
Il WWF del Piemonte e della Valle d’Aosta a muso duro contro le biomasse forestali: secondo l’associazione ambientalista si tratterebbe di uno “sperpero di denaro pubblico e un enorme danno ambientale”. Il WWF se la prende con la legge regionale 4/2009 che ha dato il via allo sviluppo della filiera delle biomasse in Piemonte, con numerosi progetti di centrali di produzione di energia elettrica e calore da questa fonte.
Per contrastare questa tendenza il WWF ha redatto un dossier contenente pesanti critiche:
dallo scarso rendimento degli impianti alle loro emissioni, dalla necessità di tagliare milioni di tonnellate di alberi alla possibilità, prevista dalla legge, che si taglino i boschi senza il permesso dei proprietari che, a detta dell’associazione, possono trovarsi da un giorno all’altro con il bosco tagliato senza saperlo:
Attraverso il meccanismo della gestione provvisoria associativa (L.R. 4/2009, art. 18), in Piemonte il taglio del bosco oggi può venir eseguito senza darne comunicazione diretta al proprietario. Se il proprietario vuole conservare il bosco, tocca a lui rincorrere le amministrazioni che ne deliberano il taglio e opporvisi; se non fa nulla si trova il bosco tagliato!
Il dossier è del primo marzo e fa il paio con una notizia poco incoraggiante che proviene dal Commissario europeo per l’Energia Günther Oettinger che, il 2 marzo, ha adottato una “relazione sui criteri di sostenibilità ambientale per l’uso di biomasse solide e biogas” che autorizza ogni Stato membro a legiferare in proprio sulla questione.
Per correttezza va specificato che l’Europa, come spesso è accaduto, ha deciso di non decidere ma, almeno ha invitato tutti gli Stati a vietare tassativamente lo sfruttamento a fini energetici della “biomassa da terreni provenienti da zone forestali, ad alto contenuto di carbonio e caratterizzati da elevata biodiversità“. Una delle maggiori preoccupazioni del WWF, quindi, se le raccomandazioni europee verranno accettate dall’Italia verrà meno.
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FedericoV
10 mar 2010 - 13:01 - #1Ho pochi elementi per valutare gli impatti di questa decisione. Se c’è qualcuno che ne sa di più, per favore si faccia avanti! :)
marcopagni73
10 mar 2010 - 14:20 - #2Anch’io sull’argomento sono ignorante come una zappa!così a occhio però bruciare alberi per produrre energia mi sembra una cazzata spaventosa….come usare il mais per il biodiesel
Mauriziosat,9
11 mar 2010 - 01:06 - #3CERTO CHE LO E’ …………….bruciare la legna per fare energia è una delle tante follie .
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ma la cosa strana è che LA FOLLIA ……E’ STATA PARTORITA DAGLI AMBIENTALISTI STESSI .
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SIAMO ALLE SOLITE .
gridano che vogliono l’energia dal vento …..e quando lo fai ….SI STRACCIANO LE VESTI
gridano che vogliono l’energia dalle biomasse …….e poi si stracciano le vesti quando lo fai.
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forse sarebbe meglio …….SMETTERE DI DARGLI RETTA.
FedericoV
11 mar 2010 - 14:16 - #4#3 Le polemiche stanno a zero.
Servono argomenti per capire i problemi, altrimenti è impossibile trovare soluzioni condivise.
Tutti quelli che discutono qui per scambiarsi delle informazioni utili trovano deprecabile questo tipo di interventi.
La combustione del legno è un argomento interessante che non ho ancora studiato, ma farò appena possibile. Essere informati su argomenti di tale importanza è un diritto ma anche un dovere, visti i cambiamenti che questa epoca ci chiede.
Mauriziosat,9
11 mar 2010 - 21:27 - #5guarda che l’EPOCA non chiede nessun cambiamento ……….
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e comunque non credo che l’EPOCA …….comunichi con gli umani in modo comprensibile
marcopagni73
12 mar 2010 - 00:21 - #6Qui nel comune dove lavoro volevano costruire una centrale a biomasse,bruciare tutti gli alberi secchi per alimentare la centrale e ripiantarne nuovi…..e quando gli alberi secchi finiscono?infatti non ne hanno fatto niente.E ci perdono anche tempo!
ix
12 mar 2010 - 00:21 - #7@federico, non sono un’ esperta ma secondo me la biomassa conviene solo se in piccola scala e utilizzando scarti (agricoli, delle potature, avanzi alimentari) a filiera corta.
ma tagliare boschi per produrre energia da biomasse è folle. prima di tutto perchè di boschi ne sono rimasti troppo pochi e bisogna proteggerli e incrementarli, non tagliarli! gli alberi ricrescono, ma molto lentamente. e per produrre energia bisognerebbe tagliarne quantità enormi e molto più velocemente di quanto riescano a ricrescere. la conseguenza: erosione e desertificazione. semmai, per questo scopo si potrebbero usare terreni già compromessi (per esempio ex-aree industriali) dove non si può coltivare a scopi alimentari, per coltivare arbusti a crescita rapida (possibilmente che non abbiano bisogno di tanta acqua, altrimenti anche qui si fanno più danni che benefici);
Valerio SFA
30 apr 2010 - 10:23 - #8Cio a a tutti sono laureando in scienze forestali mi sono imbattuto in questo blog perchè stavo navigando per trovare dati sulla mia tesi che riguarderà proprio lo sfruttamento a fini energetici delle biomasse legnose delle fasce perifluviali. Volevo fare solo 2 considerazioni: la combustione legnosa è quella meno impattante dal punto di vista ambientale in quanto la produzione di CO2 ad essa legata è uguale a quella assorbita dalla pianta durante la sua crescita, per quanto riguarda la ceneri prodotte almeno che non si tratti di legno trattato (impregnanti ecc… ma quidi in questo caso non si parla piu di biomassa vergine e quindi di prodotti forestali) sono biodegradabili naturalmente e nonchè utili come fertilizzanti. Le obiezioni mosse a riguardo dell’efficenza in termini di energia prodotta/ quantità utilizzata potevano essere motivate ma solamente fino a 2 decenni oramai come in ogni campo la tecnologia è avanzata alla grande. 2° considerazione attualmente la superficie forestale è pari al 35% sul totale regionale (a ciò vanno poi aggiunti gli impianti di arboricoltura da legno a fini energetici o per industria) con un aumento annuo di 8m3/ha/anno, l’idea di una non gestione del bosco è forse la cosa meno ambientalista che si possa immaginare (tenendo cmq presente la buona fede di chi la propugna WWF incluso) non gestire il bosco significa farlo lentamente degenerare un aumento incontrollato della biomassa sul suolo oltre a vedere determinare l’avanzamento delle specie esotiche robinia in primis (e quindi si può parlare di conservare la biodiversità autoctona???) aumento in modo più che considerevole il rischio di incendi….. Per quanto riguardal’argomento biomasse così osteggiato si deve tenere presente che la stessa filiera corta abbatte le emissioni del trasporto su gomma in maniere non indifferente (il materiale bruciato in centrale deve provenire da un raggio di 50 km massimo) mentre ora per un 30% dobbiamo importare tronchi o cippato da Austria e Finlandia =S
Spero di avervi chiarito le idee
Ciaoa tutti