
“è Al Gore”
(Un eschimese si rivolge all’altro quando vede un uomo venire verso il loro Igloo con i poster di propaganda ecologista)
David Sipress - cartoonbank
Eccovi una nuova rubrica fresca fresca per l’estate, una carrellata di più o meno Vips che, oltre alle solite loro malefatte, fanno anche qualcosina di buono per l’ambiente.
Diciamoci la verità, il gossip un po’ ci piace (ci abbiamo dedicato anche un blog!) e ci piace di più d’estate, quando ci interessa soprattutto svagarci e riposarci sotto l’ombrellone e il livello delle nostre letture un pochino di abbassa. Ebbene, eccovi (o meglio, eccoMI) accontetati. Parliamo di gossip ma a modo nostro.
Il primo EcoVip che vi presentiamo è Cameron Diaz. La biondina di “Tutti Pazzi per Mary” ed ex-fidanzata di Justin Timberlake ha di recente prestato la faccia per un video promozionale del concorso “60 seconds to save the earth” (60 secondi per salvare la Terra), promosso da Current TV e da Alliance for Climate Protection (manco a dirlo, in entrambi progetti c’è lo zampino del sempreverde Al Gore).
Eccoci, oggi è il 07/07/07, e mentre leggete - qualunque sia l’ora - è in corso il Live Earth, uno degli eventi musicali più grandi della storia della musica, o perlomeno il più ambientalista. Si comincia alle 3 del mattino (ora italiana) a Sydney e si finisce 24 ore più tardi a New York. Otto concerti, oltre 100 artisti, 7 continenti toccati (Antartide compreso). Il tutto per lanciare un grande messaggio ambientalista di azione contro i cambiamenti climatici, con l’intenzione che venga ascoltato dal più alto numero di persone possibile.
Oggi Al Gore dal palco chiederà al mondo di ridurre le emissioni di CO2 del 90% entro il 2050. E dopo il concerto e attraverso la campagna SOS, un numero maggiore di persone sarà in grado di rispondere all’appello e di mettere in pratica comportamenti rispettosi dell’ambiente.
Continua a leggere: Live Earth /1: il concerto più ambientalista che c'è

A breve si terrà il più grosso happening di propaganda ecologista della storia: Il live earth, il megaconcerto patrocinato e ideato dal solito Al Gore, che si svolgerà in 8 città del mondo il giorno 07/07/07 (che numero quasi esoterico) e verrà trasmesso in diretta su LA7 e MTV.
Per l’occasione saranno presentati (come battage pubblicitario) dei cortometraggi a tema girati da fior fior di (eco) registi. Per ulteriori dettagli vi rimando al super post esplicativo dei cugini di tvblog
Dal Corriere di oggi veniamo a sapere che Al Gore sarà a Milano nella giornata di giovedì 14 Giugno.
Il premio Oscar non verrà per parlare del proprio film, ma sarà l’ospite d’onore dell’esposizione “Les Yeux Ouverts” alla Triennale.
Arte ed ecologia si incontrano infatti in questa manifestazione per giovani artisti promossa da Fabrica di Benetton e Toscani.
Sempre a proposito di Benetton, verrà presentato a Gore il nuovo numero di Colors, magazine trimestrale, dedicato alla sostenibilità ambientale
Potrebbe essere l’occasione per incontrare Gore e, perchè no, verificare la sua disponibilità a parlare con il pubblico delle tematiche ambientali.
Nel resto del mondo i politici, una volta scesi dalla poltrona che occupavano, talvolta si dedicano a fondazioni ambientaliste: lo hanno fatto Clinton negli USA, Chirac in Francia e Gorbachev in Russia, tanto per citarne alcuni.
I nostri politici, oltre ad avere uno scarsissimo interesse per l’ambiente, non vanno in pensione e non mollano le poltrone.
