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Tutti gli articoli con tag Australia

L'ombra della corruzione si allunga sull'IWC mettendo a rischio la vita delle balene

pubblicato da alessandra

Ieri ha avuto inizio, ad Agadir in Marocco, uno dei più importanti consessi internazionali per la tutela degli ecosistemi marini con la riunione presso la Commissione baleniera internazionale (IWC) di 88 Paesi che, entro venerdì, avranno la possibilità di decidere se salvare le balene oppure porre le premesse per una caccia indiscriminata effettuata anche nelle gelide acque artiche, vitale santuario per la riproduzione e la vita dei grandi cetacei.

Com’è noto, dal 1986 esiste una moratoria precisa sulla caccia alle balene che, dopo lo sterminio di inzio ‘900 è servita alemeno a dare un pò di tregua ai giganti del mare.. A patto che rimanessero il più lontano possibile dalle rotte di Giappone, Islanda e Norvegia rei di aver clamorosamente aggirato il divieto “inventando” la pesca a fini scientifici senza che mai nessuna reale sanzione venisse mossa contro di loro. In questi giorni, ad Agadir, il paradosso è di scena: la triade delle Nazioni “canaglia” che non ha mai rispettato le regole internazionali e che ha ucciso almeno 35 mila balene potrebbe vedersi riconosciuto, molto presto, il diritto alla caccia anche in alcune riserve marine…. Secondo la Commissione, infatti, garantire per 10 anni la mattanza di uno quota fissa di cetacei (tra cui anche la megattera, da poco scampata miracolosamente all’estinzione ma ancora molto rara e a rischio) servirebbe proprio a ripopolare gli oceani di queste grandi creature. Ma anche ammettendo questa ipotesi: perché mai Stati che non hanno fatto nulla per rimanere nei limiti della legalità, a seguito di un contentino, dovrebbero cambiare atteggiamento? E perchè, allora, altri Paesi non dovrebbero adeguarsi o rivendicare la possibilità di fare altrettanto?

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Intimo uomo in fibra di banana

pubblicato da missunderstanding

aussiebum

Dopo la lingerie in fibra di bambù, naturale ed ecologica, arriva la linea di intimo uomo in fibra di banana. La linea Banana di AussieBum arriva dall’Australia ed è dedicata a chi di banane se ne intende.

Tutti i capi di intimo maschile, dagli slip alle bermuda, sono realizzati per il 27% in fibra di banana, per 64% in cotone organico, per il restante 9% in Lycra. La fibra di banana, ottenuta dalla tessitura della corteccia, combinata con le percentuali degli altri due materiali in quelle proporzioni, offre al capo intimo leggerezza, morbidezza ed assorbenza.

L’intimo uomo in fibra di banana è in vendita online qui su AussieBum a circa 20 euro. Che ne dite, vi sembra che il prezzo valga la banana?

via | ecouterre

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La Micronesia fa ricorso contro la centrale a carbone ceca di Prunéřov

pubblicato da missunderstanding

centrale prunerov

L’Arcipelago della Micronesia, una federazione di 600 isole situate a 3000 km circa dall’Australia, ha chiesto al Ministero dell’Ambiente di Praga di rivedere un progetto relativo all’espansione di una centrale a carbone della Cez. Che nesso c’è tra la Micronesia e l’impianto della centrale di Prunéřov nella Repubblica Ceca?

Le isole della Micronesia sono situate a livello del mare, e a causa dell’aumento dei livelli dell’acqua rischiano di essere sommerse, mentre la Cez, il più grande produttore energetico ceco, continua ad aumentare i suoi profitti nonostante la crisi, ed ha così deciso di ampliare la centrale di Prunéřov, forte del fatto di aver modernizzato gli impianti ed aver ridotto le emissioni.

Alla Micronesia, però, la riduzione di 3 milioni di tonnellate l’anno di Co2 dichiarata dalla Cez non basta: ogni espansione della centrale ceca mette in pericolo la sopravvivenza dell’arcipelago. Protestano gli abitanti della Micronesia ed in Europa manifestano simbolicamente per la Micronesia gli ambientalisti cechi e tedeschi, mentre si aspettano le valutazioni sull’impatto della centrale a carbone ceca chieste dal Ministero dell’Ambiente di Praga ad una commissione indipendente internazionale.

via | terranauta

Foto | Flickr

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Le sculture degli Aborigeni del Santuario di William Ricketts

pubblicato da missunderstanding

sculture aborigeni santuario di ricketts

Nascoste tra i rami e le foglie della foresta pluviale australiana spuntano dai tronchi degli alberi le statue degli Aborigeni, che formano il Santuario di William Ricketts.

