L’ultimo rapporto di Altroconsumo ha censito 35 città italiane sulla qualità dell’acqua potabile e in fondo alla classifica si sono piazzate a pari merito al penultimo posto Ferrara e Lecce, all’ultimo Reggio Calabria.
Ferrara è preoccupata, perché la qualità della sua acqua, definita buona nei controlli del 1998 e del 2003, è definita mediocre secondo i dati del 2009. A Lecce, alla qualità dell’acqua non proprio ottima, si aggiunge il prezzo della bolletta, che si aggira intorno ai 300 euro e costa ad una famiglia salentina quasi quanto alla carissima Firenze, e quasi il triplo di una famiglia di Milano.
In generale l’acqua delle città appare abbastanza buona, eccellente a Potenza e a Campobasso, bocciata soltanto a Reggio Calabria, per la presenza si sale oltre i limiti consentiti dalla legge. Ad ogni modo, queste sono le conclusioni riportate dal report di Altroconsumo sulla qualità dell’acqua nelle città italiane e sull’importanza di bere l’acqua del rubinetto invece di quella in bottiglia, che è il più grande nemico dell’ambiente:
I risultati dell’inchiesta che abbiamo realizzato nei capoluoghi di regione e provincia in giro per lo Stivale (isole comprese) sono cristallini. Non bere l’acqua di casa significa rinunciare a un prodotto buono, equilibrato perché oligominerale e super-economico: costa 250 volte meno che l’acqua griffata e venduta in bottiglia.
Foto | Flickr
Chiede Paolo Attivissimo sul suo blog il disinformatico:
Indossereste una mutanda di Beppe Grillo lavata in lavatrice con la biowashball?
Tra gli evidenti motivi per non farlo (e se lo fate sono fatti vostri e di Grillo) c’è la possibilità che la mutanda in questione non sia stata disinfettata a sufficienza dal lavaggio con la sola pallina verde e acqua calda.
Secondo quanto riferisce Attivissimo la biowashball non usando detersivo lascia le tubazioni della lavatrice in condizioni igieniche pessime, tanto da farla diventare una bomba batteriologica. Scrive:
Il fatto pero’ che tale dispositivo sia in grado di “eliminare i germi patogeni nell’acqua della vostra lavatrice” è un’affermazione quantomeno pericolosa a farsi: nella lavatrice sono presenti tubazioni che svolgono un effetto “sifone”, per cui non si svuotano mai dall’acqua e, soprattutto per questa ragione, la macchina andrebbe lavata con un agente disinfettante (candeggina diluita o simili) ogni qualche mese, per evitare il proliferare di batteri e muffe; l’utilizzo del detersivo a ogni lavaggio tutela solo in parte da questa proliferazione. Cio’ che intendo dire è: non serve disinfettare la macchina a ogni lavaggio (i nostri anticorpi ci proteggono a sufficienza da quei pochi batteri presenti, a patto che si usi abitualmente un detersivo efficace e che ogni tanto si lavi la macchina con un po’ di candeggiante), ma non e’ neppure il caso di lavare solo con acqua, trasformando la macchina in un’incubatrice per microorganismi…
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L’Espresso ha pubblicato un articolo in cui si lascia intendere che spendere di più per acquistare bio non serve.
Lo spunto dell’articolo e’ una ricerca sulla colazione bio fatta da Altroconsumo.
Il presupposto dell’Espresso e’ che tutti i consumatori comprino bio per tutelare la loro salute, mentre dovrebbero farlo solo per proteggere l’ambiente e che la pubblicità al biologico alluda (fraudolentemente) alla salubrità.
Nell’articolo si ammette che nei prodotti bio non ci siano tracce di fitofarmaci, ma si punta il dito su aspetti dieteticamente poco salubri dei prodotti: “il marchio bio non mette al riparo dai danni dell’alimento industriale: grassi, additivi, sale e zuccheri a profusione”.
Una volta la gente andava a piedi al pozzo a prendere l’acqua ed era gratis. Oggi si va in auto al supermercato e la si paga 400 volte più cara di quella che esce dal rubinetto.
Altroconsumo ha stimato che gli italiani ne bevano 172 litri a testa, all’anno. Le 250 aziende produttrici hanno un fatturato di 2 miliardi di Euro.
“L’acqua del rubinetto è più garantita e controllata, oltre che sicura e salubre. - spiega Claudia Chiozzotto, curatrice dell’indagine - in 35 città del nostro paese la nuova legge che impone limiti più severi è rispettata. Nel 2003 le analisi dell’acqua di Palermo, Milano e Torino avevano rivelato la presenza rispettivamente di nitrati, trielina e percloretilene oltre i limiti della direttiva UE.”
Il ricorso all’acqua in bottiglia potrebbe essere giustificato a Genova e Catanzaro, dove i campioni prelevati alle fontanelle pubbliche (da cui sgorga la stessa acqua che esce dai rubinetti delle case) non hanno dato buoni risultati ai test. L’acqua migliore, quella più cristallina, è negli acquedotti di Cagliari, L’Aquila, Pavia, Bergamo; buone anche le prove di Roma e Milano, che fanno passi avanti rispetto ai risultati di tre anni fa.
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Già sappiamo che dopo l’emergenza gas avvenuta quest’inverno avremo un aumento delle prossime bollette. Tutti sappiamo che, a prescindere dalle varie emergenze, il prezzo del riscaldamento è destinato a salire: inflazione, guerre, giacimenti in esaurimento ecc.
E’ necessario correre ai ripari e non farsi trovare impreparati nei prossimi inverni. Per non buttare soldi “dalla finestra” è necessario investirli “nella finestra”.
Altroconsumo, famosa associazione di consumatori, mette la lente d’ingrandimento sugli infissi delle nostre case. Dalla loro inchiesta emerge quanto si può risparmiare utilizzando determinati materiali.
In un appartamento con 5 finestre (una superficie vetrata di circa 15 metri quadri), per esempio, si possono risparmiare più di 15 Euro l’anno di gasolio per riscaldamento usando una serratura in legno rispetto all’alluminio. Il risparmio sarebbe di circa 7 Euro usando invece il PVC. Non sono cifre da capogiro, ma moltiplicate per ogni singola casa, danno un’idea di quanti soldi regaliamo ai Russi quando compriamo il gas.
Isolare dal freddo equivale ad isolare dal caldo. Risparmiare quindi riscaldamento d’inverno significa risparmiare elettricità dei condizionatori d’estate. Usando infissi misti, legno dentro - alluminio fuori, si abbattono drasticamente i costi di manutenzione. Anche i vetri sono ovviamente importanti e andrebbero scelti a “bassa emissività”. In un ottica futura, quando alle case verrà assegnata una classe energetica in base al rapporto consumi/sprechi, spendere in risparmio energetico potrà rivelarsi un buon investimento. Sapere poi che la vostra casa inquina meno di tutte le altre vi farà sentire certamente in pace con la natura.
Via | Altroconsumo n°190
Nella rivista dell’associazione dei consumatori Altroconsumo di questo mese (n°189 Gennaio 2006) è possibile leggere un’interessante inchiesta sull’energia.
Ampio spazio viene dato alle fonti rinnovabili. Viene analizzata la situazione attuale rispetto alle altre nazioni ed alle altre fonti energetiche.
Nel nostro paese solo il 18% dell’elettricità è prodotta sfruttando fonti rinnovabili. L’Unione Europea ha come obiettivo per il 2010 di produrre il 25% di elettricità con fonti rinnovabili e il 12% di energia totale, considerando cioè anche carburanti, riscaldamento ecc.