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Coldiretti propone la dieta antismog: rinuncereste a grano, caffè, tè e cioccolato?

Pubblicato: 01 mar 2010 da Marina

Commenti dei lettori

Spesa a Km Zero, rinuncereste a caffè, thé e cioccolato? L’ennesimo annuncio di Coldiretti invita a acquistare prodotti a km zero, specialmente frutta e verdura, possibilmente nei suoi mercati di Campagna amica. Va ricordato che nei mercatini non esistono solo i prodotti di Campagna amica che come molti altri sono sono sì a Km zero ma non sono esenti da fitofarmaci e pesticidi. Ricordo che la frutta e la verdura andrebbero acquistate di stagione, meglio evitare tutte le primizie e i prodotti fuori area geografica.

E qui Coldiretti con la sua iniziativa “Cambiamo l’aria” in collaborazione con l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) portata nelle piazze ieri da Torino a Firenze ha inteso segnalare una “dieta a zero smog” per evitare che i consumatori acquistassero, ciliegie della Tasmania, asparagi peruviani, fagiolini del Marocco e more del Guatemala. Spiega Coldiretti:

E’ stato calcolato che un chilo di ciliegie dal Cile per giungere sulle tavole italiane deve percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l’emissione di 21,6 chili di anidride carbonica, mentre un chilo di mirtilli dall’Argentina deve volare per piu’ di 11mila chilometri con un consumo di 6,4 kg di petrolio che liberano 20,1 chili di anidride carbonica e l’anguria brasiliana viaggia per oltre 9mila km, brucia 5,3 chili di petrolio e libera 16,5 chili di anidride carbonica per ogni chilo di prodotto, attraverso il trasporto con mezzi aerei.

Eppure nei medesimi ipermercati acquistiamo ogni santo giorno prodotti che viaggiano per oltre 12mila chilometri, senza battere ciglio: il cacao è coltivato in Brasile, Colombia Ecuador, Sri Lanka, Indonesia Ghana, Camerun, Nigeria, Costa d’Avorio e Madagascar. E il caffè, da dove arriva? Centro America, dall’Africa Sub-Sahariana e dal Sud Est asiatico. E il tè? Quanti chilometri percorre per arrivare in Italia? Tanti se si considera che arriva da India, Cina, Sri lanka, Giappone, Indonesia e Kenya.

E il grano? Quello duro usato per fare la nostra pasta, vanto del Made in Italy, sia tutto prodotto nazionale? Macché, una percentuale è nostrana, diciamo il 50% ma il restante arriva da Stati Uniti, Canada e Messico.

E allora cara Coldiretti, perché non ammettere che la spesa a smog zero è davvero impossibile? E che solo il buon senso e l’evitare sprechi ci aiuta a gestire meglio le risorse?

Foto | Flickr

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • sandokan78

    01 mar 2010 - 23:15 - #1
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    Perche invece non parliamo di veri inquinatori come le case automobilistiche che producono dei SUV porsche / BMW con dei motori esagerati da 5000 cc ecc… che continuano produrre senza nessuno di questi ipocriti non dica mai niente, e i ritardati continuano a guidarle (giustamente, perche nelle pubblicita le hanno detto che sono pulitissime )???

    Come mai nessuno ha mai il corraggio di rifutare il Gran Premio nonostante che sia un vero e proprio crimine contro la natura ?

    Perche nelle pubblicita’ delle automobili ci parlano sempre solo di limitatissima “emissione co2″ (che non e’ per niente nocivo per l’ambiente, anzi tutte le piante morrirebbe se non ci fosse… )???? e non del nocivissimo CO (monossido di Carbonio che invece e’ il vero problema…) ???

    Si, consumare a km 0 e ottimo, ma tranne qualche eccezione (acqua minerale, verdure fresche, frutta vino ecc). ci sono prodotti che per forza devono essere importati da paesi lontani. Poi non dimentichiamo che tutti i paesi produttori di questi prodotti hanno anche il bisogno di venderle per la sopravivenza, non come milliardari produttori di SUV che uccidono l’ambiente per aricchirsi sempre di piu’.

    buona giornata

  • Profilo di francesco77

    francesco77

    02 mar 2010 - 00:41 - #2
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    ma cosa stai dicendo? svegliati va!

  • Profilo di kasparov

    kasparov

    02 mar 2010 - 02:49 - #3
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    Sandokan, sei vero o sei una caricatura?

  • Profilo di alter_ego

    alter_ego

    02 mar 2010 - 05:21 - #4
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    Mi fido poco dei conti della Coldiretti, ma se calcoliamo l’inquinamento degli acquisti a “km 0″ con lo stesso sistema finisce che si inquina di piu’ a comprare le uova e il latte da una parte, il pane dall’altra, etc etc invece che tutto al supermercato. Perche’ l’aereo o la nave a parita’ di carico sono comunque piu’ efficienti di una macchina.
    Naturalmente c’e’ chi va in bici a comprare in cascina, ma sono eccezioni.
    Forse l’idea “spesa a km 0″ e’ in realta’ un piano urbanistico che prevede di trasferirsi tutti vicino al contadino. Strano perche’ la naturale tendenza all’aumento dellefficienza dei processi ha creato le citta’ con intorno le fattorie, non le fattorie con intorno le case.
    Oppure si vuole lottizzare l’Italia e dare a tutti un pezzo di terra per coltivarla e vivere di quello. Non certo coltivare piu’ del necessario perche’ un’eventuale processo di vendita o ridistribuzione inquinerebbe.
    E’ questo che propone la Coldiretti?

  • ix

    02 mar 2010 - 11:17 - #5
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    la dieta a km 0 è possibile, quello che manca è la volontà politica. si fa di tutto per impedire che la gente consumi prodotti locali (la politica dei prezzi è uno degli esempi più lampanti: al supermercato il prodotto importato costa la metà di quello locale). e non dovremmo affatto morire di fame come molti temono, visto che una buona parte della produzione viene esportata: la pasta made in italy si trova sugli scaffali di mezzo mondo!! potremmo tenercela per noi evitando di importare grano da kazakstan e ucraina (tra l’altro, col rischio di contaminazioni radioattive). stessa cosa per frutta e verdura: io vivo in germania e i supermercati qui sono pieni di broccoli, pomodori, cavolfiori, pere, mele, uva e kiwi prodotti in italia. per cui non è affatto vero che mangiare a km 0 non è possibile, basta produrre per il mercato interno invece che per l’export.

  • Profilo di kk3

    kk3

    02 mar 2010 - 14:37 - #6
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    HAHAHA il Sandokan mi ha fatto proprio ridere!

  • Profilo di filippo-riccio

    filippo-riccio

    02 mar 2010 - 18:20 - #7
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    I conti della coldiretti valgono solo per la merce trasportata per via aerea. Ma dubito molto che il cacao, il tè, il grano eccetera vengano trasportati per via aerea.

    Lo stesso chilo di mirtilli che viene dall’Argentina se fa il viaggio in nave libera 275g di CO2, poco più di un centesimo di quella liberata dal trasporto per via aerea. La fonte è questo commento. Al limite, può essere che a fare il viaggio in nave refrigerata si consumi un po’ di più. Ma, come al solito, e a parte casi estremi, il grosso della CO2 la liberiamo con la nostra macchina nel viaggio per andare a fare la spesa.