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Il Giappone e la caccia commerciale alle balene

Pubblicato: 02 mar 2010 da alessandra

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Oggi, il ministro giapponese per le risorse Agricole, Forestali e Ittiche, Hirotaka Akamatsu, ha ribadito che il Paese del Sol Levante non intende cedere in merito alla questione della caccia alla balene a fini commerciali. In effetti, il Giappone, per aggirare il divieto quasi 30ennale imposto dalla Commissione internazionale nel 1986, è stato costretto a utilizzare l’espediente della finalità scientifica per poter pescare circa 1000 cetacei l’anno.

Per riguadagnare il diritto a condurre la caccia commerciale delle balene…. il Giappone continuerà sulla strada fin qui intrapresa di pazienti negoziati… Con il mio impegno in prima persona porterò avanti le nostre ragioni per conseguire risultati concreti sulla caccia a fini commerciali.

E’ quanto affermato da Akamatsu durante una conferenza stampa. Questa netta, quanto scontata, presa di posizione arriva poche settimane dopo la volontà manifestata dall’Australia di adire - giustamente! - la Corte Internazionale di giustizia nel caso in cui il Paese del Sol Levante non ponga fine al massacro di cetacei entro il mese di novembre 2010. Ma arriva, soprattutto, a poche ore dall’incontro preliminare della Commissione Internazionale sulle balene (Iwc) in cui verranno individuate le linee guida dei lavori per il consueto incontro annuale dell’Iwc, previsto a giugno. Si tratta, indiscutibilmente, di una “dichiarazione di guerra” del Giappone contro chiunque cercherà di opporsi ai suoi disegni in merito.

Ciò, però, che più rileva in questa questione è la posizione dell’Australia che, se da una parte si atteggia a paladina delle balene - e ci piacerebbe tanto crederlo! - dall’altra risulta avere rapporti commerciali strettissimi proprio con il paese asiatico da cui potrebbe temere ritorsioni economiche… Se a questo, poi, si aggiunge che il presidente attuale della Commissione Internazionale di giustizia, dal febbraio 2009, è Hisashi Owada, strettamente avvinto alla diplomazia nipponica che conta, il quadro non promette proprio nulla di buono…

Via | Heraldsun
Foto | Flickr

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di alter_ego

    alter_ego

    03 mar 2010 - 01:43 - #1
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    Non solo, ma in Australia la caccia alle balene e’ legale!
    Gli aborigeni infatti possono legalmente cacciare dal Beluga alla Megattera, a quanto pare. Solo che qui si parla di “sussistenza”… ma scava scava e’ una questione morale che non c’etra niente.
    Quindi gli Aussies dovrebbero stare zittini, dato che il Jappone e’ fra i paesi che si battono per avere il diritto legale di cacciare mentre altri paesi, come l’Islanda se no erro, semplicemente cacciano ignorando lIWC.
    E poi un paese che si dibatte fra posizioni ecologiste assurde e accordi per esportare miliardi di tonnellate di carbone in cina, ha qualche problema di fondo a fare il paladino.

  • Profilo di dex85

    dex85

    03 mar 2010 - 12:36 - #2
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    beh non credo che gli aborigeni possano creare l’estinzione delle balene…così come i pochi inuit o altri, infatti nella moratoria del 1986 è permesso agli indigeni cacciare…quindi..
    .
    i giapponesi come tutti sappiamo fino a questa dichiarazione han sempre pescato di frodo le balene, nascondendosi dietro alla ricerca scientifica per non incorrere in sanzioni dato che anche loro hanno firmato la moratoria del 1986!!
    ci sono anche islanda e norvegia ma pescano molto meno in confronto al giappone.
    .
    va fatto qualcosa per fermare lo sterminio, in sede internazionale. chi lo faccia non
    mi importa….meglio l’australia se è efficace, piuttosto che aspettare che lo faccia il vaticano ed intanto si sterminano tutti i cetacei no??

  • Profilo di alter_ego

    alter_ego

    03 mar 2010 - 14:34 - #3
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    Non vedi un’incoerenza?
    La moratoria permette anche ai giapp di cacciare, quindi…
    Gli autoctoni di varie nazioni possono abbattere da 350 a 400 balene all’anno, con il problema che alcuni non tengono registri (questo si e’ di frodo) o registrano solo i capi effettivamente recuperati e non quelli abbattuti. O le vittime collaterali (delfini, squali, tartarughe, etc).
    Invece i giapponesi non sono considerati autoctoni e quindi si attaccano. Forse perche’ loro fanno le cose con navi grosse, non sparando dalla barchetta. Questo basta a farli passare di categoria morale (che alla balena certamente interessa molto) Inoltre facendo le proporzioni fra capi abbattuti e popolazione servita, i giappo fanno molti meno danni.
    Quanto all’estinzione (sterminio e’ un termine inappropriato), sono assolutamente d’accordo che si debbano fare le cose con giudizio. Purtroppo la caccia ha gia’ estinto specie, in passato. E non abbiamo certo guadagnato l’immunita’ dal ripetere gli errori.
    Ma la soluzione e’ usare il cervello, non fare dichiarazioni buoniste. L’Islanda e il Canada forse pensano che nell’IWC non si usi sempre il cervello.

  • paolo zambusi

    03 mar 2010 - 21:27 - #4
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    pescare equivale a SACCHEGGIARE il mare ! i pesci devono stare in acqua non nelle nostre tavole !