
Aprendo la conferenza internazionale sull’accesso al nucleare civile di Parigi il Presidente della Regpubblica Francese, Nicolas Sarkozy, ha toccato uno degli argomenti più discussi nella grande questione nucleare: l’ostracismo da parte della grande finanza internazionale nei confronti dell’atomo. In particolare Sarkozy ha detto:
Non capisco e non accetto l’ostracismo ai progetti nucleari da parte delle istituzioni finanziarie
In realtà Sarkozy la cosa la capisce benissimo, anche se non lo dice: gli istituti finanziari preferiscono altre forme di investimento nel settore dell’energia, specialmente le rinnovabili. Anche perchè è noto a tutti che il nucleare lo paga il pubblico e non il privato, in tutto il mondo. Si è sempre fatto così e così si continuerà a fare, vista anche la recente decisione di Obama di finanziare due nuove centrali negli Stati Uniti.
Alla stessa conferenza internazionale ha parlato anche il nostro Ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, che ha ribadito la ferma intenzione del Governo Berlusconi di tornare al nucleare. Scajola ha persino fornito una data:
Il programma nucleare italiano procede nei tempi previsti. Il Governo italiano sta creando le condizioni necessarie affinchè le imprese possano avviare i lavori per la costruzione della prima centrale nucleare entro il 2013
Fretta, frettissima. Prima che gli italiani abbiano il tempo per farsi un’idea ben informata sul nucleare e, soprattutto, a dispetto di qualunque opposizione delle Regioni sui possibili siti.
Via | Agi, Libero
Foto | Flickr
marcopagni73
10 mar 2010 - 02:14 - #51Forse,alter ego,sono un’pò duro di comprendonio ma c’è qualcosa che non mi torna…fare l’impianto dove non conviene significa suicidarsi finanziaramente e di incentivo nemmeno l’ombra.scusa se insisto ma se metto su un impianto che annualmente produce quanto consumo riduco a 0 il mio impatto ambientale o no?secondo me si
Mauriziosat,9
10 mar 2010 - 02:50 - #52no
1) tu consumi anche quando non produci per assenza di vento
il che obbliga la comunità a tenere in funzione un impianto tradizionale anche se momentaneamente non lo usi INQUINANDO A VUOTO
perchè da un momento all’altro il vento potrebbe non esserci E TU AVER BISOGNO DI ENERGIA.
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2) PER L’ENERGIA CHE TU CONSUMI E PRODUCI RICEVI SOLDI DAI CITTADINI .
4 volte il costo dei tuoi consumi
il che rende i cittadini …..tuoi finanziatori
insomma froci col culo degli altri.
supermarioprof
10 mar 2010 - 08:20 - #53@mauriziosat
ovviamente sei così cieco da non vedere come le medesime cose si possano applicare anche in ambito nucleare (penso per esempio alla tariffa A2) senza che la cosa ti turbi minimamente il sonno.
e nemmeno ti sfiora l’idea che questi incentivi possano avere anche una ragione economica, vedi i 500mila posti di lavoro creati in Germania in 5 anni con le rinnovabili: insomma, un volano per l’economia.
Anche lì tutti deficienti?
(Certo, se per gli incentivi si fa come in IOtalia, in cui li si regala senza chiedere nulla in cambio…)
carina poi la favoletta che il conto energia è stato introdotto da Pecoraro Scanio…
non c’è che dire, sei molto preparato.
alter_ego
10 mar 2010 - 11:19 - #54@marcopagni73
E invece no.
Non ripeto il discorso dell’energia che comunque viene prodotta con le fossili, mi sembra chiaro. Se nn lo e’ dimmelo, lo approfondisco.
Aggiungo che lo stato non finanzia secondo criteri di convenienza. Altrementi ti pagherebbe i kwh prodotti a prezzo di mercato e non di piu’.
Invece, a causa dell’assenza di efficienza dell’amminstrazione (ma un incentivo e’ inefficiente per definizione), e’ conveniente fare un impianto dove normalmente costerebbe troppo per quel che produce.
L’importante e’ che l’impianto vada in attivo entro la fine degli incentivi, poi lo si butta via (perche’ fare manutenzione non conviene piu’). E questo vale anche in macro: gli incentivi fanno nascere tante aziende che esistono finche’ ci sono gli incentivi stessi, i quali poi tagliano le gambe alle aziende sane che erano nel settore.
