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Tutti gli articoli con tag Al Gore

4 film sull'ambiente da non perdere

pubblicato da Barbara Arlati

la locandina del film di Al Gore

Una scomoda verità (An Inconvenient Truth, 2006). Probabilmente il più acclamato film di sempre sull’ambiente. Il film, che ha protagonista Al Gore, parla del riscaldamento globale.

Erin Brokovich (2000). Un film molto noto in cui Julia Roberts decide di andare contro una grossa società per difendere gli abitanti di una cittadina che erano stati contaminati dalle loro esalazioni.

Wall-E (2008). A prima vista potrebbe sembrare un film per bambini ma non è assolutamente solo questo. Il film punta il dito sul futuro dei rifiuti che se gestiti male potrebbero sommergerci.

2022: i sopravvissuti (Soylent Green, 1973). Un altro film che guarda al futuro in modo molto pessimistico. Siamo nel 2022 e la popolazione ha continuato ad espandersi tanto che ormai lo spazio per ognuno è molto ridotto. Cibo e acqua sono razionati. La temperatura è costantemente intorno ai 32°.

Via | Talkingaboutgreen
Foto | Generation Exe

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Our Choice, il libro - app di Al Gore per iPhone e iPad

pubblicato da Nestor Carnevali

Al Gore’s Our Choice from Push Pop Press on Vimeo.

Al Gore è uno degli indiscussi paladini della lotta al riscaldamento globale che l’irresponsabile comportamento dell’uomo sta imponendo al pianeta. Dopo il successo del documentario An Inconvenient Truth del 2006, nel suo libro Our Choice (La Scelta. Come possiamo risolvere la crisi climatica) tracciava le linee guida di una strategia “glocale” in grado di combattere i cambiamenti climatici.

Da un paio di giorni Our Choice ha una sua edizione in formato e-book, ma non si tratta di un semplice pdf con testo e immagini, bensì del primo app-book. Nel video qui sopra potete dare un’occhiata al trailer che fornisce un’idea dell’innovativa interfaccia e varietà di contenuti (grafici, video e musiche) che arricchiscono e completano il contenuto del libro. Realizzata dalla Push Pop Press questa app è balzata immediatamente in testa alle classifiche dell’iTunes Store facendo registrare un picco di acquisti anche sullo store italiano.

Tutti i proventi della vendita della app per iPhone e iPad andranno alla Alliance for Climate Protection, l’organizzazione non profit guidata dallo stesso Al Gore. L’ex vicepresidente degli Stati Uniti ha spiegato la scelta di usare le piattaforme mobili Apple per diffondere la lotta al riscaldamento globale:

Beh, ricorderete che An Inconvenient Truth era sia un libro e un film. Ho imparato in questa esperienza che le due piattaforme si rafforzavano a vicenda. Mentre stavamo finendo la versione cartacea di Our Choice, l’universo app stava esplodendo. Ci siamo chiesti, potrebbe diventare un app? Abbiamo quindi deciso di rivisitare il libro su iPad / iPhone / iPod touch. La motivazione principale era quella di sfruttare le proprietà quasi magiche di questa nuova forma di editoria, l’applicazione, per dare alla gente la possibilità di interagire con il contenuto e esplorarlo al proprio ritmo e secondo i propri desideri.

Tecnologia e app di ultima generazione al servizio della “causa”.

Via | Grist

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RaiTre, Al Gore ospite da Fabio Fazio a Che tempo che fa

pubblicato da Marina

Al gore ospite da Fabio Fazio a che tempo che fa

Avete voglia di una full-immersion nell’ambientalismo più duro e puro? Ecco l’occasione. Stasera, scopro dai colleghi di TvBlog, da Fabio Fazio sarà ospite Al Gore. Io spero vengano fuori un po’ di domande sul Climategate e i cambiamenti climatici; sul nucleare considerato da molti Governi, incluso quello del green Obama, una delle soluzioni da adottare in un mix energetico fatto di rinnovabili.

Spero che Fazio riesca a arginare il fervore quasi sacerdotale e liturgico di Gore che nel frattempo ha organizzato concerti (Live Earth), nel 2007 vinto un Nobel per la pace e un oscar per il suo docufilm An Inconvenient Truth, aperto una Tv ambientalista Current e non si è ben capito se ritornerà a fare politica o continuerà a campare diffondendo il verbo ecologista.

