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Tutti gli articoli con tag Caraibi

Caraibi: spariscono i grandi predatori, a rischio i banchi corallini

pubblicato da Orangeskies


I grandi pesci predatori degli scogli caraibici – come la cernia Nassau, i Barracuda dai denti affilati e gli squali giganti – sono completamente scomparsi, in molte zone, a causa dell’eccessiva quantità di esemplari pescati.

Lo dice un nuovo studio, secondo cui il problema è più grave nei paesi più popolosi dei Caraibi, dove i pescatori hanno completamente ripulito le scogliere dai grandi predatori.

Qui, i predatori più piccoli si sono già impadroniti dei rifugi lasciati liberi da quelli più grandi, mandando nel caos le barriere coralline.

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I Caraibi dovrebbero esser risarciti per il riscaldamento globale

pubblicato da PiccoloSocrate

Addio Caraibi?

I paesi caraibici sono vittime del cambiamento climatico dovuto al riscaldamento globale provocato dai paesi industrializzati. In questi giorni sta finendo la stagione degli uragani, sempre più potenti e frequenti ed infatti mai come quest’anno la bella stagione è stata un periodo tanto atteso dalle popolazioni locali. Gli uragani sono solo uno dei problemi che affligge i “posti da cartolina” - inondazioni ed erosione costiera, intrusione di acqua salata nelle falde d’acqua dolce, cambiamenti nelle piogge con i seguenti imprevedibili periodi di siccità ed inondazioni sono problemi che riguardano anche i paesi della terraferma come Belize e Guyana.

Sommando le emissioni di tutti gli stati insulari del mondo non si arriva nemmeno all’1% del totale, mentre gli Stati Uniti troneggiano con il loro 30% di tutte le emissioni prodotte fino ad oggi e con il 20% annuo di nuove emissioni. La crescita economica cinese comporta un incremento del 25% dei gas nocivi prodotti. Questi due esempi lampanti dimostrano che i Caraibi e i loro paesaggi incontaminati pagano il prezzo del nostro sviluppo.

L’industria locale investe al 99% sul turismo, costituendo un indotto per 2 milioni di persone solo tra - ma la potenza di un uragano distrugge in una notte quello che si costruisce con parecchio tempo: costruire un albergo che non sia una mera colata di cemento richiede risorse finanziarie ed umane, oltre ad ulteriori investimenti nella pubblicità e nell’immagine. In presenza di esposizione a rischi catastrofi naturali, le imprese d’investimento fanno schizzare alle stelle i tassi d’interesse richiesti, rendendo inaccessibile alle popolazioni locali l’accesso al credito.

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Bonaire, l'isola dei caraibi ad energia sostenibile

pubblicato da PiccoloSocrate

Isola dei Caraibi che sfrutta solo Energia Sostenibile

Nel mar dei Caraibi il vento è sempre un buon alleato a tal punto che sull’isola Bonaire, un paradiso nelle Antille Olandesi a 80km a nord del Venezuela, grande più o meno come l’isola d’Elba, si vivrà soltanto con lo sfruttamento di energia sostenibile. Un progetto combinato di biodiesel ed eolico permetterà l’abolizione totale dell’uso di combustibili fossili per la produzione di energia: l’impianto di 13 turbine eoliche ed una centrale elettrica a biodiesel coprirà il fabbisogno energetico dell’isola intera.

Una prima turbina eolica già funziona a pieno regime da oltre 5 mesi: con il sistema combinato la riduzione dei costi di produzione sarà possibile anche nel breve periodo. L’investimento è iniziato nel 2004, quando il governo ha deciso di dar vita alla sinergia tra ambiente, investimenti e riconversione di una vecchia centrale. Entro la metà del 2009 il progetto dovrebbe esser portato a termine: 40 milioni di dollari investiti per realizzare l’opera dalla Evelop, azienda del Gruppo Econcern operante nel settore delle energie alternative e del risparmio energetico - partner di Enercon e Man nella joint-venture EcoPower Bonair BV - che ha siglato un accordo con Water and Energy Company of Bonaire.

Dirk BerkHout, membro del cda di Econcern, spiega che parte dell’investimento potrà rientrare attraverso i crediti di CO2, cioè quei pagamenti sostenuti dalle aziende inquinanti a favore dei produttori di energia rinnovabile che fanno parte di un sistema internazionale.

Ogni turbina produrrà mediamente 0,85 MW (con punti di 0,9 per quelle installate sul Nord-Est) quindi in condizioni di vento ottimale basterebbe l’intero parco eolico per soddisfare i bisogni energetici dell’isola. Nel frattempo è in corso la sperimentazione su biodiesel ricavato da alghe e si prevede che l’impianto comincerà ad essere alimentato con combustibile bio due o tre anni dopo la sua messa a regime.

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