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Tutti gli articoli con tag EcoCinema

Escape from Suburbia, oltre la fine del sogno americano

pubblicato da missunderstanding

Molti di voi, appassionati di documentari e film sull’ambiente, avranno visto The End of Suburbia, un documentario che racconta della fine del sogno americano, ponendo interrogativi e prospettando scenari sull’evoluzione del mondo dopo la fine del petrolio. A questa pellicola segue Escape from Suburbia - Beyond the American Dream, secondo episodio della trilogia di Gregory Greene.

Escape of Suburbia parla di crisi energetica, di giardini comuni, di soluzioni individuali nella stessa ottica di collasso della società americana, Suburbia, così come la pellicola precedente. Come nella campagna tcktckctck anche a Suburbia il tempo corre veloce, i cambiamenti climatici e la scarsità di risorse hanno già attaccato la vita quotidiana di molti. E se fossimo già nella Peak Oil zone, così come detto dal Guardian, voi cosa fareste? C’è chi risponde a domande come questa in Escape of Suburbia, da vedere al più presto o da regalare a Natale.

Volevo fare del cinema, verde

pubblicato da missunderstanding

green bookTutti gli appassionati di cinema, dai registi ai macchinisti, dalle prime donne ai fonici dovrebbero leggere la guida GreenFilmMaking, o almeno sognare che in Italia qualche editore ne crei una simile, se hanno a cuore l’ambiente.

Quando si gira un film, la tutela dell’ambiente non è tra le prime cose a cui si pensa, e spesso non ci si pensa proprio, ad eccezione di alcuni film e documentari verdi, girati nel rispetto dell’ambiente. Pensate a quante persone, attrezzature, spostamenti, elettricità ci vogliono per girare un film, per non parlare di un colossal o di una serie.

Qualcuno ci ha pensato davvero perchè anche per il mondo del cinema è giunta l’ora di contribuire a ridurre le emissioni e pensare all’ambiente: è così che Peter e Cheryl Clarson hanno scritto la guida verde per il Cinema Verde, destinata all’unione dei tecnici del New Mexico. La guida sarà distribuita set per set, di modo che ogni tecnico al lavoro sappia come fare per ridurre le proprie emissioni. L’editore spera anche che presto il libro possa entrare nel piano di studi delle accademie e delle scuole di Cinema del paese.

Perché è stata scelta la distribuzione sul set invece che quella online che avrebbe ridotto le emissioni? La risposta è che spesso sui set non si ha accesso alla rete per sapere come risparmiare energia usando il dolly o riciclando le scenografie, mentre così non ci saranno più scuse per un settore che spreca ed inquina ancora troppo. La guida sarebbe davvero utile anche in Italia, con la speranza che tutto il cinema diventi più verde e che non ci si debba limitare a recensire film verdi solo nel contenuto.

via | ecorazzi

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Ecovision 2010, aperte le iscrizioni per il festival internazionale di cinema e ambiente

pubblicato da missunderstanding

ecovision 2010

Vi ricordate del Festival di Cinema EcoVision, quello che si tiene ogni anno da Palermo a Fortaleza, in Brasile? L’edizione del 2009 del festival internazionale dedicato a cinema e ambiente è stato vinto da Colours at the end of the world, il documentario che ha denunciato la storia della Comunità di Santa Rosa espropriata dei propri terreni da Benetton, di cui abbiamo parlato anche noi su Ecoblog.

Chi sarà il vincitore per l’edizione del 2009? Il bando per iscriversi a EcoVision 2010 è stato pubblicato sul sito di EcoVision: se sei un regista, un aspirante videomaker o un produttore a cui sta a cuore l’ambiente, leggi attentamente il regolamento e compila il form di iscrizione, il vincitore di EcoVision 2010 potresti essere tu. Il termine ultimo per la presentazione delle opere è il 5 marzo.

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Owning the weather, se l'uomo diventasse la forza della natura

pubblicato da missunderstanding

Durante la dodicesima edizione di Cinemambiente sono stati premiati i film che hanno trattato parallelamente i temi della crisi economica e della crisi ambientale, come aspetti e conseguenze dell’azione dell’uomo. Tra questi, accanto a The Age of Stupid ha richiamato l’attenzione di pubblico e critica Owning the Weather. Nel film l’uomo è una tra le forze della Natura, o meglio, la forza della Natura, perchè riesce a comandarla e a governarla.

Owning the weather mette in scena la possibilità che l’uomo possa gestire e programmare i fenomeni atmosferici, avendo la presunzione di potersi sostituire alla natura. Come se non bastasse tutto quello che l’azione dell’uomo ha causato all’ambiente e alla salute del Pianeta, in un futuro prossimo mancano soltanto i burattinai che controllano il clima, ma forse è tempo di “cominciare a pensare all’impensabile”.

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Al via a Torino la dodicesima edizione di Cinemambiente

pubblicato da missunderstanding

cinemambiente torino 2009

Prenderà il via domani a Torino la dodicesima edizione di CinemAmbiente, il più importante festival del cinema italiano dedicato all’ambiente. Diretto da Gaetano Capizzi ed organizzato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, il festival racconta attraverso cortometraggi, documentari, dibattiti e workshop lo stato di salute dell’uomo e del pianeta.

I film e i documentari in gara consentiranno di fare il punto sull’interesse e sull’importanza dell’azione riguardo ad argomenti controversi come i cambiamenti climatici, gli impatti ambientali legati ai processi di produzione e di consumo, lo sfruttamento minerario e petrolifero, le energie alternative e le tecnologie sostenibili, la crescita economica e il rapporto tra uomo e ambiente.

