Una delle “buone abitudini” che più trova difficoltà ad entrare nella routine degli Italiani, è sicuramente quella del riciclo. Vuoi perché da una parte esiste un palese incapacità da parte di molte amministrazioni nella gestione di tali politiche, vuoi perché c’è una discreta pigrizia mentale da parte degli Italiani (specialmente in alcune zone del meridione).
Mancando una sensibilizzazione “dal basso” al problema ( che ha portato a più di una vera e propria crisi in alcune città) sono di vitale importanza oggigiorno campagne (private e pubbliche (poche purtroppo)) che informano sulle politiche e le attività in tale ambito.
Dopo aver già parlato del problema, presentandovi la campagna dell’associazione Fundação SOS Mata Atlântica, oggi vi mostriamo questo simpatico manifesto del WWF dove, allegato allo “slogan shock” informativo
Ogni minuto in tutto il mondo scompaiono 15km quadrati di foreste.
troviamo un’immagine decisamente curiosa…..
Questo video ha avuto un enorme successo su internet ed è stato premiato anche all’International Advertising Festival di Cannes. Si intitola “The Power of Wind” ed è una produzione tedesca. Siccome si basa su un monologo in inglese, dopo il salto trovate una traduzione.
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Creare qualcosa è difficile, distruggerla è molto più semplice. L’umanità è sempre stata particolarmente creativa: nelle arti, nelle scienze, nelle relazioni sociali ed ovviamente nella comunicazione (cosa di cui siamo qui ad occuparci). Ma, come recita la campagna le mani dell’uomo non sono sempre creative.
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Marcel per Diesel
Che impressione vi fa vedere una pubblicità di un prodotto commerciale che sfrutta (comunicativamente) un argomento popolare e controverso come quello dei cambiamenti climatici? è utile “anche” ai fini di sensibilizzazione del problema o è solo una scelta opportunistica fatta per vendere più prodotti?
Queste ed altre domande sorgono quando ci si trova davanti agli occhi pubblicità come quella proposta qualche mese fa da Diesel, da sempre famosa per le sue campagne pubblicitarie decisamente “curiose” e molto trendy. Ultima delle peripezie comunicative della nota marca italiana di indumenti, è questa in cui vengono tirate in ballo tematiche ambientali.
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TBWARAAD, Dubai per GreenPeace
“Ti sei scordato la luce accesa” quante volte ci sentiamo dire questa frase? Evidentemente poco perché gli sprechi energetici dovuti all’illuminazione sono esagerati. Basti pensare alle insulse usanze dei supermercati e centri commerciali (e di molti negozi) di lasciare le luci interne (ed esterne) ai loro locali tutte accese, come se fosse aperto: pura follia.
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Serviceplan per Unicef
I problemi legati all’acqua saranno (stando ai pareri di esperti) le sfide cruciali che l’uomo dovrà affrontare in questo nuovo secolo. Oltre al preoccupante interessamento del mondo delle lobby a sottomettere l’acqua alle leggi di mercato e ai problemi di disponibilità in certe regioni, uno delle principali pericoli ad essa legata è la sua salubrità.
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I problemi ambientali che affliggono il pianeta sono molti. Oggi per fortuna molti di essi sono diventati di dominio comune (il global-warming fino a qualche anno fa era una parola sconosciuta).

Contrapunto per istituto Akatu
E’ un dato di fatto constatare come il mondo del cibo (produzione, distribuzione, lavorazione e consumo) stia attraversando una delle sue epoche decisamente più buie. Il tutto è riconducibile alla crisi delle culture alimentari, schiacciate dalle feroci leggi di mercato e dalla massproduzione/distribuzione.
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Contrapunto per Smart
Il problema dell’inquinamento e (più in generale) dell’impatto ambientale relativo alla mobilità su ruota è molto preoccupante. Ovviamente più un veicolo consuma, più produce (proporzionalmente alla tecnologia di filtraggio (nanopolveri permettendo) sostanze pericolose.