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Tutti gli articoli con tag Comunità Europea

Nucleare: per Stefano Saglia "c'è tempo per cambiare idea". Ma sarà vero?

pubblicato da Peppe Croce

Nucleare: per Stefano Saglia "c'Ã�¨ tempo per cambiare idea". Ma sarÃ�  vero?Il sottosegretario con delega all’Energia, Stefano Saglia, è un convinto nuclearista e un protagonista di peso del ritorno italiano al nucleare. Oggi, però, è stato sibillino perchè nel confermare il programma nucleare del governo ha anche ammesso che le centrali non si potranno fare senza l’accordo con le Regioni:

Il programma energetico nucleare non potrà essere realizzato in assenza di una totale condivisione delle comunità territoriali coinvolte

Considerato che, per un motivo o per l’altro, la grande maggioranza delle regioni italiane ha già espresso parere negativo alla richiesta di “adottare una centrale” (persino i governatori favorevoli al nucleare, che non lo vogliono “nel proprio giardino”), già questo dovrebbe mettere più di una pulce nell’orecchio a Saglia.

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Mobilità sostenibile: le città italiane vogliono diventare smart city

pubblicato da Marina

le città italiane vogliono diventare smart city

Genova con Palermo, Firenze, Catania e Torino si candida a diventare una smart city. Ma cos’è? E’ una città che ha deciso di puntare su risparmio e efficienza riducendo così il proprio impatto ambientale. Con una montagna di soldi della Comunità europea: 11miliardi di euro che saranno divisi tra 30 città europee.

Smart cities è un progetto integrato che coinvolge grandi città attraverso una gestione “brillante” dai rifiuti e ai trasporti, ad esempio. La mobilità sostenibile, ottenuta attraverso una rete integrata di interscambio e l’impiego di mezzi per il trasporto pubblico innovativi e a basso impatto ambientale, è uno dei cardini su cui gira l’intero progetto. A essere ridotte però anche le emissioni industriali; interviene con la bioedilizia per diminuire l’impatto degli edifici, si amplia il verde urbano; si risparmia sull’illuminazione pubblica usando sistemi tecnologicamente avanzati; si risparmia il suolo; si bonificano le ex aree industriali.

La faccenda però è complessa e richiede una sinergia tra i diversi partecipanti: enti, aziende, imprenditori che dovranno essere coordinati sotto un unico progetto. A oggi, per Genova sono stati chiamati a intervenire circa 60 soggetti.

Via | Key4biz
Foto | Flickr

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L'Europa pensa a leggi per i rifugiati a causa dei cambiamenti climatici

pubblicato da Marina

L'Europa pensa a leggi per i rifugiati climatici

L’Europa è nel caos più totale causa problemi economici della Grecia. Ma giustamente la vita va avanti e c’è anche da pensare ai rifugiati climatici. Non che già ci siano, ma ci potrebbero essere, come conseguenza dei cambiamenti climatici.

Ne dà notizia Euractive che spiega che secondo uno studio del GMF, The German Marshall Fund, a causa dei cambiamenti climatici Europa e Stati uniti subiranno nuove ondate di immigrazione.

La preoccupazione della Comunità europea è che i flussi migratori aumenteranno e a spostarsi saranno le persone provenienti dagli strati più fragili delle società, però avvisa il GMF principalmente da sud a sud. I fattori che causeranno quella che si prevede una massiccia immigrazione sono siccità, aumento del livello dei mari, la competizione per l’approvvigionamento delle risorse e calamità naturali. Secondo lo studio il mondo occidentale sta ignorando il problema di tipo umanitario che potrebbe essere generato dai nuovi flussi di immigrazione.

Infine si sottolinea che i paesi ricchi non sono preparati a ricevere i rifugiati climatici. Infatti a oggi si tende a affrontare le immigrazioni con soluzioni temporanee mentre coloro che scapperanno dalle conseguenze ambientali derivate dai cambiamenti climatici lo faranno in maniera definitiva e dunque l’approccio risolutivo dovrà essere necessariamente diverso. Da affrontare ci saranno certamente, secondo lo studio, il reperimento di risorse economiche per sostenere i rifugiati climatici e le tecniche di adattamento ai nuovi scenari climatici.

