Camminare scalzi è non solo un’attitudine naturale ma è oggi un vero e proprio movimento il Summer Barfüßler molto attivo a Berlino e nel Nord Europa e che dura per molti lo spazio di un’estate. In pratica chi vi aderisce smette di usare le scarpe, sandali e flip-flop e cammina a piedi scalzi.
Di fatto camminare scalzi serve anche a rilasciare un po’ di calore e dunque a ricevere una sensazione di fresco, ma richiede anche un po’ di precauzioni se decidiamo di farlo per le strade urbane. Innanzitutto meglio essere protetti contro il tetano con la vaccinazione e poi prestare sempre attenzione a cosa andiamo a calpestare. In molti, una volta superate le prime difficoltà di adattamento dei piedi alla camminata scalza, sostengono che è poi impossibile riprendere a indossare le scarpe.
In genere chi inizia a camminare scalzo, leggendo i racconti in giro per forum e blog, lo fa per curiosità; poi apprezza il piacere di calpestare il suolo, di sentire il contatto con i vari materiali: terra, sabbia, erba, asfalto, ma anche l’acqua della pioggia e oltre a una sensazione di benessere sente di diventare anche fisicamente più forte.
Molte informazioni e racconti sul forum in tedesco; qui il forum dei bambini scalzi a scuola; qui un post di benessereblog sui vantaggi del camminare scalzi.
Foto | Zurich Daily Photo

Leggo dal blog di Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta la bella notizia del ritorno della gestione pubblica dell’acqua a Berlino. Lo scorso anno già Parigi si decise a abbandonare la privatizzazione. La decisione dei berlinesi è frutto di un referendum voluto dall’associazione Berliner Wassertisch e votato a favore da 665.713 persone. La necessità di un rientro della gestione pubblica che torna ora nelle mani della Berliner Wasserbetriebe (BWB) nasce dall’aumento considerevole delle tariffe, lievitate del 35%: un metro cubo d’acqua berlinese costa 5,12 euro, a Colonia 3,26. Va considerato, inoltre, che la campagna è stata vinta con un budget risicato di 12mila euro.
La storia della privatizzazione del servizio dell’acqua a Berlino merita di essere raccontato perché costituisce sia una lezione, sia un monito a chi va cianciando di privatizzazioni convenienti.
Ora il primo atto sarà la pubblicazione dei contratti, gli accordi e le successive modifiche messi in piedi dal 1999 in poi tra il Comune di Berlino Veolia e RWE, Rheinische Elekrizitätswerke, il colosso dell’energia elettrica. L’associazione Berliner Wassertisch (che somiglia un po’ alla nostra acquabenecomune.org) è convinta che la privatizzazione dell’acqua a Berlino non rispetti il diritto naturale a questo bene. Le società che hanno fin qui gestito le acque pubbliche di Berlino sono Veolia e RWE che hanno il 49,9% della municipalizzata e che hanno portato a casa ricavi per circa 1,7 miliardi di euro. Secondo Berliner Wassertisch restano da conoscere ancora alcuni importanti documenti e relativi accordi che non non sono stati resi pubblici.
Via | Romandie
Foto | Berliner wassertisch

