In Algeria è scoppiata la guerra dei generi alimentari. Da circa qualche mese i prezzi sono raddoppiati. Farina, olio da cucina e zucchero hanno raggiunto prezzi record.
Accanto alla disastrosa situazione dei prezzi anche l’aumento vertiginoso della disoccupazione. A protestare sopratutto i giovani.
Replica alle proteste Mustapha Benbada ministro per il commercio che ha invitato grossisti e grande distribuzione a abbassare i margini di guadagno su olio e zucchero.
Via | Le Temps d’Algerie

Brutte notizie per il progetto Desertec, il grande (forse troppo) sogno di fornire il 15-20% dell’energia elettrica consumata dall’Europa tramite una immensa distesa di pannelli solari (in gran parte termodinamico collegato a centrali a ciclo combinato a gas o a carbone) installati in Nord Africa.
Due paesi cardine del progetto, l’Algeria e la Germania, potrebbero uscirne a breve. Ma con motivazioni diverse. La Germania non avrebbe un grande entusiasmo nel portare avanti il Desertec per questioni probabilmente economiche e non lo ha inserito nelle linee guida del proprio piano energetico nazionale, recentemente anticipate alla stampa e a agli addetti al settore energia. E, va detto, la Germania avrebbe dovuto essere uno dei maggiori contribuenti dal punto di vista economico.
L’Algeria, invece, farebbe resistenza sia dal punto di vista economico che politico perchè non si vuole trovare con una enorme distesa di pannelli solari di proprietà di investitori esteri sul proprio territorio, temendo di perderne in sovranità territoriale. Per quanto riguarda i costi, invece, a quanto pare preferisce spendere nel nucleare civile, tecnologia per la quale ha già stretto accordi di collaborazione con Francia, Stati Uniti, Cina e Argentina.
La defezione di due dei paesi più importanti del progetto Desertec, a questo punto, potrebbe letteralmente ammazzarlo nella culla. Forse, però, si tratta (o si trattava) di un progetto troppo grande e troppo complesso da gestire sia dal punto di vista economico che, soprattutto, politico.
Via | La Nuova Ecologia, Ecquo
Foto | Desertec Foundation
Che l’Africa fosse uno dei luoghi più adatti per lo sviluppo delle tecnologie solari lo si va dicendo da un po’ di tempo. A tal proposito è interessante la notizia che arriva dalla Banca Mondiale che nelle scorse settimane ha sottoscritto un accordo per realizzare, entro il 2020, nuovi progetti di solare termodinamico, per una potenza installata di circa 1 GW.
Ad usufruire di quest’iniziativa ben cinque Stati, tutti del nord Africa: Algeria, Egitto, Giordania, Marocco e Tunisia. Si tratta di progetti già avviati in parte dalle autorità locali che ora verranno rafforzati dall’aiuto della World Bank, nell’ambito dei contributi dedicati alla lotta dei cambiamenti climatici.
Le risorse, che ammontano a 5,5 miliardi di dollari, saranno investite in programmi per lo sviluppo del solare termodinamico. L’iter di finanziamento è già stato avviato con l’erogazione della prima tranche di 750 milioni di dollari a carico del Fondo e presto saranno avviate le procedure per la mobilitazione degli ulteriori 4,85 miliardi.
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L’Algeria avrà presto la sua agenzia per la sicurezza nucleare. Lo ha annunciato il ministro Chakib Khelil che si occupa di energia e risorse minerarie.
L’Algeria ha già due reattori nucleari, uno ad Algeri e uno ad Ain-Oussera. Entrambi sono sotto la supervisione dell’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica). E’ partito anche un programma di collaborazione tra Algeria e Sud Africa che dovrebbe favorire lo sviluppo del nucleare civile nel continente nero. L’unica centrale nucleare attiva nel continente africano si trova nella repubblica del Sud Africa.