Chirac aveva proposto l’Appello di Parigi, con la formazione di una commissione ONU per l’ambiente (che piaceva anche al nostro ministro dell’ambiente, Pecoraro Scanio) e ora ha annunciato che si dedicherà alla “Fondation Jacques Chirac pour le développement durable et le dialogue des cultures” in cui verranno sostenute azioni a favore dello sviluppo sostenibile e il dialogo tra i popoli.
Continua a leggere: Politici in pensione si danno all'ambientalismo
Un think tank del Tennessee ha analizzato i consumi energetici della villa di Al Gore e ha scoperto che l’ex “prossimo presidente” degli Stati Uniti consuma tantissimo.
La sua casa consuma in un mese quello che una casa statunitense media consuma in un anno. 221,000 kWh nel 2006 per illuminare, riscaldare e abitare le 20 stanze della villa con piscina a Nashville sono troppi, per uno che va in giro a parlare del riscaldamento globale, dicono al Tennessee Center for Policy Research e addirittura il Wall Street Journal ironizza sul fatto.
Avevamo commentato positivamente “Una scomoda verità“, il film di Al Gore.
Anche l’Academy è del nostro stesso parere, anche se probabilmente con motivazioni differenti, tanto da assegnare ad “Una scomoda verita”, diretto da Davis Guggenheim, l’Oscar come migliore documentario.
Questo ha permesso a Gore un simpatico siparietto con Leonardo DiCaprio, nel quale ha finto di annunciare la candidatura, iniziando il discorso subito interrotto, volutamente, da una musichetta. In seguito la statuetta è stata ritirata dal regista Davis Guggenheim, ma Gore è salito con lui sul palco ed ha ripreso brevemente la parola, in questo caso più seriamente, lanciando un appello per trovare i mezzi e la volontà di risolvere il problema.
A questo punto il film potrebbe trovare un’accoglienza maggiore rispetto a quanto avvenuto fin ora, sia a livello distributivo sia a livello di pubblico.
Via | Corriere.it
Ed ecco invece le reazioni del pubblico romano alla visione del “docufilm” di Al Gore, andata in contemporanea a quella milanese.
Complessivamente un 7,5, in particolare:
Riccardo: mi piacerebbe definirlo “fantastico”, purtroppo non lo è perché è REALE. Poco più di un’ora per confrontarci con qualcosa che ci viene reso sempre più semplice ignorare
Francesco: grande ricchezza di immagini e di materiale scientifico e cinematografico. L’impegno politico, morale e spirituale del film è degno della massima considerazione. Ottimo.
Antonella R: trasmette molta più angoscia e frustrazione rispetto alla consapevolezza di poter cambiare le cose. Il film è importante e utile a sensibilizzare le coscienze, ma forse qualche indicazione più concreta e alla portata di tutti aiuterebbe a far sentire ciascuno di noi in grado di cambiare le cose.
Marcello: il film ci ricorda che dobbiamo fare presto, perché poi è tardi… La società civile come i vertici politici dovrebbero averlo capito. La cosa triste è che questo film lo vedranno (probabilmente) la metà degli spettatori che hanno visto Natale a New York!
Eccovi i commenti di alcuni lettori presenti ieri alla prima di Una scomoda verità, offerta da ecoblog a Milano:
DW: sarebbe stato utile avere le fonti da cui ha preso i grafici. Volevo prendere appunti, durante la proiezione, ma al buio e in poltrona non era possibile.
Sean: consiglio di guardarlo in versione originale, al massimo sottotitolato, perché nel doppiaggio si perde sia la voce di Al Gore (il doppiatore non rende bene le battute) che il significato di quel che dice (ci sono errori di traduzione).
Ale: dal punto di vista cinematografico mi e’ sembrato ben costruito, la fotografia, il montaggio, l’alternarsi di spiegazioni e momenti emotivamente coinvolgenti e’ ben bilanciato.
Andrea: certo che si sente che e’ fatto per gli statunitensi!