Il piccolo koala dello zoo di Taipei sporge il musetto verso il…
A New York da luglio saranno disponibili in bike sharing 10mila biciclette…
In Giappone nei supermercati i coleotteri cervo sono venduti come pets gadget…

Tecnologia ed amore per il verde possono unirsi? Sì, come ci dimostra Mike Schropp di Total Geekdom con il suo computer modificato per utilizzare il proprio calore per far crescere le piante.
Schroop ha letteralmente svuotato la cosiddetta torre del suo pc desktop per poi ricomporla in modo che il calore generato dall’hard disk scaldasse la terra contenuta in alcuni cilindri di vetro riempiti di terra e semi di comune erba. Il risultato ha lasciato stupito il suo stesso creatore: l’erba è cresciuta rigogliosissima, dando vita ad un “ibrido” bello e funzionale.
Via | Total Geekdom
Sicuramente loro supereranno la prova costume meglio di quanto possa riuscirci io…
Battute a parte, ecco alcuni bradipi mentre vengono lavati ed educati ad arrampicarsi, come tenersi appesi con le loro zampe, fino all’età adulta, quando saranno in grado di salire senza difficoltà su un albero.
Il tempo passa, loro crescono e noi ci incantiamo a vederli, proprio come in questo video… Buona visione!

Vi raccontavo lo scorso anno del fallimento dello Zoo di Napoli. Oggi l’idea per aiutarlo e che forse non basterà a salvarlo, si chiama zoowall. Ovvero acquistare attraverso una donazione di 10 euro uno dei 20mila pixel-mattoncino di un muro virtuale per sfamare uno dei 290 animali dello zoo.
Il versamento va in favore della Fallimento Parks and Leisure srl, la società che attualmente gestisce lo zoo trasformato in parco. Per ora anche se la situazione è molto complessa è difficile resta intatta la volontà di venirne fuori e di proteggere comunque gli animali. Sono stati organizzati campi estivi dedicati ai bambini per giugno e luglio e visite didattiche.
Scrive Fabrizio Reale su laboratorio Napoli:
Non servirà probabilmente a salvare lo zoo di Napoli dal triste declino ma potrà portare un po’ di sollievo ad una struttura che necessita di continue spese per foraggiare e curare gli animali. Dall’inizio di questa nuova crisi economica sono diversi gli animali di fatto “spariti”, magari venduti, come i due orsi dal collare, ancora dati per presenti sul sito ufficiali ma che da mesi oramai non vivono più nel giardino zoologico partenopeo. Al contempo sono tante, fra gli erbivori, le nuove nascite.
Via | Il Mattino, Laboratorio Napoletano
Foto | Flickr

Shaquille O’Neal è una superstar del NBA il basket americano. E’ uno di quei campioni sportivi idolatrati dai milioni di ragazzine e ragazzine americani. E dall’alto dei suoi 2,16 mt e 150 chili di peso ha deciso di intervenire in difesa dei piccoli lemuri del Madagascar in Usa famosi per il Blockbuster Madagascar giunto alla terza edizione.
Infatti Shaquille ha raccolto l’invito di Mireya Mayor esploratrice del National Geographic che gli ha chiesto di prestare la sua immagine per sostenere la campagna del Centre ValBio a favore dei lemuri. Tra tutte le specie animali e vegetali che vivono in Madagascar i lemuri sono gli esseri più piccoli. Questi primati sono messi in pericolo dalla persistente deforestazione che avanza a ritmi oramai insostenibili.
Dopo il salto il video con gli shot delle foto del servizio dove il gigantesco Big Shaq Daddy protegge i minuscoli primati.
Continua a leggere: Shaquille O’Neal NBA legend difende i lemuri del Madagascar
Ho un debole per le foto che hanno come soggetto gli animali in qualche loro posa strana o semplicemente immortalati in un momento qualsiasi. Ancora di più per scatti come questi, con cuccioli insieme alla loro mamma.
Vi avevamo già mostrato foto di piccoli insieme alla propria madre e oggi aggiungiamo anche altre foto. Perchè ognuna di queste merita di essere vista e ammirata.
Nella loro semplicità e dolcezza.

Giro questo post molto utile letto su Coltivare l’orto che mi ha aiutato a scegliere i vasi per il mio orto sul balcone.
Effettivamente la premessa che fa Laura è giustissima: ogni contenitore se opportunamente trattato può essere usato come vaso per piante di ogni genere; ma non tutti siamo disponibili al fai da te e dunque tra vasi in terracotta, vasi in plastica, vasi in legno, vasi in cemento e vasi in vetroresina cosa scegliere?
Ad esempio i vasi in plastica (ma tutti i contenitori in plastica in genere) sono comodi perché leggeri, però hanno il difetto di non lasciare traspirare il terreno e dunque se troppo scuri trattengono di più il calore. Il vaso in terracotta, lascia respirare terreno e radici ma spesso si incrina e non sempre è facile da spostare specie se grande; peraltro l’acqua evapora più velocemente e dunque è necessario innaffiare più spesso.
I vasi in legno sono molto belli ma richiedono tanta manutenzione anche se trattati per non marcire mentre i vasi in cemento sta scomparendo dal mercato perché non è proprio praticissimo e in più è pesante; i vasi in vetroresina presentano difetti simili a quelli in plastica e sono anche molto costosi.
Dunque ecco le ultime dritte di Laura:
I vasi medio-piccoli vanno bene per le erbe aromatiche, i vasi a cassetta sono adatti a insalate, ravanelli, carote, fragole da seminare su file. Per gli ortaggi di grandi dimensioni, come zucchine, melanzane, pomodori, peperoni, un’unica pianta avrà bisogno da sola di un vaso di almeno 40-45 cm di diametro ed altrettanti di profondità.
Foto | Flickr