Tra i film in gara ci sono anche Recipes for Disaster, Be water my friend, Green Porno e The Age of Stupid, corti e pellicole di cui abbiamo già visto i trailer o abbiamo discusso su ecoblog.

Tra le iniziative parallele segnalo quella di Panorama, che raccoglierà le opere fuori concorso, e il Focus sui Diritti Umani che con il contributo dell’Inail finanzierà 5 film sulle buone pratiche di sicurezza sul lavoro. Verrà poi riproposta Ecokids, la sezione dedicata a bambini e ragazzi che porta il cinema ambientalista nelle scuole dei comuni piemontesi.

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Crude, qual è il vero prezzo del petrolio

pubblicato da missunderstanding

Crude è la storia di una comunità di 30.000 indigeni della giungla amazzonica dell’Ecuador che accusa la Chevron, un’azienda della Texaco di crimini contro la propria terra, la propria libertà e la propria vita. La pellicola racconta attentamente il caso che è stato definito la Chernobyl dell’Amazzonia, con beneplacito di governi e amministrazioni.

La Chevron ha contaminato per trent’anni la terra, l’aria, l’acqua e i campi dell’Ecuador, in un’area che è oggi chiamata la Zona Morta. Come morti per cancro, leucemia, gravi malformazioni sono quasi tutti i parenti degli indigeni rimasti a raccontare.

Il film è stato girato in 3 anni, anni che hanno richiesto il sacrificio del regista Joe Berlinger e del suo staff, impegnati a lavorare in un territorio contaminato da fumi tossici e a rischio sicurezza perchè al confine con la Colombia. Ma quella degli indigeni e della Chevron è una storia che andava raccontata, e ora spetta a voi condividere e far conoscere qual è il vero prezzo del petrolio, purtroppo contato in vite umane.

Grande successo per EcoVision a Fortaleza

pubblicato da missunderstanding

ecovision brasile

Il festival EcoVision, da Palermo è migrato a Fortaleza, in Brasile, per presentare all’altra parte del mondo i documentari, i film e le animazioni sull’ambiente che noi abbiamo avuto il piacere di vedere lo scorso mese con la vittoria del documentario sui Mapuche vs Benetton per l’esproprio dei terreni in Patagonia.

La formula di EcoVision fil festival, il festival che migra dalla Sicilia al Brasile, ha suscitato tantissimo interesse, tanto che l’anfiteatro del centro culturale Dragão do mar di Fortaleza ha registrato il tutto esaurito.

Il festival dedicato al cinema e all’ambiente, che si terrà a Fortaleza fino al 24 luglio, ha richiamato l’attenzione anche di California e Cina, pronte a dare spazio e visibilità a questa formula che coniuga insieme le produzioni indipendenti e la volontà di mostrare e denunciare tutto ciò che ambiente non è, per una tutela ed un impegno reali.

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Fresh, un film su quello che mangiamo

pubblicato da missunderstanding

In linea con le aspettative di Barroso sulla sicurezza alimentare vi presento Fresh!, un film su quello che mangiamo, ma soprattutto su quello che abbiamo mangiato negli ultimi 50 anni senza sapere cosa e come fosse e su quello che potremmo mangiare, se fossimo più attenti e consapevoli.

Fresh, di Ana Sofia Joanes, fa la differenza in un mondo in cui si crede che l’azione del singolo individuo non possa fare alcuna differenza, mentre invece la fa per tutti coloro che giorno dopo giorno cercano di ribaltare il sistema della produzione del cibo, così come lo conosciamo.

Ricercatori, giornalisti, agricoltori lavorano insieme per un nuovo sistema di produzione di cibo, Fresh appunto, che sia sostenibile e biologico, che vada dalla terra alla tavola, senza la mediazione di agenti chimici, industrie di confezionamento e multinazionali del cibo pronto.

No Impact Man, vivere senza rifiuti a impatto zero è possibile

pubblicato da missunderstanding

no impact man

Sulla scia di Tapped e dei documentari ecologici che segnaliamo su Ecoblog, vi parlo oggi di No Impact Man, un documentario sulla possibilità di una vita senza rifiuti, che uscirà a breve.

No Impact Man è Colin Beavan, che ha sperimentato un anno di vita a New York senza produrre rifiuti. Accanto a lui, la moglie e la figlia di 18 mesi, soggetti per i quali è stato molto più difficile passare ad uno stile di vita ecologico. Da Starbucks e Prada alla vita senza rifiuti, Michelle ha sperimentato su se stessa il passaggio ad uno stile di vita ecosostenibile, apprezzandone i vantaggi in una città dove lo spreco è all’ordine del giorno.

L’esperimento di una vita senza rifiuti, a impatto zero, senza emissioni, da cui Colin ha tratto un libro e il film, ha fatto sì che dopo un anno No Impact Man e la sua famiglia si sentissero felici e realizzati. La pellicola uscirà a breve in America, mentre in Italia dovremo aspettare qualche mese per vederlo sottotitolato. Intanto, potete ascoltare qui in un’intervista il parere di Laura Gabbert, regista e produttrice, che ne ha parlato al Sundance 2009.

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"Be water, my friend", un viaggio sociale attraverso l'acqua

pubblicato da missunderstanding

Quello che avete appena visto è il trailer del film di Antonio Martino “Be water, my friend”, dedicato all’acqua come fonte di vita e alla perdita dell’acqua come fonte di identità e di queilibrio. Dalla giovialità dei pescatori delle valli ravennati alla disperazione e rassegnazione degli ex pescatori di Muynaq, piccola cittadina vicina al lago Aral, l’acqua è la fonte, prima e unica, da cui si genereno la vita e la morte, la ricchezza e il fallimento. L’acqua, come la struttura del film che mette a confronto due comunità di pescatori, rispecchia l’ecosistema della comunità che nutre.

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