Lo scultore William Ricketts (1898-1993) ha riprodotti volti e corpi di donne, uomini e bambini in mezzo alla foresta, per sottolineare l’importanza e la forza del legame tra gli indigeni e la Natura. Le 92 statue emergono dai tronchi e dalle rocce, come se fossero parte della natura, donando alla foresta del Parco di Dandenong l’aria mistica che attira visitatori da tutto il mondo e li rende consapevoli del legame che unisce i nativi alla propria terra.

sculture aborigeni santuario di ricketts sculture aborigeni santuario di ricketts sculture aborigeni santuario di ricketts

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Foto | Shantavira

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L'iceberg gigante B17B si muove verso l'Australia

pubblicato da missunderstanding

b17b
Un iceberg gigante, staccatosi dai ghiacci dell’Antartide, si muove adesso verso la parte occidentale dell’Australia. L’iceberg, noto come B17B, è lungo 19km e largo 8.

Secondo lo studioso Neal Young, dell’Australian Antarctic Division, l’iceberg è uno dei più grandi al mondo ad essere arrivato intatto così vicino a una costa: il ghiacciaio si trova ora a circa 1700km a Sud-Ovest della costa occidentale dell’Australia e si muove verso nord così come si muove la corrente prevalente nell’Oceano.

A causa delle temperatura dell’acqua il grande pezzo di ghiaccio inizierà pian piano a rompersi in pezzi più piccoli, così come è accaduto agli altri iceberg staccatisi dalla Barriera di Ross da una decina di anni a questa parte.

Via | news.com.au

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Il messaggio del Dalai Lama sui cambiamenti climatici

pubblicato da missunderstanding

Dalai lama su cambiamenti climaticiMentre la Nuova Zelanda ha già una legge, l’Australia è alle prese con la propria regolamentazione sulle emissioni dei diversi settori del mercato, ed è proprio in questo momento cruciale che il Dalai Lama si è recato a Sidney. Durante la sua visita in Australia, il Dalai Lama ha espresso il suo parere sui cambiamenti climatici e ha lanciato un messaggio a tutto il mondo.

In vista dell’incontro di Copenaghen, ormai prossimo, il Dalai Lama ha lanciato il suo appello ai vari Paesi del mondo, affinchè l’attenzione di chi governa per una volta abbia come priorità la questions ambientale e i cambiamenti climatici, piuttosto che la politica interna o l’economia e i profitti del proprio paese, e si concentri su un problema comune a tutto il mondo, la cui responsabilità appartiene ad ogni Stato e ad ogni persona.

Il Dalai Lama ha portato ad ogni singolo individuo il suo esempio di vita, la sua attenzione al risparmio energetico nella vita privata, lo stile di vita semplice e privo di eccessi, orientato alla conservazione delle risorse e lontano dagli sprechi. Il Dalai Lama ha lanciato un messaggio ai leader del mondo pronti ad incontrarsi a Copenaghen ed uno ad ogni individuo che può dare il proprio contributo:

Taking care of the environment … (is now) part of my life. Taking care of the environment should be part of our daily life“.

via | Treehugger

Foto | Flickr

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La Nuova Zelanda vara il nuovo progamma per le emissioni, prima dell'Australia

pubblicato da missunderstanding

nuova zelanda

I Kiwis battono gli Aussies. Così titolava ieri mattina l’Herald di Sydney a proposito dell’approvazione, da parte del parlamento neozelandese, della nuova legge sulle emissioni. La Nuova Zelanda si è dotata di un piano di regolamentazione delle emissioni dei diversi dettori del mercato, prima dell’Australia.

In vista dell’incontro di Copenaghen la legge neozelandese è stata approvata dopo mesi di discussioni, grazie ad un’allenza del partito di maggioranza con quello dei Maori che in cambio dei voti hanno ottenuto la possibilità di partecipare a progetti sulla conservazione delle foreste, e di guadagnarci su. Ha visto opporsi i Verdi, i Labouristi e i Progressisti.

Per alcuni la legge protegge le industrie neozelandesi, così come lascia libero di operare il settore agricolo, fino al 2015, quando poi dovranno adeguarsi alle limitazioni imposte per limitare le emissioni di CO2. Per altri la legge è troppo pesante per quanto riguarda le imposizioni ai grandi dell’industria. Vedremo, ora, cosa proporrà l’Australia.