Al Gore beccato a mentire sullo scioglimento dei ghiacci polari

pubblicato da Marina

In atmosfera da Climategate, Al Gore è stato beccato a dire una bugia a proposito dello scioglimento dei ghiacci. Il creatore della campagna mediatica sui cambiamenti climatici cita lo studio del climatologo Wieslav Maslowski, The freshwater budget of the Nordic seas, e informa la platea di Copenhagen che se non vi saranno risoluzioni immediate nella lotta alle emissioni di CO2, vi è il 75% delle probabilità che i ghiacci polari si fondano e che il Polo Nord resterà senza ghiacci entro i prossimi cinque anni.

Ebbene, il Dott. Maslowski ha smentito al The Times questa affermazione e specificato che nel suo studio non è indicata alcuna tempista in merito al probabile scioglimento dei ghiacci polari.

Dopo il salto il video della parodia di un buontempone che si finge il Dott. Maslowki.

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La lotta ai cambiamenti climatici uccide i popoli indigeni

pubblicato da alessandra

Un inquietante dossier è stato pubblicato da Survival Internationl l’organizzazione internazionale che da anni si muove in prima linea per dare voce ai popoli indigeni di tutto il mondo, non a caso denominato la verità più scomoda di tutte, parafrasando il titolo del celebre film di Al Gore.

La lotta contro il riscaldamento globale devasta i popoli indigeni

urlano indignate le pagine del dossier. In particolare sono quattro le misure i cui devastanti effetti sono analizzati: l’uso dei biocarburanti, l’energia idroelettrica, le politiche di conservazione delle foreste e non da ultimo, le compensazioni delle emissioni di carbonio.

La polemica sui biocarburanti in sostituzione degli idrocarburi è aperta ormai da anni, spaccando in due il mondo degli ambientalisti. Ma cosa dire ai Guaranì la tribù più numerosa del Brasile, eppure una delle più fragili se è vero che in soli 6 anni oltre 80 bambini sono morti di fame, a causa della conversione delle loro terre per la produzione di olio di palma? Per quanto riguarda l’energia idroelettrica, poi, oltre 10 mila indigeni del Borneo, i Penan, sono stati sfrattati per permettere la costruzione della diga di Bakun, in Malesia, mentre continuano i lavori e le ricerche per la costruzione di altre, enormi, infrastrutture. Ma c’è dell’altro, e riguarda le politiche messe in campo per proteggere le foreste e che ricadono, incredibilmente, proprio su quei popoli che hanno fatto del rispetto della foresta la propria vita, la propria maestra, la propria dea. E’ il caso dei Masai, sfrattati dalle multinazionali del turismo che hanno reso la parte settentrionale della Tanzania in una riserva dove loro sono, senza eufemismi, decisamente di troppo! Stessa vergognosa sorte, poi, è toccata agli Ogiek, cacciati dalla foresta di Mau, in Kenia, terra legata – in modo meravigliosamente sostenibile! – alla sopravvivenza e alle magiche ritualità di questa tribù.

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Not evil just wrong: un documentario contro Al Gore e l'isteria dei cambiamenti climatici

pubblicato da Marina

Webcam chat at Ustream

Ma è proprio giustificabile l’isteria che si vive intorno ai cambiamenti climatici? Se lo chiede Not evil just wrong un documentario girato dall’irlandese Phelim McAleer e presentato in anterpima mondiale sul web qualche giorno fa. L’autore del documentario ha strutturato il suo lavoro come risposta a tutte le “bugie” che avrebbe messo in piedi Al Gore con la sua battaglia nei confronti della difesa del Pianeta dai cambiamenti climatici.

Secondo McAleer come risultato degli allarmi di Al Gore si avrà l’aumento di tasse e costi vari che graveranno comunque sulla gente. Intanto il merchandising di Not evil just wrong è ben strutturato e il DVD è altresì è acquistabile on line a 19,95 dollari. Vi sono anche confezioni da 100 DVD, acquistabili per 1000 dollari, da distribuire eventualmente nelle scuole o il poster a poco meno di 6 dollari.

Domini .eco: si apre la querelle tra ambientalisti

pubblicato da Marina

Potrebbe presto arrivare sul web il nuovo dominio .eco. L’affare è ghiotto e dunque si iniziano a scatenare gelosie e interessi di vario genere: da Vancouver temono possa finire nella mani di grosse corporation per il cosidetto greenwash, ossia operazioni di marketing abilmente studiate per ripulire dal punto di vista ambientale l’immagine di aziende che nulla hanno a che fare con la tutela ecologista.