Foto | Flickr

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Pisa-Livorno, stagione balneare a rischio: i cittadini contro il rigassificatore off-shore

pubblicato da Marina

La zona scelta per la costruzione del rigassificatore off-shore di livorno

Livornesi e pisani, per una volta sono d’accordo su una cosa: il rigassificatore off-shore a 25 km dalle coste pisano-livornesi non deve essere costruito, sopratutto durante la stagione balneare. Scrivono i comitati cittadini Offshore, No Grazie! che hanno presentato, qualche giorno fa, un esposto alla Procura della Repubblica per fermare i lavori condotti al largo di Livorno dalla Far Samson:

Non si tratta di una questione formale ma sostanziale: posare ed ancorare al fondo marino le enormi catene necessarie a fermare le ancore che serviranno a tenere ferma una nave lunga oltre 300 metri, con una capacità media di rigassificazione di 11 milioni di metri cubi al giorno e una capacità di stoccaggio di 137.500 metri cubi di gas naturale liquido (GNL), sta comportando il rimescolamento dei fondali dove negli anni 1999-2000 sono state depositate centinaia di tonnellate
di fanghi di escavo del porto di Livorno, fanghi che contengono sostanze inquinanti, cancerogene e mutagene (composti organostannici tra cui TBT) . Questi sedimenti saranno risospesi e spinti dalle maree sul lungomare pisano-livornese mettendo a rischio la salute dei bagnanti (si legga questa pagina della Comunità Europea:
http://www.efsa.europa.eu/EFSA/efsa_locale-1178620753820_1178620762916.htm)

Il progetto del rigassificatore off-shore di livorno è gestito da OLT Offshore LNG Toscana S.p.A che come si legge nel conunicato stampa è composta da:

Gruppo E.ON 46,79%, Gruppo Iride 46,79% (suddiviso fra IRIDE Mercato 41,71% e ASA Livorno 5,08%), Golar LNG2,69% e OLT Energy Toscana S.p.A. 3,73%.

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I parlamentari canadesi mangiano bocconcini di foca contro il bando del commercio europeo

pubblicato da Marina

Bocconcini di foca

Bocconcini di carne di foca, come quelli che vedete in alto, disposti su canapè, li hanno mangiati i parlamentari canadesi qualche giorno fa. La protesta si è svolta nelle sale del prestigioso ristorante del Parlamento. L’oggetto della protesta è il bando della Comunità europea al commercio di tutti i prodotti derivati da foche. Secondo i politici canadesi, la miope politica animalista europea si ripercuoterà negativamente sull’economia del paese.

Mentre i parlamentari si facevano fotografare con le bocche piene di carne di foca fuori montava la protesta degli animalisti contro la caccia ai mammiferi. Infatti fanno notare non è sotto bando il commercio di carne, usata come nutrimento dagli Inuiti, bensì la vendita di tutti i prodotti derivati come pelli, olio ecc. che produce una caccia sconsiderata.

Via | BigHunter
Foto | Courtesy Toronto Sun

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Conto Energia: pronta la nuova bozza per il 2011

pubblicato da Simone Muscas

Pannello fotovoltaicoSi tratta solamente di una bozza del Conto Energia, eppure, da più parti, emerge il disappunto per le nuove regole che potrebbero essere operative dal prossimo anno per quel che riguarda il meccanismo di incentivazione alle tecnologie fotovoltaiche in Italia. In attesa del prossimo 11 febbraio, quando la bozza verrà discussa dal Ministero dello Sviluppo Economico con le Associazioni interessate, si delinea un Conto Energia con quote incentivanti ridotte rispetto al regolamento emanato nel 2010.

La premessa è d’obbligo. Se da un lato è vero che il Governo deve far fronte ad un sistema di incentivazione che non può essere infinito nel tempo (perché a pagare sono comunque tutti gli utenti domestici, per intenderci i cittadini) dall’altro è altrettanto vero che per raggiungere gli obiettivi europei il nostro Paese è tenuto più di altri a calcare il piede sull’acceleratore, in virtù di una situazione nel settore delle energie rinnovabili che ci vedono decisamente in ritardo rispetto ad altri Stati membri.

