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Tutti gli articoli con tag Egitto

Egitto: l'ENPA chiede il rimpatrio anche per gli animali d'affezione

pubblicato da Barbara Arlati

Animali d'affezione Egitto

I disordini in Egitto non toccano solo le persone ma anche gli animali. L’ENPA chiede che i cittadini stranieri possano essere rimpatriati insieme ai loro animali domestici che altrimenti resterebbero soli in terra straniera.

Spiega l’ENPA :

Al momento il problema interessa soprattutto per i cittadini americani, come già denunciato dalla Peta. Infatti, gli aeromobili che stanno facendo la spola tra la capitale egiziana e le città statunitensi a bordo accolgono i proprietari ma non i loro animali.

L’Ente Nazionale Protezione Animali si è unito all’appello lanciato da Hillary Clinton per estendere il ponte aereo anche ai quattrozampe.

L’Enpa rivolge un appello anche al Ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini:

Al ministro Frattini chiediamo di garantire che i cittadini italiani proprietari di animali possano tornare in patria senza doversi forzatamente separare dai loro quattrozampe. Per gli animali questa possibilità potrebbe equivalere a una condanna a morte; per i loro proprietari, invece, a una ferita destinata forse a non rimarginarsi più.

Via | ENPA
Foto | Flickr

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Banca Mondiale: 5,5 miliardi di euro per lanciare il solare in nord Africa

pubblicato da Simone Muscas

Solare fotovoltaicoChe l’Africa fosse uno dei luoghi più adatti per lo sviluppo delle tecnologie solari lo si va dicendo da un po’ di tempo. A tal proposito è interessante la notizia che arriva dalla Banca Mondiale che nelle scorse settimane ha sottoscritto un accordo per realizzare, entro il 2020, nuovi progetti di solare termodinamico, per una potenza installata di circa 1 GW.

Ad usufruire di quest’iniziativa ben cinque Stati, tutti del nord Africa: Algeria, Egitto, Giordania, Marocco e Tunisia. Si tratta di progetti già avviati in parte dalle autorità locali che ora verranno rafforzati dall’aiuto della World Bank, nell’ambito dei contributi dedicati alla lotta dei cambiamenti climatici.

Le risorse, che ammontano a 5,5 miliardi di dollari, saranno investite in programmi per lo sviluppo del solare termodinamico. L’iter di finanziamento è già stato avviato con l’erogazione della prima tranche di 750 milioni di dollari a carico del Fondo e presto saranno avviate le procedure per la mobilitazione degli ulteriori 4,85 miliardi.

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Il massacro dei maiali contro l'influenza, ecco il video che sta facendo impazzire l'Egitto

pubblicato da missunderstanding

Mentre New York segnala il primo morto per il virus H1N1, Il Cairo è alle prese con polemiche a livello politico e religioso dopo la pubblicazione del video che avete appena visto, da parte del quotidiano indipendente Masri Al Youm. Il video, che illustra le procedure crudeli applicate in Egitto per uccidere i maiali è stato ripreso da Youtube e sta facendo il giro del mondo, mettendo in difficoltà le autorità egiziane.

Nonostante in Egitto non si sia verificato alcun caso di influenza e le autorità sanitarie internazionali abbiano stabilito che sia inutile uccidere i maiali, il governo ha deciso ad aprile di massacrare i maiali. Vengono buttati in betoniere, uccisi con calce viva o altri prodotti chimici e ammassati fino a 400 nei camion, prima di essere sepolti nelle discariche in fin di vita. Apparentemente si tratterebbe solo delle femmine e i cuccioli, mentre per i maschi adulti l’eliminazione verrebbe fatta secondo procedure normali e autorizzate.

Adrere Amellal, il resort più ecologico al mondo

pubblicato da Marina

Adrere Amellal Resort

Si chiama Adrere Amellal Resort e si trova in Egitto nell’oasi di Siwa e è il resort più ecocompatibile che esista.

E’ stato interamente scavato nella roccia, le suppellettili sono in legno e tutto il materiale e la manovalanza usata per costruirlo sono stati trovati nel giro di 20 miglia. Non c’è energia elettrica e perciò non dispone di un sistema di riscaldamento né di condizionamento e la piscina è alimentata da un torrente salato sotteraneo e l’acqua non è mai sprecata.

L’ospitalità è quella della cultura berbera, il servizio è impeccabile e i prezzi quelli di un resort Four Season per cui una doppia costa circa 335 euro al giorno e le prenotazioni si possono fare direttamente dal sito.

