Non tonno più. L'assessore siciliano che non crede all'estinzione del tonno rosso.

L\'assessore siciliano Bufardeci finanzia la pesca al tonno rosso

Fare il pescatore, al giorno d'oggi, è un lavoraccio. Il mare è sempre più povero, il gasolio è carissimo, certe reti non si possono più usare e, come se non bastasse, se fai il pescatore nel Canale di Sicilia ogni tanto ti becchi pure qualche raffica di mitra, come è successo qualche giorno fa al "Luna Rossa" di Mazzara del Vallo (Tp).

Ma, ad essere onesti, c'è un mestiere tipico del grande e bello Mar Mediterraneo che ultimamente è anche peggiore. Il mestiere del tonno. Già il tonno, per la precisione il tonno rosso che è quello tipico del nostro mare. Gli scienziati lo chiamano Thunnus Thynnus e lo considerano una piccola meraviglia della natura a causa delle sue splendide qualità organolettiche e nutrizionali: ha un gran sapore ed è una bomba di proteine.

Ho scoperto il Thunnus Thynnus qualche hanno fa grazie ad un amico che lo ha studiato per la sua tesi in medicina veterinaria. Me ne parlava in continuazione e sempre benissimo, avvertendomi contemporaneamente di quanto era scarso, in confronto, quello che mangiamo quotidianamente. Cioè il Thunnus Albacares, che non è una canzone di Vasco Rossi ma un pesce noto ai più come "tonno pinne gialle" e reso famoso da uno spot televisivo ed è buono per l'industria ma non per lo chef. Devo essere onesto, prima che il mio amico iniziasse la tesi credevo che esistesse un solo tonno: il tonno.

Mi sbagliavo: il tonno pinne gialle non è un pesce del Mediterraneo, lo pescano negli oceani, lo mettono sotto ghiaccio e poi lo avviano alla filiera industriale. Non è a rischio estinzione e gode di ottima salute a differenza del cugino tonno rosso che è un pesciolone mediterraneo ed è a rischio estinzione. Forse, non è detto.

Nel senso che non tutti ne sono convinti: le associazioni ambientaliste lo affermano da anni, il Governo italiano lo dice da poco, l'Europa ne finanzia l'estinzione e qualcuno è convinto che sia una bufala. Quel qualcuno si chiama Titti di nome e Bufardeci di cognome. Titti, per chi abitasse sopra lo stretto, sta per Giambattista. Sto parlando dell'assessore regionale siciliano alla Pesca che oggi ha dichiarato "abbiamo i fondi per superare la crisi del tonno rosso".

Che bello, salviamo il tonno rosso dall'estinzione! No, al contrario... i fondi servono per aiutare i pescatori a farlo fuori. Già, perchè alla storia dell'estinzione del tonno rosso Bufardeci non ci crede affatto: il pesce sta sott'acqua e non si vede, i pescatori stanno a galla, si vedono e votano. E sono sensibilissimi agli aiuti di Stato. Per la precisione, in merito alla "presunta estinzione" del tonno rosso, Bufardeci ha dichiarato:

riteniamo, anche sulla base degli studi condotti dalle principali organizzazioni internazionali, come Iccat e Fao, che non ci siano i presupposti per proteggere il tonno rosso in maniera cosi’ rigorosa. Sarebbe sufficiente un’azione di gestione degli stock cosi come ormai avviene dal 2000

La Fao la conosciamo tutti, è l'agenzia dell'Onu che si premura di non farci morire di fame, ma l'Iccat non la conosce nessuno. E' la Commissione internazionale per la conservazione dei tonni atlantici. Grandioso, l'assessore regionale siciliano, per salvare il tonno mediterraneo dall'estinzione, si basa sui dati forniti dalla Commissione nata per salvare il tonno atlantico, che è il suo principale concorrente commerciale. Mi sembra proprio una buona idea, è come affidare la protezione del gatto persiano alla Società italiana cane corso.

Via | Raffaele Lombardo Blog
Foto | Flickr

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