Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag GDO

Settimana europea per la riduzione dei rifiuti: tocca alla GDO ridurre gli imballaggi

pubblicato da Marina

soffocati dagli imballaggi

Tra qualche giorno, dal 19 al 27 novembre si aprirà la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (qui il calendario con gli eventi regionali), ovvero una serie di iniziative legate al territorio che aiutino i cittadini consumatori a scegliere prodotti dall’imballaggio ridotto (qui i 7 preziosi consigli).

Ma in ogni caso è l’intera filiera della distribuzione a doversi impegnare nella riduzione degli imballaggi e addirittura dell’overpackaging. Nasce così la lettera aperta alla GDO inviata da Porta la Sporta, Italia Nostra e Adiconsum che chiede apertamente alla Grande Distribuzione di iniziare a tagliare gli imballaggi e i prodotti usa e getta.

Il principio è semplice: per non avere rifiuti non bisogna produrli. Dunque alla GDO viene chiesto quantomeno di iniziare questo processo con i prodotti dei private label, ossia quelli con il marchio personalizzato della catena di distribuzione. I punti individuati sono sette e la lettera la trovate dopo il salto.

Continua a leggere: Settimana europea per la riduzione dei rifiuti: tocca alla GDO ridurre gli imballaggi

....
condividi 2 Commenti

Io faccio la spesa giusta, l'equosolidale all'ipermercato tra sconti e novità

pubblicato da Marina

io faccio la spesa giusta ottobre 2011 Ecco una bella iniziativa per mettere in pratica la tutela dell’ambiente: Io faccio la spesa giusta manifestazione nata con l’obiettivo di spingere i consumatori all’acquisto di prodotti dal commercio equosolidale è giunta alla sua ottava edizione. L’accordo con la Gdo si intensifica e dunque anche quest’anno in ottobre e per due settimane, dal 15 al 30 si potranno acquistare negli ipermercati vecchie tante nuove specialità specialità provenienti dal commercio equo scontate anche del 20%.

Ad esempio si troveranno a prezzi molto interessanti frollini ai cereali con fave di cacao, tavolette di cioccolato fondente e al latte, miele millefiori, caffè miscela classica, succo d’arancia e d’ananas. Ma perché acquistare prodotti dal commercio equosolidale? Per tanti motivi connessi con la tutela dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile:

Gli standard di Fairtrade obbligano ad incrementare e sostenere le produzioni eco-sostenibili e la conversione al biologico che meglio si adattano e riducono le emissioni di CO2. Inoltre prevedono l’OGM free, la tutela delle risorse naturali come acqua o foreste, e consentono di mantenere la biodiversità. I produttori Fairtrade compensano le emissioni di CO2 perché riducono l’uso di prodotti chimici, razionalizzando l’acqua e prestando attenzione agli sprechi. Hanno piani per proteggere le foreste, ripiantare alberi per evitare l’erosione dei suoli, riciclare materiale o investire fondi in forni alimentati dai gusci del caffè riciclato. Fairtrade incoraggia sempre i produttori a minimizzare l’uso dell’energia, specialmente quella derivata da fonti non rinnovabili.

Non solo, ma non vi sfruttamento dei lavoratori perché il prezzo fissato per pagargli i prodotti non dipende dalla fluttuazioni di mercato essendo un minimo garantito a cui viene aggiunto il Fairtrade minumum. I punti vendita sono davvero ovunque: NaturaSì, Auchan, Iperal, Il Gigante, Alì, Despar (gruppo Sadas presente in Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta, Piacenza, Parma, Massa, La Spezia), Finiper, Cadoro, Coop e Carrefour, Conad, Bennet, Lidl.

Via | Comunicato stampa

....
condividi 0 Commenti

Dal 16 al 23 aprile smettiamo di usare le buste di plastica usa & getta

pubblicato da Marina

A circa tre mesi dall’entrata in vigore della nuova legge che impone la vendita di sacchetti di plastica biodegradabili, ecco una nuova campagna di Porta la sporta che invita, GDO e consumatori a smettere di usare i sacchetti usa e getta preferendo l’uso delle borse durevoli.