A Berlino la prostituzione è legale, e le prostitute dei bordelli tedeschi sono note in tutta Europa per le loro particolari iniziative: prima c’è stata la rivolta per il diritto a guadagnare sull’uso della propria vagina, adesso arriva la rivoluzione verde con lo sconto per i clienti che scelgono mezzi di trasporto ecologici.
La crisi ha colpito anche l’industria a luci rosse, che coglie l’occasione per tingersi di verde, offrendo una versione ecologica del sesso a pagamento: tutti i clienti che si recheranno nei bordelli berlinesi in bici o con l’autobus, avranno diritto ad uno sconto di 5 euro.
Il sistema sembra funzionare alla grande: lo sconto di 5 euro o la promozione dell’uso di mezzi ecologici ha portato 5 nuovi clienti al giorno nelle stanze del circuito a luci rosse. Che con questa virata ecologica le prostitute siano riuscite a conquistare anche gli amanti verdi o semplicemente quelli più al verde?
Grazie alla segnalazione di un nostro lettore, vi presento l’installazione dell’artista brasiliano Nele Azevedo, che sta facendo il giro del web, dopo aver invaso piazza piazza Gendarmenmarkt a Berlino, per sensibilizzare sul Global Warming.
L’installazione, portata in piazza dal WWF tedesco, rappresenta 1000 piccole sculture di ghiaccio, dalle fattezze umane, in mostra finchè non iniziano a sciogliersi sotto il calore del sole.
L’installazione ci ricorda che il riscaldamento globale è reale, che i ghiacciai si sciolgono velocemente e che il problema dovrebbe essere affrontato con maggiore impegno e tempestività.
È nata nello zoo di Berlino il 29 Novembre scorso e la vediamo nuotare nel video con la mamma Kathy. Paula, un delizioso cucciolo di ippopotamo, ha fatto la sua prima apparizione al pubblico nei giorni scorsi ed è diventata immediatamente la nuova star di turno. La “vecchia”star, infatti, l’orsetto Knut, lascerà presto lo zoo di Berlino per trasferirsi in Svezia, dove troverà una casa più adeguata alla sua stazza. Paula riuscirà ad attirare oltre 3 milioni di visitatori, come fece il suo predecessore? Considerando quanto è graziosa, le auguriamo di si!
Via | Youtube
Della storia di Knut, l’orsetto che era stato abbandonato dalla madre, e della sua popolarità in Germania, specie tra i bambini, avevamo parlato nei post Knut si ritira dallo showbusiness e Knut da cucciolo: un video.
Ora torniamo a parlarne perché Berlino si è ormai rassegnata a perdere “uno dei suoi migliori ambasciatori”, come afferma Christian Taenzler dell’ente turismo berlinese. Il problema è che lo zoo dovrebbe investire 9 milioni di euro per dare una nuova casa, ed una compagna, ad un orso che ormai non ha più nulla del cucciolo, perché pesa 210 chili ed è alto due metri e mezzo.
Troppi in periodi di crisi economica. E così lo zoo sta pensando di trovargli una nuova casa, anche se il marketing collegato a Knut aveva generato entrate per 5 milioni di dollari in due anni. I pretendenti non mancano, anche perché Knut è comunque una star internazionale, l’unico orso a finire sulla copertina di Vanity Fair. Il candidato favorito sembrerebbe al momento essere lo zoo di Gelsenkirchen, ma tra le pretendenti più accreditate ci sono lo zoo di Hannover, l’Orsa park svedese, e un rifugio per animali in Norvegia. Vedremo cosa succederà, e noi vi terremo informati.
Via | Timesonline
C’è un piccolo comune a nord di Napoli dove le strade profumano di lavanda e dove la raccolta differenziata, porta a porta ha raggiunto il 65%. E’ Grumo Nevano detto anche il “comune virtuoso” divenuto assistente per tutti quei “comuni volenterosi” che vogliono iniziare ad intraprendere la strada ecologica.
E dall’altro ci sono i comuni che non riescono a differenziare neanche un barattolo. Ma le verità della Campania certe volte somigliano a un vicolo stretto e scuro. Bisogna percorrerlo tutto prima di uscire e vedere la strada principale. Le verità si intrecciano nel budello del vicolo, ma il sole non sembra “schiararle” ancora.
Da un lato le associazioni ambientaliste che si battono a ridosso della firma di Prodi, quella che autorizza a bruciare nel termovalorizzatore di Acerra le ecoballe che sono attualmente in stoccaggio, e che sono balle di immondizia e che non hanno proprio nulla di eco, non essendo state mai trattate(tra l’altro la commissione arrivata da Bruxelles il 14 febbraio per l’ispezione dell’impianto non è andata via con una buona impressione); e che chiedono, attraverso una petizione on-line che si attivi finalmente la raccolta differenziata nella modalità porta a porta.
In Europa si sta pensando da diversi anni a risanare l’aria delle città. Molte amministrazioni comunali stanno incentrando gli sforzi per ridurre la presenza di inquinanti nei centri cittadini sfruttando l’azione purificante delle piante.
Diverse sono le esperienze in merito che possono essere considerate valide, tra queste una delle prime e più importanti è il BAF (Biotope Area Factor), nato nella città città di Berlino ma che è diventato uno standard in diverse realtà europee.
Stiamo parlando di apportare migliorie sia dal punto di vista ambientale che architettonico tramite interventi eseguiti prevalentemente in fase di ristrutturazione degli edifici, ma anche su nuove strutture.

L’orsetto Knut, nato nello zoo di Berlino e diventatone subito l’attrazione principale, si e’ esibito per l’ultima volta nello spettacolo con Thomas Doerflein, l’umano che lo ha allevato.
Knut era stato abbandonato dalla madre e la sua storia, insieme alla simpatia che i cuccioli sono in grado di suscitare, lo aveva reso molto popolare, specialmente tra i bambini.
Ebbene si, il famosissimo orsetto Knutt ha finalmente un rivale. Non stiamo ovviamente parlando di lotte tra specie diverse ma solo dell’attenzione dei media rivolta allo zoo di Berlino.
La una nuova star è un piccolo giaguaro di sei settimane. Solo tra pochi giorni si avranno notizie certe sul suo sesso e potrà avere un nome.
Si ripeterà lo stesso fenomeno mediatico? Non si sa. Il giaguaro non è bianco e pare questo sia un handicap. Un orsetto bruno, vicino di recinto di Knut, non ha infatti ricevuto le stesse attenzioni ed affetto del piccolo orso bianco. D’altra parte Knut cresce, assume sempre di più le fattezze di un orso “vero”, e questo incomincia a minare la sua popolarità.
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