rinuncereste a grano, caffè, tè e cioccolato?

Spesa a Km Zero, rinuncereste a caffè, thé e cioccolato? L'ennesimo annuncio di Coldiretti invita a acquistare prodotti a km zero, specialmente frutta e verdura, possibilmente nei suoi mercati di Campagna amica. Va ricordato che nei mercatini non esistono solo i prodotti di Campagna amica che come molti altri sono sono sì a Km zero ma non sono esenti da fitofarmaci e pesticidi. Ricordo che la frutta e la verdura andrebbero acquistate di stagione, meglio evitare tutte le primizie e i prodotti fuori area geografica.

E qui Coldiretti con la sua iniziativa “Cambiamo l'aria” in collaborazione con l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) portata nelle piazze ieri da Torino a Firenze ha inteso segnalare una "dieta a zero smog" per evitare che i consumatori acquistassero, ciliegie della Tasmania, asparagi peruviani, fagiolini del Marocco e more del Guatemala. Spiega Coldiretti:

E' stato calcolato che un chilo di ciliegie dal Cile per giungere sulle tavole italiane deve percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l'emissione di 21,6 chili di anidride carbonica, mentre un chilo di mirtilli dall'Argentina deve volare per piu' di 11mila chilometri con un consumo di 6,4 kg di petrolio che liberano 20,1 chili di anidride carbonica e l'anguria brasiliana viaggia per oltre 9mila km, brucia 5,3 chili di petrolio e libera 16,5 chili di anidride carbonica per ogni chilo di prodotto, attraverso il trasporto con mezzi aerei.


Eppure nei medesimi ipermercati acquistiamo ogni santo giorno prodotti che viaggiano per oltre 12mila chilometri, senza battere ciglio: il cacao è coltivato in Brasile, Colombia Ecuador, Sri Lanka, Indonesia Ghana, Camerun, Nigeria, Costa d'Avorio e Madagascar. E il caffè, da dove arriva? Centro America, dall'Africa Sub-Sahariana e dal Sud Est asiatico. E il tè? Quanti chilometri percorre per arrivare in Italia? Tanti se si considera che arriva da India, Cina, Sri lanka, Giappone, Indonesia e Kenya.

E il grano? Quello duro usato per fare la nostra pasta, vanto del Made in Italy, sia tutto prodotto nazionale? Macché, una percentuale è nostrana, diciamo il 50% ma il restante arriva da Stati Uniti, Canada e Messico.

E allora cara Coldiretti, perché non ammettere che la spesa a smog zero è davvero impossibile? E che solo il buon senso e l'evitare sprechi ci aiuta a gestire meglio le risorse?

Foto | Flickr

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