Eolico off-shore Cagliari: progetti per 290 turbine, ma Matteoli ha già detto no.

Matteoli dice no al primo progetto eolico off shore a Cagliari

Si continua a discutere, in Sardegna, sui numerosi progetti di impianti eolici. Dopo Oristano l'attenzione ora si sposta su Cagliari e, di conseguenza, continuano le polemiche su questa fonte rinnovabile che è una delle più controverse, nonostante (o forse proprio per questo) sia quella che produce più energia di tutte tra le rinnovabili, escluse le biomasse. Di queste polemiche, persino di quelle sul possibile impatto ambientale delle torri sui nuraghi, su Ecoblog abbiamo già scritto ma, evidentemente, è ancora necessario tornare sull'argomento.

A largo di Cagliari si prevedono di istallare, secondo L'Unione Sarda, circa 290 turbine eoliche da 3 MW ciascuna. Si tratta di diversi progetti, proposti da quattro aziende in totale, con torri eoliche che superano i cento metri di altezza piazzate a circa otto chilometri dalla costa. Per uno dei progetti presentati, quello proposto dalla Trevi Energy di Cesena, è stata appena istruita la pratica presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Così descrive la vicenda, il 4 marzo 2010, L'Unione Sarda:

La società romagnola vuole installare, a otto chilometri dalla costa, 33 turbine capaci di produrre complessivamente 99 megawatt di potenza, alte 90 metri oltre il livello del mare. Una soluzione che, se combinata agli altri quattro progetti (presentati da altre tre aziende) sullo stesso tratto di litorale, porterebbe alla nascita di una muraglia eolica lunga sedici chilometri, con 290 aero-generatori che produrrebbero un evidente impatto ambientale, visto che sarebbero ben visibili anche dalla costa di Cagliari.



Così, invece, risponde il Ministro Matteoli il giorno dopo:

Leggo su alcuni organi di stampa locali che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti starebbe per autorizzare la realizzazione di un impianto eolico offshore nel golfo di Cagliari. La notizia non risponde al vero. La direzione e gli altri uffici competenti stanno istruendo, come è loro dovere, la pratica. L’istruttoria è in una fase iniziale, ma resta la contrarietà, come già ho avuto modo di affermare, mia personale e del Ministero che ho l’onore di dirigere alla realizzazione del detto impianto

A Roma, quindi, la pratica sarebbe ancora in alto mare mentre le turbine, leggendo le parole di Matteoli, a mare non dovrebbero arrivarci proprio. Di certo, fino ad ora, ci sono solo due cose: la prima è che quando si facevano i parchi eolici sulla terra ferma gli oppositori li chiedevano in alto mare; la seconda è che ora che si propongono i parchi off shore gli stessi oppositori continuano a far bataglie. Sarà per questo che, ad oggi, di parco eolico off shore in Italia non ne è stato fatto neanche uno?

Via | L'Unione Sarda, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Foto | Flickr

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