Insomma, la questione non è di facile risoluzione. Intanto questo che segue è il riassunto dei punti principali della bozza sul Conto Energia. In sostanza per gli impianti su edificio fino alla potenza di 3 kW la riduzione è del 5% rispetto alle tariffe in vigore, mentre per quelli a terra si arriva ad una decurtazione del 14%. Altra nota riguarda gli impianti di media potenza (fino a 20 kW), la riduzione in questo caso è nell’ordine del 7-8%, mentre per quelli oltre 1 MW di potenza si arriva al 12%.

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La Cina metterà al bando la carne di cane e di gatto

pubblicato da Marina

Chow Chow, una delle razze di cani allevato dai cinesi per essere mangiato

Quello degli allevamenti di cani, in genere shar-pei e chow chow, degli imperatori delle dinastie meridionali era uno dei capitoli del mio esame di storia della Cina. Sono passati secoli e una rivoluzione di proporzioni gigantesche, ma l’usanza, per i cinesi, di sfamarsi di gatti e cani ha resistito granitica fino a qualche giorno fa. Infatti, informa The Times che il Paese di Mezzo è sul punto di mettere al bando l’usanza di cucinare la carne di cane e gatto. Ciò che non ha potuto Mao, evidentemente, può il capitalismo e la maggiore disponibilità di cibo e alimenti nelle catene di supermercati sorti come funghi in tutto il Paese.

I cinesi presenteranno il prossimo aprile alla Comunità Europea il loro disegno di legge che prevede il reato di abuso di animale, per chi continuerà a cibarsi di carne di cane o gatto, multe salate da 5000 yuan, circa 500 euro e fino a 15 giorni di carcere; mentre ai venditori di carne potrà essere comminata una multa tra i 10mila e i 500mila yuan. Si spera però che l’esempio dei cinesi possa essere presto seguito da altre nazioni asiatiche in cui vige l’abitudine di mangiare carne di cane e gatto come in Cambogia, Laos e Corea.

Per il gatto la situazione è un po’ diversa perché in intere regioni vige la superstizione che vuole che l’anima del gatto ucciso si presentila notte al suo assassino per vendicarsi. Tra gli animali usati dai cinesi per nutrirsi ci sono anche il serpente, la tartaruga, la scimmia e le locuste. Ovviamente questa dieta aveva ragione di esistere in una Cina superstiziosa, rurale e martorizzata dalle continue carestie e guerre, dove ogni risorsa era l’assicurazione per la sopravvivenza accanto alla credenza che le carni non convenzionali potessero aumentare la potenza sessuale dei maschi.

Foto | Flickr

Atene brucia per l'edificabilità dei terreni?

pubblicato da missunderstanding

atene incendi

La Grecia brucia da due giorni sotto le fiamme di un incendio che ha già distrutto circa 12.200 ettari di boschi, uliveti e campi coltivati nei dintorni di Atene e nella periferia a Nord Est della capitale, estendendosi attraverso zone abitate a causa del mutare dei venti.

Negli occhi degli abitanti dei sobborghi a rischio, invitati dalle autorità ad abbandonare le proprie case c’è la paura ed il ricordo ancora vivo dei roghi del 2007, quando morirono circa 65 persone.

Mentre il prefetto di Atene parla di disastro ecologico, in alcuni sorge il dubbio che l’incendio, divampato venerdì, sia stato innescato volontariamente, per rendere edificabili i terreni della periferia. Dal monte Penteli le fiamme sono arrivate fino a Pallini, area alla periferia di Atene, ben collegata con il centro e con l’areoporto, che ha visto trasferirsi negli ultimi due anni un grosso numero di imprese e aziende. Dolo o disastro naturale? Intanto Karamanlis ha dichiarato lo stato d’emergenza e chiesto aiuto alla Comunità Europea.