Adrere Amellal Resort

Adrere Amellal Resort Adrere Amellal Resort Adrere Amellal Resort

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Caro-benzina in Egitto. E gli arabi fanno scorte alimentari

pubblicato da Marina

Il carovita arriva anche nei ricchi Paesi Arabi e in Egitto. Nel paese delle piramidi sono scoppiati alcuni giorni fa, tafferugli e disordini all’annuncio che i prezzi dei carburanti tra cui il gas naturale sarebbero raddoppiati. Aumenti, questi, a cui si devono aggiungere quelli già registrati lo scorso mese per riso, pasta, pane, sale, zucchero e tutti gli altri beni alimentari essenziali. Nel caso del grano, l’aumento rispetto allo stesso periodo del 2007 è stato del 50%, con conseguenze devastanti e di cui Ecoblog vi ha dato notizia.

Il provvedimento, ha dichiarato però il premier Ahmed Nazif, è teso a “togliere ai ricchi per dare ai poveri”, cioè i nuovi aumenti servirebbero a finanziare l’incremento degli stipendi di alcune categorie di dipendenti pubblici, togliendo a chi sta meglio. Il punto è che in Egitto ci sono circa 80 milioni di abitanti e che il ceto a cui a riferimento Nazif è costituito da poche centinaia di migliaia di privilegiati.

L’Arabia Saudita, invece, sebbene non abbia problemi di approvvigionamento con il petrolio medita strategie per l’approvvigionamento di materie prime: il consiglio dei Ministri ha incaricato i ministri del Commercio e dell’Agricoltura di “approntare un piano per individuare il fabbisogno futuro del Regno di prodotti alimentari”. Individuata inoltre un’area dove “costruire depositi per fare scorta dei generi alimentari di prima necessità per il lungo e medio termine”, che sarà gestito dal settore privato. Predisposte inoltre “direttive per investimenti all’estero” che dovrebbero contribuire alla “rafforzare la sicurezza alimentare” del ricco paese arabo.

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Alessandria d'Egitto è a rischio calamità naturale

pubblicato da PiccoloSocrate

Il porto d'Alessandria d'Egitto Gli esperti avvertono, l’Egitto potrebbe essere oggetto di una catastrofe naturale di proporzioni bibliche: in particolare Alessandria d’Egitto, la seconda città più grande del mare nostrum potrebbe esser sommersa dall’innalzamento del livello del mare entro il 2020 e potrebbe scomparire anche parte della costa dell’Africa del Nord bagnata dal Mediterraneo. La stima degli effetti sul Delta del Nilo è a dir poco catastrofica: si parla del 15% di attività umane in meno.

Il ministro egiziano per l’ambiente Maged George già a marzo ha ordinato commissione di studi nazionale ed una internazionale in sede Onu per trovare soluzione al problema e allo stesso tempo ha cercato di smorzare i toni per calmare l’opinione pubblica e prevenire effetti panico indesiderati. Il problema comunque è serio, perché tutto il Delta del Nilo è appena a 2 metri e mezzo sul livello del mare.

Secondo Muhammad al-Raey, un professore di studi ambientali in Alessandria University, il cambiamento climatico portando lunghi periodi di siccità e brevissimi di inondazioni potrebbe portare problemi di sanità pubblica, tra cui la diffusione di epidemie, soprattutto nelle regioni più povere. Già nel 2004, uno studio OCSE si sosteneva che un aumento di appena un grado centigrado avrebbe portato a perdite di evaporazione su aree di grandi dimensioni e l’annessa riduzione dei flussi del Nilo. Lo stesso professor Raey ha sottolineato che l’innalzamento di 2 millimetri del mar Mediterraneo negli ultimi dieci anni ha causato la perdita di parte del litorale egiziano.

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Spose ecologiche

pubblicato da Marina

La sposa ecologica- Collezione autunno-inverno 2008

I loro abiti sono belli. Bellissimi. E danno l’idea del passato misto al futuro. La collezione abiti da sposa Altarosa per me è stata una sorpresa. Un gruppo di fantastiche sognatrici, Valeria Doga architetto e amministratore di Altarosa, Gloria Modesti stilista e Gabriella Ganugi architetto hanno un atelier nel cuore della Maremma in Toscana e li progettano i loro abiti fatti con soli tessuti naturali provenienti da coltivazioni biodinamiche certificate da organismi internazionali. Non solo, ma per la manifattura si avvalgono delle mani esperte di sarte e ricamatrici del luogo mantenendo i costi finali dell’abito nella media del mercato.

