La giornata senza immigrati è una giornata dura per l’agricoltura italiana, anzi per il Made in Italy che sussiste grazie al lavoro degli extracomunitari, operai nelle campagne italiane. La Cia, Confederazione italiana agricoltori fa sapere;
Non vi sono alternative al lavoro e all’integrazione degli immigrati nella nostra società e per questo viene chiesto da tempo una verifica sulla legge Bossi-Fini. La Cia è convinta, infatti, che sia necessario rendere più agevoli e meno rigidi i canali di ingresso regolare degli stranieri e che questo sia l’unico vero deterrente all’immigrazione clandestina. Si esprime forte preoccupazione per l’assenza di notizie relative al decreto flussi 2010, che prevede l’ingresso di 80 mila stagionali immigrati, indispensabili per i lavori agricoli e per le imminenti operazioni di raccolta.
In Italia nel settore agricolo lavorano circa 90mila immigrati di cui 15mila con contratto a tempo indeterminato. Spiega Coldiretti:
Senza il contributo determinante dei lavoratori immigrati non sarebbe possibile la produzione di numerose eccellenze del Made in Italy alimentare, dalla raccolta delle mele della Val di Non in Trentino alla mungitura delle mucche da latte per il Parmigiano Reggiano, dalla vendemmia dei vini “Doc” alla cura dei greggi per il pecorino romano fino alla raccolta della frutta Igp dell’Emilia Romagna.
All’appello mancano ancora 80 mila lavoratori stagionali il cui ingresso in Italia dovrebbe essere regolamentato dal decreto flussi in attesa di essere approvato dal Governo. La stagione delle fragole sta per partire, ci sono italiani disposti a raccorgliele?
Foto | Consorzio Parsifal
L'Eco della Terra
01 mar 2010 - 20:32 - #1Diritti a tutti i lavoratori, italiani o migranti che siano. Bisogna dare una mano anche ai tanti agricoltori che sono soffocati dai grossisti, a volte in mano alla malavita organizzata. lavoratori italiani e stranieri dovrebberoe ssere uniti, e gli agricoltori con loro, perchè paradossalmente è una battaglia comune la loro, stipendi decenti e diritti e legalità, nulla di più, nulla di meno.
ecodellaterra.blogspot.com
ivan1979
01 mar 2010 - 21:28 - #2Mi spiace dirlo, ma oggi in piazza mi sa che c’erano solo i fannulloni perchè, non vi è stato alcun disagio o ripercussione, e credo che chi è onesto e lavora si senta già integrato, chi invece non fa niente e vuole tutto, non è integrato in nessun paese, mi spiace e mi fa piacere dirlo ma oggi in piazza gli immigrati che lavorano non c’erano perchè lavorano e si sentono gia parte di una nazione che li accoglie volentieri. gli altri erano fomentatori di finto razzismo per farsi belli.
L’italia una nazione che ha emigrato ovunque tacciata di razzismo, ma non scherziamo, certo esiste ma la maggioranza non lo è.
francesco77
02 mar 2010 - 00:38 - #3che imparino a pagare quanto spetta invece di sfruttare al limite dello schiavismo; sicuramente ci sarebbe più gente disposta a lavorare.
alter_ego
02 mar 2010 - 05:26 - #4Qui in Australia raccogliere l’uva paga bene, gira la voce (che spero di verificare) che si arrivi a 200 au$ al giorno. La paga base comunque dovrebbe essere 17$/h, a meno di non essere pagati a raccolto.
E’ interessante pero’ che in Australia in pratica questo lavoro e’ regolamentato con visti provvisori come i Working Holiday, i visti di “studio”, temporanei e varie gabole per cui molti indiani, chinesi e compagnia vengono, lavorano e se ne vanno. O almeno dovrebbero andarsene.
Certo se sei illegale ti pagano meno, e il lavoro non e’ sicuramente una passeggiata, ma non c’e’ proprio paragone.
ix
02 mar 2010 - 11:06 - #5una volta le mele in trentino (così come anche l’uva altrove) le raccoglievano studenti e frikkettoni, che con questo lavoro arrotondavano discretamente e andavano avanti per un bel pò. poi si decise di “ridurre il costo del lavoro”, e a questo scopo si aprirono le frontiere a milioni di stranieri provenienti dal “terzo mondo”, col risultato che ora questi lavori sono pagati una miseria e i giovani nati e cresciuti qui non hanno più accesso a un lavoro e a una vita decente nel loro paese.
frasi come ” Non vi sono alternative al lavoro e all’integrazione degli immigrati nella nostra società e per questo viene chiesto da tempo una verifica sulla legge Bossi-Fini.” e “La stagione delle fragole sta per partire, ci sono italiani disposti a raccoglierle?” sono pura propaganda e demagogia, l’ alternativa c’è e consiste nel pagare il lavoro decentemente, ci sarebbero tantissimi giovani italiani (e non) ben contenti di lavorare in vendemmia o alla raccolta delle mele e altro. anche io mi candiderei immediatamente, visto che amo la campagna e il lavoro all’aria aperta molto più che stare seduta davanti al pc.
Simondel
02 mar 2010 - 17:15 - #6Con due milioni di disoccupati (dato di ieri), non riusciamo a trovare 80.000 persone per lavorare?
ix
02 mar 2010 - 19:30 - #7due milioni??? ma dove l’hai letto? è sicuramente un dato taroccato, perchè i disoccupati in italia sono molti di più…..
noee
02 mar 2010 - 20:53 - #8Bravo ix, esattamente. Rimane il fatto che le cantine serra e mosca, in sardegna, non riescono a trovare persone per raccogliere l’uva, e ti posso assicurare che ti pagano proprio bene. Stiamo parlando dell’equivalente di 1800 euri al mese (conta però che non ti tengono mai a lavorare per un mese intero). Chi ci va dei sardi? Pochi, manca sempre personale.
Quello che manca è la cultura del lavoro; cioé l’idea di spaccarsi la schiena magari anche a 16 anni durante le vacanze scolastiche. Diversi miei amici veneti passavano l’estate a spazzare dentro la falegnameria o con lavoretti minori da altri artigiani. Purtroppo non credo che in altre parti d’Italia si raggiungano le percentuali del nord-est (in pratica se uno a 16 anni non lavorava d’estate era strano; dalle mie parti è quasi viceversa).
Vogliamo parlare del fatto che si fanno 1.2 figli a famiglia? Beh, è vero che si trovano pochi italiani nell’agricoltura, ma se l’età media degli italiani è 45 anni, è chiaro che mediamente a 45 anni non vuoi andare nei campi.
Posso infine parlare del giappone? Immigrazione zero (per questioni culturali, sono xenofobi), ma la produzione agricola (per quanto non soddisfi i bisogni interni…sono 120 milioni su un territorio come l’Italia) è all’avanguardia. Come? Automatizzando quanto più possibile (su 700000 robot industriali al mondo, 450000 sono in giappone). Così una persona fa il lavoro di 4 (con mezzi tradizionali). E dove vado a finire? Il solito, mancanza di innovazione, di investimenti (dei privati soprattutto!) e scelta della facile via dello schiavismo.
ix
04 mar 2010 - 15:40 - #9@noee, hai un indirizzo (internet o altro) di queste cantine? perche’se e’vero quello che dici potrebbe interessarmi…grazie