Insomma, un ulteriore passo avanti, nella tutela dell’ambiente che si concretizza nella settimana che va dal 16 al 23 aprile, nel pieno della follia consumistica per Pasqua. Il dato interessante è che quest’anno ha aderito massiccia la GDO, ossia i supermercati e gli ipermercati. Leggo dal comunicato stampa di Porta la sporta:

Sono oltre 3500 i punti vendita che verranno mobilitati grazie all’adesione di 19 gruppi della grande distribuzione: Ali e Aliper, Auchan, Conad DAO, Coop Liguria, Coop Lombardia, Coop Trentino e Famiglia Cooperativa, CRAI, Despar Triveneto, Esselunga, Gruppo Gabrielli con Oasi e Maxi Tigre, Gruppo Lombardini con Pellicano e Iper , Natura Sì, Nova Coop Piemonte, Nordiconad, Simply Sma, SuperDì – IperDì Supermercati, Poli e Iperpoli Supermercati, Sogegross con Basko e Unes Supermercati.

Infine, una iniziativa altrettanto valida è “mettila nella rete” ossia l’uso dei retini in cotone nei reparti ortofrutta.

Via | Comunicato stampa

....
condividi 2 Commenti

I meravigliosi frutti (e ortaggi) di Uli Westphal

pubblicato da Marina

Mutato Farming

Uli Westphal è un artista tedesco che ha raccolto dal 2006 le foto di frutta, verdura e ortaggi imperfetti, o meglio non standard acquistati nei farmer’s market di Berlino. Nasce il Mutato Archive che diventa un documento interessante sulle mutazioni dei vegetali.

L’artista è affascinato dalla diversità delle forme, dei colori e delle stranezze botaniche e nota che questi particolari frutti sono scartati dai banconi dei supermercati. La proposta della grande distribuzione vuole che la merce sia perfetta, plastificata il che è incompatibile con la realtà della Natura che produce anche verdure, ortaggi e frutta imperfetta, ma non per questo meno bella., buona o sana.

Il suo progetto prosegue e dal Mutato Archive passa nel 2010 al Mutato Farming ossia alla coltivazione, secondo criteri di sostenibilità, di ortaggi. Come scrive nel suo blog, che testimonia il percorso intrapreso:

Ho iniziato queste esperienza per dimostrare di essere in grado di coltivare il cibo, oltre l’esperienza botanica, culinaria e visiva della frazione residua della diversità agricola; per ampliare le immagini del-Mutato archivio e potenzialmente ed eventualmente contribuire alla sensibilizzazione dei dimenticati, della diversità mozzafiato della Natura addomesticata.

Mutato Farming
Mutato Farming Mutato Farming Mutato Farming Mutato Farming Mutato Farming Mutato Farming Mutato Farming

Via | Edible Geography
Foto | Mutato farming

....
condividi 1 Commenti

Barilla e Legambiente a Roma insegnano a fare la spesa ecologica. L'antitrust però indaga sul caro supermercati

pubblicato da Marina


Legambiente e Barilla in queste ore a Roma diffondono la cultura della doppia piramide alimentare con Buono per te, sostenibile per l’ambiente. Ossia, per fare una spesa ecologica bisogna mangiare secondo dieta mediterranea: molta verdura e frutta, cereali, pochi grassi, pesce e pochissima carne (dopo il salto il video della presentazione).

Ma non sempre frutta e verdura, in questi mesi si sono trovati a buon prezzo nei supermercati. L’Antitrust perciò ha disposto una serie di indagini che si chiuderanno nel giugno 2011. L’obiettivo è capire i rapporti tra le grandi catene e i piccoli fornitori di ortofrutta. In particolare a essere analizzati i private label, cioè le etichette proprie dei marchi della GdO.

Denuncia Federconsumatori:

Troppe volte le nostre associazioni hanno denunciato scandalosi comportamenti relativamente ai prezzi di acquisto che venivano decuplicati poi alla vendita, a detrimento sia dei produttori che ovviamente dei consumatori. Ricordiamo tra tutti gli esempi i casi delle uve pugliesi acquistate a 25 cent per poi essere vendute a più di 2 Euro al Kilo. O per i pomodori di Pachino, ed altri esempi ancora che hanno registrato moltiplicatori micidiali di oltre dieci volte il prezzo nella filiera da produttore al consumatore come le carote comprate a 10 cent e vendute 1 Euro al kilo.

