Inquinare il mare e i corsi d’acqua non è una buona idea per due semplici ragioni: facciamo un danno alla natura in primis, ma soprattutto (e di questo si sente davvero poco parlare) facciamo un danno a noi stessi.
I rifiuti e le sostanze tossiche che gettiamo senza ritegno e che in modo diretto o indiretto finiscono per contaminare le acque non stanno lì fermi.
L’uomo infatti, cattura i pesci, li cucina (alle volte li mangia pure crudi) e li porta sulle proprie tavole. E le sostanze tossiche e nocive? dove sono andate a finire? Ironia della sorte, adesso, sono proprio lì nel nostro piatto e presto finiranno zitte zitte nei nostri stomaci.
Continua a leggere: A volte (anzi sempre) ritornano: mare inquinato tavola inquinata
Cosa ci aspetta dietro la curva del nostro viaggio verso il futuro? Se continueremo ad inquinare, sciupare, consumare il nostro pianeta purtroppo lo spettacolo che si profilerà alla nostra vista non sarà certo dei più rosei.
Un interessante contrappasso visivo a tal proposito ce lo propone questa intelligente e ben realizzata campagna pubblicitaria ideata dal JJ institute di arti applicate per il ministero dell’ambiente indiano.
L’italia, in alcune zone, è alla stregua di un paese del terzo mondo per quanto riguarda il trattamento dell’immondizia.
Nelle ingenti somme stanziate e sperperate per non risolvere il problema a livello operativo, poco o niente è stato destinato in questi ultimi dieci anni per educare i cittadini alla raccolta differenziata.
Continua a leggere: Promuovere la raccolta differenziata alla Francese
L’inquinamento dei flussi di acqua nelle zone urbane è un fenomeno molto preoccupante. Non mi riferisco solo a quello che accade in certi paesi del terzo mondo dove si tramutano fiumi in discariche a cielo aperto di liquami tossici e velenosi. Un significativo contributo allo spoiling ambientale è apportato proprio da quelle azioni che ognuno di noi (nel mondo sviluppato) compie quotidianamente.
Quei buontemponi di Greenpeace si sono inventati questa bellissima campagna (un pelino shock) per sensibilizzare a questo non-banale e poco visibile problema. Un lavandino che al posto del buco di scolo ha un tamburo di una pistola (con il colpo in canna). Il messaggio è fin troppo chiaro “quello che buttiamo negli acque di scarico uccide l’ambiente”
Continua a leggere: Uccidere l'ambiente con le azioni quotidiane
Il panda in bianco e nero è diventato una delle icone mass mediatiche più importanti degli ultimi decenni. Tutti sanno cosa è e soprattutto cosa rappresenta. Stiamo ovviamente parlando del WWF il World Wide Fund for Nature.
Oggi vi presentiamo, in veste celebrativa, questa splendida campagna fresca fresca, prodotta dalla Ogilvy Stoccolma per Wwf.
Niente slogan, niente testo….solo una rivisitazione emblematica del celeberrimo logo creato da Peter Scott.
L’eco-guerrilla-advertising sta diventando un fenomeno decisamente pop. Tra le varie iniziative (più o meno riuscite) non potevamo non proporvi quella ad opera della Green Family Youth Association of Environment Protection, che (come avrete dedotto dalle immagini) non ha certo bisogno di tante spiegazioni.
Il concept e la realizzazione sono veramente geniali ed efficaci. L’obiettivo è far provare ribrezzo alle persone per certe azioni quotidiane che inconsapevolmente danneggiano l’ambiente in cui vivono, inquinandolo, sporcandolo e quindi compromettendolo.
Come si fa? Intorno ai bocchettoni degli scarichi più puzzolenti e inquinanti della città si montano dei cartelloni pubblicitari raffiguranti un bel paio di natiche intente a….beh insomma, occupate a fare quello per cui sono state fatte.
Continua a leggere: Inquinare fa schifo: la pubblicità contro il degrado ambientale urbano
Esistono molti casi (a dire il vero la stragrande maggioranza) di cattiva pubblicità, sia per completezza/logicità informativa che per concept creativo. Tra queste, parecchie sono prodotte dall’industria dell’automobile. Si può dire, senza paura di generalizzare, che in questo settore di advertising il cattivo gusto va a braccetto con l’incompletezza informativa, anche se, parlando di creatività, qualche eccezione (come oggi ci dimostra Subaru) la si trova…
Guardate attentamente questa immagine sulla sinistra.
In alto noterete, inconfondibile la bandiera della Finlandia. Ma subito sotto, alla stessa bandiera, succede qualcosa: il blu sta invadendo gli spazi bianchi fino a (ancora più sotto) riempire totalmente la bandiera, trasformandola in un unico rettangolo blu….
cosa sta succedendo? provate ad indovinare o cliccate su continua per scoprirlo (e vedere le altre bandiere)
Nelle scorse puntate di questa rubrica si è più volte parlato di pubblicità logico-informativa di carattere ecologico che affrontano l’annosa questione dello smaltimento dei rifiuti.
Se avevamo ammirato la virtuosa iniziativa comunicativa della contea di Peel, adesso vi mostriamo un esempio che nel bene e nel male (ma soprattutto nel male) raccoglie una bella fetta i difetti comunicativi: è bruttino, è parzialmente disinformativo, propagandistico e ciliegiona sulla torta è smaccatamente demagogico.
Un lavoro con codeste belle virtù non poteva che essere prodotto in Italia, nella virtuosa (si fa per dire) provincia fiorentina.
Prima ancora di parlare di nuove fonti di energia sostenibile bisogna che noi utenti si impari ad essere meno “scialacquoni”. L’educazione al risparmio è una vera novità nel campo della comunicazione ecologista, soprattutto quando a farla sono le grandi compagnie che producono e distribuiscono l’elettricità. Questa campagna, creata da EDF, con le bellissime fotografie realizzate da Jean-Yves Lemoigne è a tal proposito un esempio veramente calzante.
Continua a leggere: Salvare l'ambiente con le azioni quotidiane