Foto | Flickr

Di Pietro: "Il nucleare è morto in culla"

pubblicato da Marina

Mentre il Governo prosegue l’iter che avvierà la costruzione di quattro centrali nucleari nel nostro Paese, continuano le polemiche sul loro reale vantaggio. Secondo molti le centrali nucleari sono anti-economiche: sono necessari investimenti elevati pagati dai cittadini, a fronte di un erogazione energetica diversamente ottenibile da altre fonti, magari rinnovabili.

Si accoda ai conti in tasca al nucleare anche Antonio Di Pietro, che dal suo blog scrive del perché non sia necessario il nucleare in Italia e di come il Premier Berlusconi, in realtà, non inaugurerà mai nessuna centrale.

Scrive Di Pietro:

Il nucleare morto in culla, non si farà mai, Silvio Berlusconi non taglierà mai il nastro di nessuna centrale, se non altro per questioni temporali, in compenso tutto questo “cinema” sull’energia frutterà qualche miliardo di euro dello Stato e della Comunità europea a qualche impresa filo-governativa, ma costerà agli italiani un ritardo incolmabile nei confronti degli altri Paesi in tema di sviluppo delle energie rinnovabili e, come al solito, andremo a “rimorchio”, in campo energetico, ancora per un paio di secoli.

E a proposito della scelta italiana di abbandonare i finanziamenti al solare termodinamico scrive:

“Ma l’America è lontana” cantava Lucio Dalla ed effettivamente oggi l’Italia è più vicina all’Iran che non agli Stati Uniti con la mozione n° 1-00155 dei senatori Gasparri, Nania e Dell’Utri che invita il governo, in sostanza, a dirottare gli investimenti dal solare termodinamico al nucleare. Nel frattempo l’italiano Rubbia in Spagna sta realizzando il progetto di una centrale a ciclo solare termodinamico per cui Siviglia nel 2013 sarà la prima città europea con un distretto di 700.000 abitanti a disporre soltanto di energia solare termodinamica.
Questo Governo è inadeguato, politicamente morto, socialmente anacronistico e guidato da uomini incompetenti e disinteressati a temi come l’ambiente, le energie rinnovabili, la ricerca scientifica e le nuove tecnologie, settori che potrebbero offrire centinaia di migliaia di posti di lavoro altamente appetibili in ambito internazionale.

Via | Antonio Di Pietro
Foto | Insorgenzedaltaquota

Piscine pulite senza detergenti chimici

pubblicato da missunderstanding

piscina naturale biotop

Con le alte temperature noi esseri umani si corre all’acqua, sia essa di doccia casalinga, di baia o di oceano, o di piscina comunale. Nell’ultimo caso, nel momento in cui ci tuffiamo, siamo consapevoli di fare il bagno nel cloro e in altri detergenti chimici, necessari per l’igiene, soprattutto se la piscina è pubblica.

Tuttavia, esiste un modo per pulire le piscine senza l’uso di agenti chimici, in maniera del tutto naturale, attraverso l’uso di piante acquatiche che puliscono le piscine abbastanza bene da rispettare gli elevati standard della Comunità Europea.

La zona dove si piantano le piscine è chiamata “di rigenerazione” ed è divisa dalla piscina vera e propria tramite un muro appena più basso della superficie dell’acqua. Il sole riscalda l’acqua della zona di rigenerazione, che poi passa nella piscina vera e propria, portando con sé i microrganismi spazzini. Ci vogliono circa 60 giorni dal momento in cui si piantano le piante, affinché la piscina naturale sia pronta. Dopo la creazione della zona di rigenerazione le rane la invaderanno e le libellule ci faranno la loro dimora, ma vi terranno liberi da moscerini e insetti, nutrendosene.

Se si possiede una piscina comune, convertirla in una piscina naturale al 100% potrebbe essere troppo dispendioso, ma ci sono delle vie intermedie per passare da una piscina tradizionale ad una naturale, evitando la ricostruzione: l‘ozonizzazione, la luce ultravioletta e la depurazione naturale con i sistemi Biotop, un’azienda austriaca specializzata nella realizzazione di piscine naturali.

Foto | Biotop

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