Continua a leggere: Barilla e Legambiente a Roma insegnano a fare la spesa ecologica. L'antitrust però indaga sul caro supermercati

....
condividi 2 Commenti

Grande distribuzione: alla Sma si impennano le vendite di prodotti sfusi

pubblicato da Marina

Alla Sma impennano le vendite di prodotti sfusi

La grande distribuzione ha iniziato timidamente a credere alla vendita di prodotti senza packaging. All’inizio erano non solo la novità ma lo sfizio di provare prodotti che potevano essere acquistati senza contenitori: né plastica, né cartone. Il vantaggio economico è evidente: spesso si risparmia anche il 50%. Il problema però è che sono in pochi a crederci, nella maggior parte degli iper vale la regola dell’acquisto dei prodotti ancora super imballati. Fateci caso: su una spesa normale per una famiglia di quattro persone il 50% di ciò che acquistiamo finisce nei migliore dei casi nella differenziata.

Sma rivela che quest’anno ha venduto 42tonnellate di merce senza impacchettamenti vari. Nel solo mese di luglio sono state 24 le tonnellate vendute e che rappresentano il 30-40% circa dell’intera merce messa in vendita. Tra i prodotti più venduti ci sono i detersivi (qui le mappe degli iper in cui trovarli), seguono la pasta, cereali, caramelle, frutta secca, pet food e anche i gelati.

Ha detto Carlo Delmenico, direttore responsabilità sociale d’impresa della catena:

I dati segnano il successo di un percorso che Sma ha intrapreso ben dodici anni fa. La società italiana e con essa i consumatori stanno cambiando. Appaiono nuovi modelli di nuclei familiari e nel contempo il consumismo sta ricercando un equilibrio fra impatto ecologico e conto economico.

Via | Corriere del Web
Foto | Detersivi sfusi

....
condividi 5 Commenti

Ortofrutta: le ronde gialle di Coldiretti controllano nei supermercati la spesa a Km0

pubblicato da Marina

Le ronde gialle di coldiretti controllano i prezzi nella grande distribuzione organizzata

Altro che spesa a Km0! I coltivatori non ci stanno a vedere la loro merce a prezzi triplicati sui banconi dei supermercati; non ci stanno a assistere impotenti alla concorrenza di frutta e verdura proveniente dall’altra parte del mondo: angurie, uva, fagiolini e melanzane dall’Egitto; limoni dall’Argentina; pomodori dall’Olanda. Ecco che in Emilia Romagna sono nate le “ronde gialle” piccoli gruppi di coltivatori federati Coldiretti, che per tutta l’estate e armati di penna e taccuino girano tra i banconi di supermercati e ipermercati per controllare prezzi e provenienza dell’ortofrutta.

Siamo a poche settimane dalla maturazione delle pesche nettarine, vanto e gloria della produzione made in Italy che cresce sotto il sole dell’Emila Romagna. Ebbene, sui banconi della GDO, a prezzi stracciati sono già arrivate in anticipo pesche che italiane non sono. E dunque, per evitare il crollo dei prezzi al produttore gli agricoltori hanno deciso di capire quale merce gira nella Grande distribuzione organizzata che sembra a parole voler preservare i prodotti nostrani e locali ma che nei fatti privilegia produzioni che arrivano anche da lontano per presentarle alla clientela a prezzi al di sotto di quelli di mercato.

Lo svantaggio è duplice: prodotti di qualità dubbia, raccolti mentre devono ancora completare la maturazione, conservati nella migliore delle ipotesi in frigoriferi, che percorrono migliaia di chilometri prima di giungere sulle nostre tavole; prezzi bassi che fanno crollare il mercato nostrano.

Spiega Massimo Pederzoli, Presidente Coldiretti Ravenna:

La prova che bisogna mettere mano ad una profonda revisione delle regole e dei meccanismi della filiera ortofrutticola sta nel fatto che in Regione Emilia Romagna la superficie complessiva dedicata a frutteti negli ultimi 15 anni è diminuita del 17% (passando dagli 89mila Ha del 1995 ai 74mila del 2009) con punte del 21,3% per le pesche e nettarine, del 30% per le mele, del 15,1% per le pere.

Via | Ravenna 24ore
Foto | Romagna Oggi

....
condividi 1 Commenti

Rinascimento Verde: Luca Zaia promette terre da coltivare ai giovani disoccupati. Ma chi ci mette i soldi?

pubblicato da Marina

Mi scrive Luca Zaia e mi informa, attraverso un intervista preparata dal suo ufficio stampa, che il progetto Rinascimento Verde è pronto per partire. In pratica, l’attuale Ministro per l’agricoltura, come annunciato qualche mese fa, intende dare in affitto terre demaniali a giovani che vogliono diventare agricoltori. Facile a dirsi ma complicato a farsi. E infatti, proprio su La Sicilia di oggi c’è un articolo di Giorgio Petta che mostra tutto lo scetticismo possibile.