Big Room, sostenuta da Gorbachev, fondatore della Croce Verde, è dal 2007 che prova a diventare registry esclusivo per il .eco e per questo è in diretta competizione con la Dot Eco LLC dell’ex vice-presidente degli USA, Al Gore che ha svoltato verde oramai da un bel po’ di tempo.

Scrive domini.it:

Ognuno ha la sua lobby e i propri Santi in paradiso, e ognuno ha idee differenti del business: Big Room prevede di devolvere il 25% dei profitti alla causa ambientale, ma si scontra con voci che chiedono almeno la metà di risorse reinvestite nel settore, come vorrebbe Dot Eco. Da parte di Big Room, l’idea è anche quella di operare un controllo etico sulle registrazioni esteso ai documenti sociali, mentre Dot Eco richiederebbe una semplice e generica adesione ai principi dell’ecologismo.

Foto | Flickr

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Rifkin: la dieta mediterranea salverà il pianeta

pubblicato da Orangeskies

Per salvare il pianeta, si dovrebbe passare alla dieta mediterranea in tutto il mondo. E’ la ricetta che il celebre economista Jeremy Rifkin ha fornito ieri nel corso di un seminario alla facoltà di architettura di Valle Giulia a Roma, sottolineando come:

Forse nessuno sa che la seconda causa di cambiamento climatico al mondo è l’emissione di CO2 derivante dall’allevamento di animali, ovvero dalla grande quantità di carne che consumiamo. Per abbattere le emissioni bisogna quindi passare alla dieta mediterranea, come in Italia, mangiando molte verdure e frutta.

Anche gli esperti di clima vengono quindi in aiuto della nostra cucina, al punto che Rifkin ha aggiunto:

E’ un problema molto serio ma nessuno dei governanti ne parla, perfino Al Gore non ha mai toccato l’argomento. Abbiamo così paura da non riuscire a cambiare le nostre abitudini alimentari, eppure non è così terribile la dieta mediterranea.

Via | Metro
Foto | Flickr

Anche un premio Nobel nel green team di Obama

pubblicato da Roberto Bosio

Steven Chu nuovo segretario all'energia Il nome del nuovo segretario all’energia USA - Steven Chu - a molti non dirà nulla, ma si tratta di una decisa rottura con l’amministrazione Bush.

Questo fisico, Nobel nel 1997 per le sue ricerche sui metodi di raffreddamento degli atomi, guida dal 2004 il Lawrence Berkley national Laboratory, e ne ha fatto - come spiega il suo sito - “il leader mondiale nella ricerca sull’energia rinnovabile e alternativa”.

Una scelta simbolica, da leggere insieme alla scelta di far conoscere la task force ambientale a breve distanza dal faccia a faccia con l’ex vicepresidente Al Gore, ora uomo-simbolo nelle lotte contro il cambiamento climatico.

Per guidare l’Epa (Environmental Protection Agency) , Obama ha scelto invece Lisa Jackson, un’afroamericana nata a New Orleans nel Ninth Ward, il quartiere popolare più devastato dall’uragano Katrina. Era responsabile per l’ambiente nel New Jersey, uno degli Stati USA che aveva aderito ad un accordo molto simile al Protocollo di Kyoto.

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We can solve it. Al Gore lancia la sua sfida: 100% dell'energia dalle rinnovabili entro 10 anni

pubblicato da Marina

Se Barack Obama dice:”Se po’ ffà”, Al Gore ribatte: “Saddà ffà”. E invita tutti gli americani a pretendere a questo punto della storia qualcosa di più dai politici che li andranno a rappresentare e sopratutto a mettere in pratica il libero arbitrio e a scegliere: convertire tutte le fonti energetiche in rinnovabili entro i prossimi 10 anni. Insomma, qualcosa che vada molto oltre la rivoluzione e che sia messo in pratica quasi nell’immediato. Parte così la campagna We can solve it dove Al Gore parla apertamente di una classe politica non adeguata alle scelte che attendono l’America in futuro. Dice nel suo discorso:

Per essere sicuri, diraggiungere l’obiettivo del 100% di energie rinnovabili e pulite entro 10 anni dobbiamo superare molti ostacoli. Attualmente, ad esempio, non abbiamo una rete nazionale unificata che sia sufficientemente avanzata per collegare le zone dove il sole splende e il vento soffia verso le città da est a ovest la dove sia necessaria l’energia elettrica. Le condizioni delle infrastrutture della nostra rete nazionale sono spesso critiche.

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