Con corpi traslucidi che sembrano di opalescente vetro soffiato, questi baby calamari sono un vero spettacolo che lascia a bocca aperta.
Gli scatti di Jonathan Wong ci mostrano alcuni affascinanti piccoli della colonia dell’Acquario di Vancouver delle dimensioni di un chicco di riso in cui sono ben visibili i cromatofori, cioè le cellule che, da adulto, permetteranno al calamaro di cambiare colore e confondere i predatori.
Affascinanti.
Via | HuffingtonPost
Stupino è una città della Russia Europea centrale, con un’economia che si basa principalmente a livello industriale attraverso stabilimenti metallurgici, chimici e meccanici.
Ed è proprio questa città a regalarci queste immagini decisamente non usuali: ecco alcuni lupi a spasso con il proprio padrone.
Nelle immagini, li vediamo teneramente coccolati dalla loro padrona, immersi nella neve.
Raccolgo l’appello lanciato da un’azienda che produce parmigiano colpita dal sisma del 20 maggio scorso. Il caseificio sociale La Cappelletta sta vendendo il parmigiano caduto a causa del terremoto, il formaggio è di diverse stagionature e l’iniziativa è stata riconosciuta dal Consorzio parmigiano reggiano. Questa la mail:
qui siamo vivi e vogliamo andare avanti…..
chiediamo a tutti non una mano, ma l’opportunità di rialzarci con il nostro lavoro…..
la mia stalla, come altre venti, porta il latte alla COOPERATIVA SOCIALE LA CAPPELLETTA, grazie alla quale produciamo centinaia di forme al giorno di PARMIGIANO REGGIANO: che è simbolo della nostra tradizione e con grande sforzo anche oggi vorremmo continuare a farlo.
A causa del sisma,il magazzino di stagionatura ha subito gravi danni come potete vedere dalle foto che vi allego. Per poter ripristinare il magazzino è necessario vendere il parmigiano. Con questa e-mail chiediamo la vostra comprensione, solidarietà ma soprattutto un aiuto. Io inizio la raccolta di tutti gli ordini di chi volesse acquistare il nostro parmigiano:
E precisa ArciModena che sta gestendo i contatti e le consegne che avverranno o presso la sede dell’Arci o gestite direttamente con l’azienda:
Continua a leggere: Aiutiamo l'Emilia: compriamo il parmigiano caduto dopo il terremoto
Nel frigorifero di ogni famiglia si consuma il disastro dello spreco alimentare. Abbiamo un sistema economico che ci obbliga a comprare, conservare e consumare. Le etichette ci dicono quando un alimento scade. Ma le derrate che acquistiamo sono sempre troppe rispetto alla capacità di consumo e allora gettiamo via cibo. In tempi di crisi, in Europa, finisce nella spazzatura il 43% del cibo che acquistiamo. A volte a ragione altre volte no.
Lo spreco alimentare è una delle facce del disastro ambientale: per avere più cibo occorre servirsi di agricoltura intensiva, allevamenti intensivi, pesca intensiva, logistica intensiva, trasporti intensivi. Tradotto: consumiamo troppa acqua e impoveriamo i suoli agricoli e per renderli più fertili ricorriamo alla chimica del petrolio. E’ un sistema che necessariamente porta al collasso delle risorse e ambientale e siamo già in 7 miliardi sul Pianeta. Nel 2050 saremo in 9 miliardi: solo il risparmio alimentare garantirà cibo per tutti.
Molto cibo ad esempio frutta e verdura anche se buoni, finiscono nella spazzatura perché non sono belli. Infatti, avendo cibo a disposizione in grosse quantità il criterio che lo rende interessante nella GdO non è la sua qualità ma la sua bellezza: perciò troviamo cavolfiori, verze, mele e pere sempre perfette e lucenti sui banconi dei supermercati. La Gdo secondo questi standard getta via 238 mila tonnellate di cibo pari a 881 milioni di euro, ragione per cui 620mila persone potrebbero mangiare a colazione pranzo e cena ogni giorno. Oppure pensiamo a quel che accade nelle mense scolastiche, degli ospedali o aziendali: ma quanto cibo ancora buono viene gettato? Banco Alimentare con Siticibo si impegna a recuperarlo e a ridistribuirlo. Ma è una goccia nel mare.
Continua a leggere: Andrea Segrè: "Il frigorifero la tomba dello spreco alimentare"