Foto | Flickr

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Shopping: le catene di negozi attente alle buone pratiche ecologiche ci sono

pubblicato da missunderstanding

catene di negozi pratiche ecologiche

Con il Natale che arriva portando con sè l’abitudine a scambiarsi regali, più di qualcuno andrà a far compere. E se proprio bisogna consumare e acquistare, allora è meglio sapere dove e perchè.

Uno studio internazionale, che ha visto collaborare insieme i ricercatori dell’Università francese di Metz, dell’Università scozzese di Stirling, dell’Università Hitotsubashi in Giappone e della spagnola Esade ha stilato una classifica delle catene di negozi più verdi. Il successo dei negozi che adottano buone pratiche ecologiche per differenziare le proprie attività è basato su una politica di riduzione dei costi o di ricerca fondi, sulla riduzione delle emissioni di CO2. Lo studio ha evidenziato anche quali sono le barriere più comuni che impediscono ad una catena di negozi di scegliere una strada ecosostenibile.

I gruppi di studio si sono concentrati su 15 catene di vendita al dettaglio, dall’America all’Europa, passando per Asia e Australia per scovare le migliori pratiche ecologiche che possono aiutare l’industria a contribuire ecologicamente e a migliorare i propri ritorni economici. In Canada sono ben piazzati in classifica la catena Mountain Equipment Co-op ch evende articoli e attrezzature sport, al secondo IKEA e al terzo Walmart, una catena di elettronica. In Europa le catene Lush e Carrefour, di nazionalità una inglese e una francese, presenti anche in Italia.

Foto | Flickr

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Global Green Challenge, in Australia il rally è solare

pubblicato da Giorgio

Da Darwin ad Adelaide con la forza del sole. Ha preso il via in Australia il Global Green Challenge, manifestazione dedicata alle auto a propulsione solare ed ibrida. Gli equipaggi, provenienti da tutto il mondo, percorreranno 3.000 km in 6 giorni. I veicoli viaggeranno ad una velocità media di 100 km/h, attraversando deserti e foreste della meravigliosa terra dei canguri.

Due le categorie previste per questo rally verde: l’Eco Challenge, destinato ai produttori di veicoli a basse emissioni di CO2; il Solar Challenge, riservato ad università, istituti tecnici e imprese, che vede l’adesione di 15 nazioni tra cui: Giappone, Svizzera, Germania, Gran Bretagna, Olanda, Belgio e, ovviamente, Australia. In entrambe le categorie, le autovetture sono soggette al regolamento della Federazione Internazionale Automobile. La competizione vuole rendere omaggio all’impresa dell’autraliano Hans Tholstrup che, nel 1982, realizzò a proprie spese un auto ad energia solare, percorrendo il continente da est verso ovest.

Tra i 17 equipaggi che partecipano alla categoria Eco troviamo: Ford, Kia, Hyundai e Bmw Mini. Da tempo, queste importanti case automobilistiche investono in ricerca e sviluppo, realizzando auto a basso impatto ambientale. Il Solar Challenge é l’occasione giusta per testare su strada il lavoro sperimentale e, al tempo stasso, lanciare un forte segnale a tutto il settore automobilistico e all’opinione pubblica. La gara avrà luogo dalle 8 alle 17 e i piloti dovranno accamparsi lungo il percorso una volta raggiunto l’orario di gara stabilito. Attraverso il sito ufficiale della competizione è possibile seguire la diretta della manifestazione. Il 31 dicembre verranno premiati i vincitori delle due categorie.

Via | Global challenge

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L'acqua potabile torna ad Hyde Park, sotto forma di sfera

pubblicato da missunderstanding

fontana londra

Dopo trent’anni ad Hyde Park, a Londra, è tornata l’acqua, sotto forma di una sferica fontana dalla quale è possibile attingere l’acqua e dissetarsi. Proprio come tanti anni fa, prima della sparizione delle fontane dalle strade e dai parchi.

Posta lì ad Hyde Park da un privato, è il passatempo preferito dei bambini che la credono una novità e la salvezza di sportivi che corrono nel parco e di assetati amanti dell’acqua potabile. Ed è un passo avanti nella lotta contro le bottiglie di plastica.

Londra non sarà Bundanoon, ma un piccolo passo avanti lo ha fatto. E ora, dopo la fontana, si prepara a dissetare i cittadini con acqua potabile per 20 centesimi, installando dei distributori automatici alle fermate degli autobus e al Tower Bridge Museum. Se siete in partenza per Londra, ricordatevi di portare il vostro contenitore riusabile per l’acqua, la fonte per dissetarvi la troverete al centro di Hyde Park.

via | treehugger

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