Secondo La Sicilia, ad esempio, per i giovani siciliani ci sarebbero a disposizione 4096 ettari, secondo i dati dell’ESA, Ente sviluppo agricolo, (ottobre 2005), rientrati nella disponibilità per mancanza di eredi o abbandono, a cui si aggiungerebbero 15mila ettari non ancora sbloccati.

Scrive La Sicilia:

Quanto ai terreni demaniali, più o meno 500mila ettari, 330mila sono nella disponibilità dell’Azienda Foreste, mentre i restanti 170mila potrebbero rientrare nel programma “terre e giovani”. Ma occorre fare una premessa: generalmente si tratta di terreni marginali, oppure del tutto inadeguati a qualsiasi tipo di coltivazione agricola o agroforestale. Insomma si tratta di terreni difficilmente destinabili all’agricoltura.

Il Ministro Zaia, però non spiega come economicamente un giovane debba metter su una neo-azienda agricola e infatti anche La Sicilia, si chiede: ma chi ci mette i soldi?

Carenza cronica di strutture e infrastrutture nelle aree agricole; credito agrario zoppicante; linee di credito per l’acquisto di attrezzature agricole inesistenti; mutui agevolati e fiondi di rotazione da rilanciare; competenze professionali da recuperare; mercati da realizzare; rapporti con i consumatori e la grande distribuzione da rifondare ex novo. E tutto ciò in una fase economica in cui non c’è un comparto dell’agricoltura siciliana- dalla viti-vinicoltura, alla cerealicoltura, dall’agrumicoltura, all’orticoltura, frutticoltura, ovicoltura- che si salvi dalla crisi.

Dopo il salto l’auto intervista del Ministro Zaia. In alto il video promo del TG5.

Continua a leggere: Rinascimento Verde: Luca Zaia promette terre da coltivare ai giovani disoccupati. Ma chi ci mette i soldi?

Guida per un Natale senza OGM (con qualche sorpresa italiana)

pubblicato da Marina

La guida agli alimenti OGM freeI francesi hanno un’altra mentalità, c’è poco da fare:Greenpeace France regala via web la guida ai prodotti privi di OGM.

Da noi c’è la guida di Greenpeace Italia che però non mi sembra molto aggiornata ma che usa gli stessi criteri di distinzione: gli alimenti in rosso indicano che l’azienda non certifica che i prodotti animali o i prodotti utilizzati sono OGM-free; gli alimenti in arancione indicano che l’azienda ha avviato le procedure per eliminare prodotti e sottoprodotti contenenti OGM ma che non da altre garanzie di assenza; gli alimenti in verde indicano che l’azienda garantisce di non utilizzare prodotti animali o da animali nutriti con OGM.

Il fatto è questo, e più volte lo abbiamo ribadito qui, anche se da noi non è ancora concesso coltivare prodotti OGM questo non significa che non siano presenti negli alimenti che consumiamo.

Continua a leggere: Guida per un Natale senza OGM (con qualche sorpresa italiana)

....
condividi 0 Commenti

Colletta alimentare: domani dona del cibo e evita di sprecarlo

pubblicato da Marina

Il logo della colletta alimentare della Fondazione Banco alimentare

L’italico rito della spesa del sabato, domani, potrà essere l’occasione non solo per un gesto di solidarietà, donando un po’ del cibo che acquistiamo al Banco alimentare, per la consueta giornata dedicata alla colletta alimentare, ma anche un momento per soffermarsi a pensare ai nostri consumi ai nostri acquisti, alle pubblicità martellanti delle offerte imperdibili e dei vari “3×2″ e alle scorte di cibo che abbiamo in casa e a quanto ne buttiamo via.

L’Italia, nonostante la crisi economica, lascia nei cassonetti 1,5 milioni di tonnellate di cibo.

Al Banco alimentare preferiscono ricevere alimenti non deperibili come olio, omogeneizzati e alimenti per l’infanzia, tonno e carne in scatola, pelati e legumi in scatola, che saranno consegnati a a oltre 1 milione e mezzo di indigenti. Gli enti coinvolti nella distribuzione e convenzionati con il Banco alimentare sono 8.500.

» Ecco dove trovare i volontari del Banco alimentare

Via | Vita
Foto | Banco alimentare

....
condividi 2 Commenti