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Naturalmente l’anima pia che ha l’impianto, e magari se lo fa senza neanche riuscire a ripagarselo, puo’ tenerlo alzando i prezzi dei prodotti che fa grazie a quell’energia. Ma i soldi che ha ricevuto erano comunque frutto di un’economia che funziona a CO2.
Ma se tutti facessero un impianto eolico che per essere appetibile ha bisogno di incentivi (ribadisco, ci sono posti dove puo’ essere conveniente farli SENZA incentivi), di fatto avremmo un’esplosione dei prezzi dell’energia, conseguente tracollo dell’economia, e decrescita finale con delirio postatomico e probabilmente inquinamento a manetta.
marcopagni73
10 mar 2010 - 12:05 - #55Vediamo di capirci qualcosa….tralasciamo per un attimo il lato finanziario .Da l punto di vista energetico…..se non faccio niente continuo a consumare i miei 100000 kWh all’anno con tutto quello che ne deriva.Se faccio un impianto eolico (per sfruttare al massimo le caratteristiche della mia posizione già scritte) che produce (prendendo le previsioni per vere) 160-180 MWh l’anno non miglioro niente?L’energia prodotta dall’impianto dove va a finire?chi la usa?Voglio capire bene questo…intanto
alter_ego
11 mar 2010 - 14:24 - #56“L’energia prodotta dall’impianto dove va a finire?chi la usa?”
E’ un’ottima domanda!
In teoria la risposta dipenda da te, che accordo pensi di scegliere con i gestori?
La mia opinione e’ che in pratica per essere sicuri che l’energia “alternativa” venga usata, chi vuole davvero cambiare le cose deve produrre per se e NON immettere in rete il suo prodotto (a meno che non abbia superato l’autosufficenza energetica, al che diventa un produttore e deve vendere a prezzi di mercato), NE’ continuare a prendere energia prodotta da altre fonti.
Per varie ragioni:
- I produttori di energia elettica devono (o dovrebbero) garantire cmq tutta l’energia di i suoi utenti potrebbero aver bisogno. Se hai un contratto da x mWh, quelli dovrebbero esserti garantiti anche se non li consumi.
- Se l’utente continua ad usare le fossili e comincia anche ad immettere energia in rete, dubito che nella pianificazione energetica della sua zona ci sara’ qualcuno che dira’: “guarda, Tizio ora produce x, possiamo ridurre di x la produzione di energia da fossili”. Non possono credere piu’ di tanto in un subappaltatore (quale sarebbe chi si fa l’impiantino eolico) che puo’ chiudere da un momento all’altro per disparati motivi (primo fra tutti, l’energia non e’ il suo core-business). Non solo, ma di fatto il produttore che si basa sulle fossili ti vedrebbe come concorrente, quindi non ridurrebbe la produzione ma cercherebbe di fregarti i clienti con prezzi piu’ bassi.
- Collegare qualche pala qua e la’ ad un sistema basato sulle fossili introdurrebbe delle fluttuazioni complesse da gestire, e anche poco giustificabili se si immette poco in rete.
Per questi ci sono tanti sbattimenti sulle smart-grid e sistemi complicati per cercare di gestire un’energia per natura difficile da gestire. E per questo qualunque iniziativa privata non tesa all’autosufficienza totale (ribadisco, scollegarsi) la vedo come controproducente. Si complicano le cose, le si rendono inefficienti.
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Una volta recisso il contratto con il produttore di energia, FORSE il produttore ridurra’ la sua offerta e ci sara’ una riduzione di CO2.
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Non so quanto sia chiaro questo post, qui e’ tardi… buona notte! :)
alter_ego
11 mar 2010 - 14:29 - #57ps
In effetti non mi sono spiegato bene sul perche’ non credo abbia senso immettere energia ricavata dall’energia fatta da eolico in eccesso e acquistare cosi’ crediti per energia fatta da fossili.
Dovrebbero essere crediti utili all’acquisto di energia ricavata da eolico e proporzionali a quella parte EFFETTIVAMENTE USATA DA QUALCUNO di energia che l’utente ha immesso in rete.
Se questa energia fosse ad esempio un surplus perche’ la domanda era gia’ soddisfatta dall’offerta di energia da fossili, nessuno di fatto sel’e’ comprata per produrci qualcosa. Ergo no crediti per l’utente eolico.
Spero di essere riuscito a spiegarmi… ribuonanotte.
marcopagni73
11 mar 2010 - 16:00 - #58Leggo solo adesso le risposte e ti ringrazio per lo sforzo vista l’ora….ottima riflessione ne terrò conto quando farò il tutto