La Canapa arriva da produzioni ecologiche della Cina, il cotone da coltivazioni biodinamiche dell’Egitto, la seta è prodotta in India, senza che venga uccisa la larva contenuta nel bozzolo, attendendo pazientemente la sua trasformazione in farfalla.

“All’ inizio è stato un po’ difficile - mi spiega Gloria Modesti- circa due anni fa abbiamo sperimentato il primo abito da sposa. E per le sarte cucire quel tipo di stoffa è stato un po’ complesso. Come nel caso degli abiti da sposa progettati con un tessuto di canapa misto a seta per conferire la lucentezza e la morbidezza di cui necessita. Mentre per la collezione invernale abbiamo usato lana naturale, non sbiancata artificialmente e la seta buretta, forse meno lucida ma che risulta un tessuto molto interessante”.

Sposa ecologica collezione autunno-inverno 08 Sposa ecologica:collezione primavera estate 08 Un particolare della gonna in lana naturale non trattata chimicamente

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Sarkò riorganizza il Mediterraneo

pubblicato da Marina

Una curisosa espressione del presidente SarkozySe Putin ha consegnato il 2 di picche a Bush durante il negoziato per l’allargamento della NATO nell’Est Europa con la Polonia che fa da ago della bilancia, Monsieur Sarkozy pensa all’allargamento del Mediterraneo, alla sua riorganizzazione e ad un futuro agroalimentare.

Il presidente francese - più noto come marito di Carla Bruni- già dagli inizi del mese scorso , complice la mediazione di Frau Angela Merkel, ha rispolverato il vecchio “Processo Barcellona” ribattezzato per l’occasione UPM- Unione per il Mediterraneo, in pratica una zona di libero scambio attiva dal 2010 . Monsieur Sarkò ha chiamato a raccolta i 27, più nove banche e una compagnia di assicurazioni (il gossip economico bisbiglia i loro nomi ma io non essendone sicura taccio) .

Tra gli entusiasti del progetto, inutile dirlo: spagnoli, italiani, francesi e greci. Soprattutto gli italiani con quella Sicilia così spinta nelle acque mediterranee e soprattutto con quasi tutti i terreni vocati alla produzione biologica. Meno entusiasti, per non dire scontenti, i paesi a Nord. Ma d’altronde dopo aver strappato alla Fisher Boel lo zuccheraggio dei mosti, a discapito dei vini col pedigree francesi e italiani, come dire? Potevano giocarsi davvero poco sul piano della negoziazione.

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Crisi del pane in Egitto

pubblicato da Marina

Cairo: un ambulante distribuisce il pane pora a portaLa crisi del prezzo del grano colpisce anche l’Egitto (Ma non era uno dei maggiori produttori di grano?). Due tra i maggiori quotidiani arabi, mettono in primo piano l’intervento dell’esercito e della polizia voluto dal presidente egiziano Hosni Mubarak per “porre fine alla crisi di produzione”. Le manifestazioni al Cairo si stanno avendo anche in queste ore. E le file sono interminabili davanti le panetterie autorizzate a vendere il pane a prezzo “calmierato” dai contributi statali.

Secondo la tv araba Al Jazeera, sarebbero già 15 i morti causati nelle ultime due settimane dalle resse generate dalle interminabili file per l’acquisto del pane a prezzo calmierato. Al Ahram, principale quotidiano arabo, riferisce anche di “due riunioni del rais con il primo ministro”, per affrontare la crisi: oltre ai provvedimenti di urgenza dei giorni scorsi, il presidente ha dato direttive “urgentissime” per “separare la produzione del pane dalla distribuzione” per “combattere il mercato nero”.

E proprio a causa della speculazione “il prezzo di un chilo di farina è balzato a 260 sterline” locali (pari a circa 30 euro), rispetto ai circa 1,8 euro “sostenuti” dallo stato. “Il rincaro del prezzo del grano - ha detto il presidente Mubarak- non deve in alcun modo toccare i redditi bassi”. Eppure in base alle ultime quotazioni fissate dal Chicago Board of Trade, il costo della materia prima è crollato del 5%, scendendo a 0,27 euro al kg. Ma il prezzo del pane, a livello mondiale, non accenna a diminuire.

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